giovedì, 2 Febbraio 2023

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Bolsonaro indagato per il colpo di Stato: pendono su di lui altri 28 processi

In breve

  • La Corte Suprema ha iscritto Bolsonaro nel registro degli indagati per l’invasione del Congresso avvenuta lo scorso otto gennaio.
  • Non essendo più protetto dall’immunità parlamentare, i ventotto processi intentati contro l’ex capo di Stato saranno trasmessi alle Procure competenti.
  • I casi più spinosi riguardano il ritardo nell’acquisto dei vaccini e la possibile corresponsabilità per il collasso dell’ospedale di Manaus.

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In 3 sorsiIl giudice Alexandre de Moraes ha indagato Bolsonaro per l’assalto al Congresso di Brasilia. Non essendo più protetto dall’immunità parlamentare, le altre venti azioni giudiziarie contro l’ex Capo di Stato potranno essere approfondite dalla magistratura.

1. BOLSONARO INDAGATO PER IL TENTATO GOLPE

Il ministro della Corte Suprema, Alexandre de Moraesha iscritto Jair Bolsonaro nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’invasione del Congresso da parte dei militanti bolsonaristi. La richiesta era stata avanzata dalla task-force della Procura Generale della Repubblica che sta indagando sui finanziatori del tentativo di colpo di Stato attuato lo scorso 8 gennaio. Secondo i magistrati, l’ex Presidente “si è impegnato nel diffondere notizie false dopo l’esito del voto”, incentivando i suoi sostenitori a occupare con la forza il Parlamento, il palazzo presidenziale e la Corte Suprema. Pesa contro Bolsonaro un video pubblicato (e poi rimosso) sulle pagine social dell’ex capo di Stato due giorni dopo i fatti di Brasilia nel quale veniva affermato che Lula non era stato eletto dal popolo, ma dalla Corte Suprema. A questa prova va aggiunta la bozza di decreto ritrovata in casa dell’ex ministro della Giustizia Anderson Torres dalla Policia Federal. Quell’atto, se varato, avrebbe permesso al Governo Bolsonaro di attuare lo Stato d’assedio, impedendo così l’insediamento di Lula. 

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Fig. 1 – Alexandre de Moreas è il giudice della Corte Suprema (STF) maggiormente osteggiato dai supporter di Bolsonaro, i quali lo hanno accusato di aver favorito il ritorno di Lula sulla scena politica

2. LA PREOCCUPAZIONE DELL’EX PRESIDENTE

Dal 30 ottobre 2022, giorno in cui il popolo brasiliano ha coronato Lula per la terza volta Presidente della Repubblica, Bolsonato ha avuto un solo pensiero in testa: non finire sotto processo. Dopo trent’anni al Congresso e quattro alla Presidenza, l’ex capitano dell’esercito non gode più del foro privilegiato, la prerogativa che conferiva il compito alla Procura Generale della Repubblica di indagare sui membri del Parlamento. Non essendo più protetto da questo scudo, ora Bolsonaro potrà essere indagato da qualsiasi procuratore della Repubblica e tutti gli atti commessi durante l’esercito del suo mandato saranno giudicati dalla giustizia ordinaria. Così Augusto Aras, il Procuratore Generale nominato nel 2019 dallo stesso Bolsonaro, non potrà intervenire per bloccare le indagini contro l’ex Capo di Stato così com’era successo per le 104 azioni penali intraprese durante il suo mandato come Presidente della Repubblica. Nonostante le inchieste fermate da Aras, Bolsonaro è imputato in 28 processi che se dovessero finire con una condanna potrebbe aprire le porte del carcere per l’ex Presidente. 

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Fig. 2 – L’ultima uscita pubblica di Bolsonaro è avvenuta il primo novembre 2022, due giorni dopo essere stato sconfitto al ballottaggio da Lula. Ora l’ex capo di Stato si trova in Florida, dove si è sottoposto a un intervento chirurgico. Il suo rientro in Brasile è previsto per la fine di gennaio

3. I PROCESSI CONTRO BOLSONARO

Ad oggi Bolsonaro risponde di quattro indagini presso la Corte Suprema (STF), che nei prossimi mesi saranno trasmesse alle Procure competenti. La prima riguarda l’inquérito das fake news, un’inchiesta riguardante le principali notizie false diffuse contro i membri della stessa Corte Suprema. Bolsonaro venne indagato nel 2021 per aver messo in dubbio la regolarità del sistema elettorale brasiliano. Il secondo caso, invece, ha a che fare con le accuse dell’ex ministro della Giustizia Sergio Moro (ora senatore), il quale affermò l’intenzione di Bolsonaro di sostituire il capo della Policia Federal in favore di una figura vicina all’allora Presidente. Per questa ragione, la Corte Suprema ha aperto un’inchiesta sospettando Bolsonaro di falso ideologico, corruzione e ostruzione alla giustizia. L’ex capitano è anche accusato di avere diffuso un’informativa segreta della Policia Federal che ipotizzava un attacco hacker al Tribunal Superior Eleitoral, organo incaricato di controllare la regolarità delle elezioni. Rispetto alla pandemia, il giudice supremo Alexandre de Moraes ha indagato Bolsonaro per via delle sue dichiarazioni riguardanti la falsa relazione tra i vaccini anti-Covid e l’infezione da HIV. Proprio nella commissione d’inchiesta sulla Covid sono tutt’ora in corso nove azioni contro l’ex Presidente, alcune connesse al ritardo nell’acquisto dei vaccini ed altre riguardanti il collasso dell’ospedale di Manaus che rimase senza bombole d’ossigeno per più di due giorni. La gestione lassista della pandemia, la visione autoritaria del potere e il sogno golpista: tre nodi della Presidenza Bolsonaro che nei prossimi mesi potranno venire al pettine.

Mattia Fossati

07/10/2021 – Cerimônia de Modernização de Normas de Segurança e Saúde no Trabalho” by Palácio do Planalto is licensed under CC BY

Mattia Fossati
Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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