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Italia e Iraq: una progressiva leadership pluridimensionale

In 3 sorsi – “Non ci può essere prosperità in Medio Oriente senza un Iraq forte”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Primo Ministro iracheno Al Sudani nel corso del loro incontro il 23 dicembre 2022. A fronte dei rapporti tra i due Paesi, non risulta casuale, infatti, la scelta di svolgere la prima missione bilaterale oltre i confini europei proprio in Iraq.

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1. IRAQ-ITALIA: STORIA DI UNA RELAZIONE

La cooperazione politica tra Italia e Iraq, sostenuta e incentivata da tutti gli esecutivi che si sono succeduti da una parte e dall’altra, è stata recentemente arricchita dalla scelta della premier Meloni di dedicare simbolicamente la prima missione extraeuropea proprio all’Iraq, il 23 dicembre 2022. I rapporti tra i due Stati rappresentano un esempio di collaborazione che tocca diversi ambiti: economia, politica, sicurezza, supporto umanitario, protezione dei beni culturali. In particolare, l’Italia è presente sul territorio iracheno dal 1931, anno in cui è stato aperto il primo consolato a Baghdad. Sono passati invece vent’anni dalla prima missione militare, Antica Babilonia del 2003, a seguito del rovesciamento del regime di Saddam Hussein e la conseguente strage di Nassiriya. Il partenariato tra i due Stati si manifesta, oltre che nell’ambito militare, anche nel settore energetico, industriale e commerciale. In particolare sono sedici le aziende italiane che investono in un’area che è la quinta al mondo per produzione di petrolio, con l’ENI che ha fatto da pioniere. Tra le numerosissime collaborazioni, spicca quella in campo infrastrutturale che vede protagonista la società made in Italy Trevi per i lavori di manutenzione della diga di Mosul. Tale collaborazione ha permesso agli operatori e ai tecnici impiegati di lavorare in protezione grazie a uno spiegamento di circa cinquecento militari italiani (operazione Task Force Praesidium). Risulta opportuno altresì osservare l’impegno italiano nella cooperazione umanitaria e culturale attraverso interventi economici a sostegno della società civile irachena e l’empowerment dei diritti delle donne: le squadre speciali delle Zerevani rappresentano un esempio concreto di soldatesse curde addestrate dalle donne militari italiane.

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Fig. 1 – il Primo Ministro iracheno Mohammed Shia Al Sudani accoglie la premier Giorgia Meloni a Baghdad, 23 dicembre 2022

2. L’ITALIA IN IRAQ

La presenza dell’Italia in Iraq si esperisce in diversi campi. In primo luogo, per quanto concerne il settore della sicurezza, i militari appartenenti all’Arma dei Carabinieri e all’Esercito Italiano contribuiscono all’addestramento del personale militare locale. Tali attività oggi rappresentano un punto di riferimento per accrescere non soltanto la professionalità del corpo militare iracheno, ma soprattutto il livello di sicurezza percepita da parte della popolazione civile. Ciò si esprime nel solco del Comando italiano alla NATO Mission Iraq. Per quanto concerne il settore relativo alla protezione dei siti archeologici, l’Iraq vanta diversi patrimoni culturali, uno dei quali riconosciuto dall’UNESCO: il sito di Hatra. La “missione italiana” – in questo senso- è cominciata grazie all’iniziativa da parte dell’Istituto italiano per il Medio Oriente (ISMEO) di Roma con il fine di condividere, valorizzare, investire economicamente e migliorare un luogo sito all’interno di un’area geografica a rischio poiché diverse volte minacciata e colpita a causa del controllo territoriale del Daesh. Dei primi di marzo è la notizia, inoltre, di una partnership Italia-Iraq-Unesco per il recupero della Biblioteca Universitaria di Mosul, simbolo chiave della cultura irachena.

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Fig. 2 – Sito archeologico di Hatra, nord dell’Iraq

3. L’INCONTRO E LE PROSPETTIVE FUTURE

Alla luce di quanto affermato risulta utile comprendere il leitmotiv dell’impegno italiano in Iraq, che nel solco di radici storiche complesse, caratterizzate da guerre, tensioni religiose e crisi politiche, si è rafforzato ulteriormente, cercando di inserirsi, a fronte della crisi russo-ucraina e la conseguente ricerca di ulteriori fonti di approvvigionamento energetico, in un’area che è la quinta al mondo per produzione petrolifera. Da ciò scaturisce la decisione della premier Meloni di svolgere la sua prima missione all’estero a Baghdad, durante la quale ha sostenuto la volontà del neonato Governo italiano di proseguire e di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi in tutti i settori, tra cui spicca quello dell’intelligence in materia di contrasto al terrorismo, con la raccolta e la conseguente condivisione di informazioni elaborate dallo Human intelligence. Da questo punto di vista i risultati sono stati notevoli se si pensa allo smantellamento di reti terroristiche locali, attraverso indagini comuni che hanno colpito le reti di autofinanziamento delle organizzazioni terroristiche. In conclusione l’Italia desidera contribuire all’equilibrio dell’area attraverso un supporto multilaterale, che dovrebbe essere il risultato di una cooperazione civile e militare, europea e globale, in cui il nostro Paese è ormai tra i primi protagonisti, complice anche il progressivo ritiro americano dall’Iraq. 

Luca Canale

Helicopter over Baghdad” by @USArmy is licensed under CC BY

Dove si trova

Perchè è importante

  • Il rapporto tra Italia e Iraq è di lungo corso: dal 1931, anno in cui si instaura il primo consolato italiano a Baghdad, a oggi, con un partenariato tra i due Stati che si manifesta nei settori militare, culturale, energetico, industriale e commerciale.
  • L’Italia è presente nel territorio iracheno attraverso diverse missioni, tra cui il comando della NATO Mission Iraq, e la protezione e la valorizzazione di siti archeologici, come Hatra.
  • A fronte di ciò, la decisione della Premier Meloni di realizzare la prima missione estera in Iraq vuole rafforzare la cooperazione tra i due paesi, in particolare, nel settore energetico e militare.

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Luca Canale
Luca Canale

Nato a Recanati nel 1995 sono appassionato di geopolitica e di storia. Laureato in giurisprudenza ho svolto un master di secondo livello in intelligence con specifico interesse per il settore della difesa e delle organizzazioni internazionali.

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