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Egypt Energy Show: come la transizione diventa strategia

In 3 sorsiNel pieno di una crisi energetica, economica, sociale e politica, che si associa a un quadro regionale in conflitto, l’Egitto intende proporsi sul piano internazionale come uno Stato aperto alle opportunità – e ai vantaggi- delle energie rinnovabili.

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1. LA CRISI DEL SETTORE ENERGETICO

L’Egitto trova nell’approvvigionamento e nella gestione delle fonti fossili una congiuntura di primaria importanza per le proprie politiche domestiche e internazionali, in cui le grandi potenzialità di produzione si sovrappongono all’esigenza di esportazione per risollevare le sorti delle finanze pubbliche.
La strategia del Presidente Al-Sisi era precisamente quella di proporsi come nuovo hub strategico per l’approvvigionamento regionale, esportando il gas del ricco giacimento di Zohr, il più grande nel Mediterraneo, e importando al contempo risorse energetiche da Israele. Tuttavia, il Cairo sta affrontando una situazione critica per la propria sicurezza energetica e per la stabilità economica. Il calo della produzione a Zohr, unitamente alle proteste popolari per i blackout energetici e al temporaneo taglio della fornitura israeliana a causa del conflitto, stanno infliggendo dei duri colpi al settore energetico, mentre il gas sembra essere una risorsa non più sufficiente per sostenere l’intero sistema.
D’altro canto, le ultime strategie energetiche dell’Egitto sembrano puntare sempre più sulle rinnovabili, fissando al 42% la quota delle rinnovabili entro il 2030 invece del 2035 e adoperandosi per aumentare gli investimenti esteri nel settore. Questi sforzi, lungi dall’essere svincolati dal contesto dell’attuale crisi economica, energetica e politica, palesano la volontà del Cairo di inserirsi nel sempre più affollato panorama della transizione per trovare una sintesi che sia funzionale ai propri interessi. 

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Fig. 1 – Un quartiere di Alessandria all’oscuro durante un blackout energetico, 25 novembre 2023

2. L’EGITTO NEL DIALOGO TRA FOSSILE E SOSTENIBILE

A conferma del forte proposito egiziano di rivalutarsi come attore internazionale di rilievo nel nuovo scenario energetico, vi è l’Egypt Energy Show (EGYPES), tenutosi dal 19 al 21 febbraio al Cairo. La Conferenza si è svolta all’insegna del tema “Guidare la transizione energetica, la sicurezza e la decarbonizzazione”. I vari panel hanno affrontato temi di sostenibilità, investimenti e avanzamenti energetici, ma, tra i partecipanti e gli speakers, un grande spazio è stato dato agli stakeholder del settore energetico delle fonti fossili, con più di 30 compagnie petrolifere nazionali e internazionali tra cui Shell, Total, Adnoc e BP. 
Sebbene l’obiettivo dichiarato fosse quello di “creare discussioni, promuovere la collaborazione e ispirare soluzioni innovative che daranno forma al futuro dell’energia”, le energie sostenibili sembrano essere ancora oscurate dall’importanza preponderante data al settore degli idrocarburi. Al contrario, viene sottolineato come nei futuri ecosistemi energetici, le fonti di energia necessarie saranno ancora molteplici e che “il mantenimento degli investimenti negli idrocarburi è indispensabile per garantire una transizione energetica sicura”.

Fig. 2 – Il Presidente Abdel Fattah Al Sisi presenzia alla Cerimonia ufficiale di apertura e inaugurazione dell’EGYPES, il 19 febbraio 2024. Fonte: https://www.egypes.com/conferences/strategic-conference/

3. LE OPPORTUNITÀ SUL PIANO INTERNAZIONALE

I fori internazionali sono diventati sedi di capitale importanza per definire le questioni relative alla decarbonizzazione, all’abbattimento delle emissioni e alla trasformazione dei sistemi energetici globali. Ma non è inusuale -e nemmeno inaspettato- che Paesi con forti interessi nel settore delle fonti fossili portino avanti l’idea che la transizione non possa tralasciare il ruolo degli idrocarburi. Questa linea strategica dell’impegno dichiarato per la transizione non sconfessa il continuo supporto alle fonti energetiche fossili, ma, anzi, nel caso dell’Egitto diventa parte integrante del programma energetico. In uno scenario globale di ridefinizione delle traiettorie energetiche, per il Cairo è fondamentale potersi inserire in dinamiche vantaggiose, per attrarre investimenti da parte di istituzioni di rilievo e stringere collaborazioni con rilevanti aziende regionali per i propri progetti verdi. Le opportunità offerte dai nuovi progetti energetici e di energia rinnovabile sono strategiche per l’Egitto sia per accedere a piattaforme internazionali cruciali in questo momento, sia per attrarre investimenti e valuta forte, puntellando la situazione economica interna.

Beatrice Ala

Immagine di copertina: “President Abdel Fattah Al-Sisi of Egypt speaking at the UK-Africa Investment Summit” by DFID – UK Department for International Development is licensed under CC BY

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Perchè è importante

  • L’Egitto deve gestire una crisi su più fronti, ma le strategie energetiche non possono più puntare solo sul gas per risollevare il sistema.
  • L’Egypt Energy Show (EGYPES), tenutosi al Cairo, offre alla Presidenza egiziana l’opportunità di inserirsi nei circuiti per la transizione senza rinunciare al saldo supporto agli idrocarburi.

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Beatrice Ala
Beatrice Ala

Romana di nascita, sono partita dalla Città Eterna spinta dalla mia passione per le relazioni
internazionali e per il Medio Oriente. Laureata in Geografia Politica ed Economica, mi sono
contemporaneamente diplomata presso la Scuola Superiore di Studi Avanzati della Sapienza. Frequento il Master MIM – Crossing the Mediterranean della Ca’ Foscari, che mi ha permesso di viaggiare continuamente per due anni tra Italia, Tunisia e Francia. Ho vissuto a Susa, in Tunisia, per fare ricerca sul campo: qui ho approfondito il mio interesse per la geopolitica e le dinamiche strategie nell’area MENA. Sono perennemente con le valigie in mano, ma mi fermo volentieri per un buon caffè.

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