In 3 Sorsi – Putin ha presentato pubblicamente l’AI Alliance Network, un’iniziativa dei BRICS mirata a rafforzare la cooperazione e l’indipendenza dell’intelligenza artificiale dai paesi occidentali, introducendo nuove ambizioni e sfide geopolitiche.
1. AI ALLIANCE NETWORK E IL RUOLO DEI BRICS
L’11 dicembre 2024, durante la conferenza AI Journey tenutasi a Mosca, il Presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la creazione dell’AI Alliance Network. Questo partenariato nasce nell’ambito dei BRICS, gruppo che riunisce economie emergenti di Asia, Africa e America Latina e che mira a consolidare relazioni tra Paesi del Sud Globale. Già al vertice BRICS di Kazan nell’ottobre 2024, Putin aveva evidenziato l’importanza di una collaborazione rafforzata nel settore dell’intelligenza artificiale (AI) per potenziare le capacità tecnologiche degli stati coinvolti e affermare l’indipendenza dall’Occidente. A tal proposito, l’AI Alliance intende creare un nuovo ordine globale, che verta sui Paesi non occidentali come motori della crescita economica globale, promuovendo risorse condivise, ricerca, sviluppo e regolamenti comuni per contrastare l’influenza statunitense. L’alleanza include Istituzioni nazionali e internazionali, come la banca russa Sberbank, principale investitore nello sviluppo tecnologico russo, con l’obiettivo di competere nel mercato globale dell’intelligenza artificiale.
Fig. 1 – Sedicesimo vertice BRICS a Kazan (Russia), 23 ottobre 2024
2. AMBIZIONI TECNOLOGICHE RUSSE
L’obiettivo principale di questa iniziativa è contrastare le sanzioni economiche occidentali imposte alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, che hanno colpito settori strategici e impedito l’importazione di microchip essenziali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Si tratta di hardware complessi da sostituire, cruciali in ambito militare e civile, come sottolinea Herman Gref, CEO di Sberbank. Il secondo obiettivo dell’alleanza è sviluppare un quadro normativo per l’AI che sia meno restrittivo rispetto a quelli occidentali, considerati da Mosca un freno alla competitività tecnologica. Secondo le previsioni del Governo russo, infatti, questa strategia potrebbe aumentare il PIL russo di 11.200 miliardi di rubli (109 miliardi di dollari americani) entro il 2030, oltre a rendere la Russia un centro d’attrazione per giovani ingegneri e scienziati, riducendo il fenomeno del “brain drain” causato dalla guerra e dalla limitata iniziativa tecnologica del settore privato russo. Mosca ambisce a incrementare la quota di lavoratori specializzati in ambito tecnologico dal 5% all’80% entro il 2030, puntando a rilanciare il proprio settore high-tech e a favorire lo sviluppo economico attraverso una maggiore cooperazione tra i membri dell’alleanza.
Fig. 2 – Herman Gref, CEO della banca di stato russa Sberbank
3. SFIDE E RISCHI
Le ambizioni tecnologiche promosse dall’AI Alliance Network generano diverse sfide di natura geopolitica. Innanzitutto, il progetto potrebbe rafforzare molto il ruolo di paesi emergenti nello sviluppo di grandi potenzialità tecnologiche ed economiche, minacciando il predominio occidentale in questi ambiti. Inoltre, un’alleanza tecnologica così forte tra potenze BRICS solleva diverse preoccupazioni sulla trasparenza, la privacy e i diritti umani legati all’uso dell’AI. Sebbene Putin abbia promesso la creazione di algoritmi imparziali e rispettosi delle diversità identitarie e culturali degli utenti, il rischio di eccessiva sorveglianza e limitazione delle libertà e della riservatezza delle informazioni rimane alto. Un altro pericolo è che questa iniziativa possa creare degli squilibri interni all’alleanza, avvantaggiando in primis Russia e Cina e marginalizzando gli altri membri. Questo aspetto assume ulteriore rilevanza se si tiene conto del possibile utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito militare, inclusi droni, sistemi di difesa missilistica e guerra cibernetica. Ciò alimenta i timori di un’escalation tecnologica che potrebbe coinvolgere lo sviluppo di armamenti avanzati da parte della Russia, particolarmente in un contesto storico caratterizzato da una profonda instabilità.
Arianna Baronci
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