giovedì, 19 Febbraio 2026

APS | Rivista di politica internazionale

giovedì, 19 Febbraio 2026

"L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere"

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Etiopia, Tigrai ed Eritrea: verso la soglia critica?

Ristretto Sale la tensione in Etiopia, con scontri tra forze federali e del Tigrai. Addis Abeba si mobilita, ma restano anche la crisi con l’Eritrea e le minacce interne.

Da circa un mese proseguono gli scontri tra la Forza di Difesa Nazionale Etiope (ENDF) e le Tigray Defense Forces (TDF) nella parte settentrionale del Tigrai, soprattutto nelle aree contese intorno a Tselemt e lungo il fiume Tekeze, persino con l’utilizzo di droni. Le due parti si accusano reciprocamente di sconfinamenti e violazioni degli accordi, arrivando al confronto più evidente dalla sanguinosa guerra del 2020-2022, conclusa con il processo di Pretoria. Secondo varie fonti ci sarebbe inoltre un aumento della presenza militare etiope a ridosso della regione e un contestuale spostamento di truppe delle TDF verso i distretti del Tigrai Occidentale, sotto controllo amhara e mai del tutto integrati nell’attuazione dell’accordo di pace.
Il quadro è reso più complesso dalle divisioni interne del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrai (TPLF): da un lato il capo del partito ed ex Presidente tigrino Debretsion Gebremichael, sostenuto dai settori più interventisti delle TDF, dall’altro Getachew Reda, già al vertice dell’Amministrazione ad interim del Tigrai e ora Ministro consigliere per gli Affari dell’Africa orientale nel Governo di Abiy Ahmed, accusato di eccessiva vicinanza con Addis Abeba. Questa frattura aumenta il rischio di iniziative autonome e calcoli errati sul terreno. Sullo sfondo, poi, si muove l’Eritrea, esclusa dai negoziati di Pretoria e interessata a conquistarsi una posizione di vantaggio giostrandosi tra le parti. L’attivismo di Asmara lungo – e oltre – i confini con il Tigrai è motivo di attrito con l’Etiopia, che a sua volta non ha ancora rinunciato del tutto alle pretese territoriali sull’Eritrea in cerca di uno sbocco sul Mar Rosso.
Nel frattempo, nel resto dell’Etiopia permangono le tensioni etnico-regionali, come la minaccia delle milizie Fano nell’Amhara e la storica insorgenza in Oromia, che limitano il margine d’azione di Addis Abeba per una eventuale campagna ad alta intensità. A tutto ciò si aggiunge la grave situazione umanitaria nel Tigrai: gli sfollati interni potrebbero essere quasi un milione, con i servizi essenziali compromessi sin dal blocco imposto dal Governo federale nel 2020 e grandi campi che accolgono anche profughi da Sudan e Sud Sudan. In questo contesto, persino piccoli scontri circoscritti potrebbero avere un impatto sistemico.
Il clima non è ancora ai livelli dell’ultima guerra, ma la sommatoria di fattori critici – dalla mobilitazione militare alle divisioni interne al Tigrai, dal ruolo dell’Eritrea alla crisi umanitaria – ha tutte le caratteristiche per deflagrare rapidamente in un nuovo conflitto.

Beniamino Franceschini

Photo by David_Peterson is licensed under CC BY-NC-SA

Indice

Perchè è importante

  • Cresce in intensitĂ  il confronto militare fra Etiopia e Tigrai, a distanza di quattro anni dall’accordo di pace.
  • La tensione non è ancora ai livelli del 2020, ma la situazione è a rischio escalation, anche per la contestuale crisi con l’Eritrea.

Dove si trova

Chi lo ha scritto

Beniamino Franceschini
Beniamino Franceschini

Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali all’UniversitĂ  di Pisa, sono docente di Geopolitica presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Pisa. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del desk Africa.

Ti piace quello che facciamo?

La nostra redazione è composta da giovani professionisti e appassionati che si impegnano volontariamente a produrre questa rivista. Se ti è utile e ti interessa quello che facciamo, sostienici: costa quanto un paio di caffè al mese.

Ti potrebbe interessare