In 3 Sorsi – Il colosso commerciale GAESA controlla la maggioranza dei settori economici di Cuba. Attraverso una struttura opaca e priva di trasparenza, i proventi di questo impero non vanno a vantaggio del popolo cubano.
1. LA CRISI ECONOMICA E LA NASCITA DEL GIGANTE GAESA
L’entità più poderosa di Cuba non è il Partito Comunista cubano, bensì GAESA (Grupo de Administración Empresarial S.A.), un colossale conglomerato commerciale che controlla dal 40% al 70% dell’economia cubana. GAESA nasce negli anni Novanta per opera di Raúl Castro durante il “Período Especial”, la profonda crisi economica cubana derivante dal crollo dell’Unione Sovietica. Affidato sin dall’inizio alla gestione diretta delle Forze Armate Rivoluzionarie, la sua iniziale funzione consisteva nell’amministrare le attività di primaria rilevanza nazionale durante il periodo del collasso economico del Paese. Con il passare del tempo, però, GAESA si è trasformata in una struttura commerciale di notevole importanza, capace di fagocitare i settori più redditizi del Paese: turismo, edilizia, banche, finanza, logistica portuale, rimesse dall’estero ed esportazioni.
Fig. 1 – Un uomo tira un carretto improvvisato carico di pesanti taniche d’acqua di plastica lungo una strada lastricata a L’Avana
2. L’OPACITÀ FINANZIARIA: UN’ECONOMIA NELLO STATO
Questo colosso è cresciuto nell’ombra dello Stato, non operando come una normale azienda pubblica. Infatti, i suoi bilanci non sono soggetti al controllo statale, tanto che l’economista Pavel Vidal lo ha etichettato come “un’economia dentro un’altra”. Documenti trapelati nel 2024 hanno evidenziato che Gaesa avrebbe controllato asset superiori a 17 miliardi di dollari. Tale somma di denaro, ben superiore alla riserva nazionale di Paesi quali la Repubblica Dominicana e l’Ecuador, ci mostra la magnitudine di questo impero economico. Diversi economisti arrivano a sostenere che le operazioni effettuate da GAESA potrebbero rappresentare fino al 40% del PIL di Cuba. Usiamo, però, solo il condizionale, poiché questo gruppo economico sembra essere un fantasma: non ha una pagina web o un indirizzo email istituzionale dove poter essere contattato, non pubblica il proprio stato finanziario e non compare nemmeno nei bilanci statali. Numerosi esperti dichiarano che ad oggi GAESA è il vero motore economico del Governo cubano, con un’enorme influenza sulla gestione di numerosi settori economici. Tra gli esempi più eclatanti troviamo il controllo del settore turistico attraverso la catena alberghiera Gaviota, che possiede decine di hotel di lusso gestiti in partnership con catene europee, la gestione della più grande banca dell’isola e la direzione di Cimex, un conglomerato statale che controlla servizi di rimessa, distributori di benzina, industrie alimentari e servizi di gestione delle rete Internet. Tutto questo contrasta profondamente con la situazione economica e umanitaria della popolazione cubana: quasi nove cubani su dieci vivono in condizioni di povertà estrema e, secondo l’Osservatorio Cubano dei Diritti Umani, nel 2025 tale condizione si è ulteriormente esacerbata.
Fig. 2 – Decadenza urbana e degrado abitativo a L’Avana.+
3. LE PROSPETTIVE FUTURE E LE PRESSIONI STATUNITENSI
Gli studiosi ritengono che le fondamenta di GAESA siano ancora molto solide e che sarà difficile farlo vacillare. Poiché l’esercito trae enormi vantaggi economici diretti da questo impero, i vertici militari non hanno alcun incentivo ad alterare lo status quo o a sostenere riforme strutturali che ne riducano l’influenza sul mercato interno. Ciò non significa che il futuro di GAESA non si preannunci turbolento. Il Governo degli Stati Uniti ha espresso la chiara intenzione di intensificare la pressione finanziaria sul regime dell’Avana, mirando a colpire i flussi di valuta estera che alimentano le casse del conglomerato militare. Infatti, il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato nuove sanzioni nei confronti dei partner energetici, minerari e alberghieri internazionali che operano a Cuba.
Martina Marradi


