In 3 Sorsi – La visita in Cina, tra il 7 e il 12 aprile 2026, di Cheng Li-wun, leader del Partito di opposizione del Governo taiwanese, è stata storica soprattutto per via dell’incontro con Xi Jinping, Presidente della Repubblica Popolare Cinese. La visita è stata letta come una sfida verso il Presidente in carica Lai Ching-te e come un tentativo di proporsi come interlocutore privilegiato per Pechino.
1. CONTESTO STORICO E TAIWAN RELATIONS ACT
Il 10 aprile 2026, Cheng Li-wun, a capo dello storico partito Kuomintang (KMT), attualmente all’opposizione del Governo taiwanese, ha incontrato Xi Jinping. La scelta della data vuole richiamare la precedente visita di Ma Ying-jeou, allora Presidente di Taiwan (che è poi tornato in Cina in veste “non ufficiale” negli anni successivi), e richiama anche il 1979, anno della normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Cina sotto l’Amministrazione Carter e dell’approvazione del Taiwan Relations Act, che ancora oggi regola i rapporti non ufficiali tra Washington e Taipei. Si tratta di una legge federale approvata dal Congresso degli Stati Uniti, che definisce le relazioni tra Washington e Taipei, dopo che il riconoscimento ufficiale era stato “spostato” dalla Repubblica di Cina (Taiwan) alla Repubblica Popolare Cinese. Nell’accordo è stata volutamente mantenuta un’ambiguità: formalmente, Washington riconosce il Governo di Pechino e non esistono ambasciate statunitensi sull’isola (e viceversa), ma può vendere armi a Taipei e mantenere relazioni economiche, culturali e commerciali. Non è chiaro né esplicitato se gli Stati Uniti interverrebbero in caso di attacco cinese contro Taiwan, ma si parla di reazioni a qualsiasi tentativo di modificare lo status quo (non spiegando cosa esso sia).
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Cheng Li-wun, attuale leader del Kuomintang
2. KMT, DPP E IL SIGNIFICATO POLITICO DELL’INCONTRO
Il Partito Nazionalista taiwanese, appunto, il Kuomintang, ha sempre mantenuto una linea prudente verso la delicatissima questione, cercando spesso di scoraggiare le istanze indipendentiste taiwanesi e spesso rivendicando, come ha fatto anche la stessa Cheng Li-wun recentemente, “un’identità cinese”. D’altro canto, il Partito Progressista Democratico (DPP), di cui fa parte l’attuale Presidente Lai Ching-te, ha sempre mostrato maggiore diffidenza verso eventuali accordi politici con Pechino, rivendicando l’identità taiwanese come separata da quella cinese. È forse questa differenza che ci fa capire quanto radicalmente diverse siano le posizioni dei due Partiti e quanto la visita di Cheng sia arrivata in un momento cruciale per la geopolitica mondiale, appena prima dell’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino.
Per Xi Jinping la scelta di incontrare Cheng ha voluto essere un chiaro messaggio per Washington (ribadendo che Taiwan è una questione interna cinese), ma anche per Taipei (segnalando che, agli occhi di Pechino, alcune forze politiche rappresentano interlocutori più affidabili di altre).
Fig. 2 – Cheng durante la sua visita a Pechino, 10 aprile 2026
3. TEMI DISCUSSI E RISULTATI CONCRETI
La visita di Cheng Li-wun si è concentrata principalmente sulla riduzione delle tensioni nello Stretto di Taiwan e sulla promozione del dialogo come strumento per preservare la pace. Cheng ha ribadito il sostegno del KMT al Consenso del 1992, interpretazione sostenuta dal KMT e da Pechino secondo cui esisterebbe una sola Cina, pur con differenti letture del suo significato. Durante l’incontro con Xi Jinping è stata sottolineata l’importanza della storia e della cultura condivise tra le due sponde dello Stretto, incoraggiando maggiori scambi culturali e sociali.
Xi ha riaffermato l’opposizione di Pechino all’indipendenza formale di Taiwan, mentre Cheng ha criticato la logica dell’escalation militare senza sostenere l’unificazione. L’incontro ha avuto una valenza perlopiù simbolica e ogni dettaglio è stato minuziosamente attenzionato da entrambe le parti (dalla scelta di non indossare scarpe alte di Cheng, che altrimenti avrebbe “superato” Xi in statura, al menù del Fujian – regione di origine di molti abitanti dell’attuale Taiwan – presentato anche a Nixon nel 1972, nella visita che portò al riavvicinamento di Cina e Stati Uniti). Non sono stati firmati accordi vincolanti. Tuttavia, Pechino ha annunciato alcune misure per favorire gli scambi transfrontalieri, tra cui un meccanismo di comunicazione regolare tra PCC (Partito Comunista Cinese) e KMT, programmi di scambio giovanile, la graduale ripresa dei voli diretti, facilitazioni per il turismo e per le esportazioni agricole e ittiche taiwanesi, una maggiore apertura del mercato cinese ai contenuti culturali di Taiwan e nuovi progetti infrastrutturali tra il Fujian e le isole di Kinmen e Matsu (isole che si trovano al largo della Cina, ma formalmente appartenenti a Taiwan).
Annachiara Maddaloni
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