Kashmir: il conflitto congelato tra India e Pakistan

In 3 sorsi – Il territorio conteso del Kashmir è teatro di conflitti tra India e Pakistan dalla partizione del subcontinente del 1947. Da allora, il possesso del territorio ha scatenato quattro guerre e numerosi attacchi di stampo terroristico e secessionista, l’ultimo dei quali è avvenuto nell’aprile 2025. La situazione in Kashmir rimane in un costante limbo tra periodi di relativa pace ed episodi violenti che possono portare a un’escalation militare tra due potenze nucleari.  

1. BREVE STORIA DEL CONFLITTO

La disputa sul Kashmir comincia nel momento stesso della nascita dell’India e del Pakistan. Nel 1947, con la fine del dominio britannico e la Partizione del subcontinente, la divisione dei territori secondo criteri di maggioranza religiosa lascia irrisolta la posizione di numerosi Stati principeschi. Tra questi, il Jammu e Kashmir rappresenta il caso più complesso: una regione a maggioranza musulmana governata da un sovrano indù, situata in una posizione strategica tra le nuove frontiere indiana e pakistana.
L’allora maharaja Hari Singh, inizialmente intenzionato a mantenere l’indipendenza, fu costretto a chiedere  l’intervento militare indiano dopo l’ingresso di milizie tribali sostenute dal Pakistan, firmando l’adesione all’India. Questo evento conduce alla Prima guerra indo-pakistana che porta alla divisione del territorio attraverso una linea di controllo (Line of Control, LoC), senza però risolvere la questione della sovranità. Negli anni successivi la regione è diventata uno dei principali scenari di tensione dell’Asia meridionale, contribuendo ad altre tre guerre tra India e Pakistan nel 1965, 1971 e 1999, oltre che a una lunga serie di insurrezioni e operazioni militari.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Veduta di Srinagar, capitale del Jammu e Kashmir indiano

2. L’OPERATION SINDOOR E IL RITORNO DELLA CRISI

Dopo anni di relativa stabilità, il Kashmir è tornato al centro dell’attenzione mediatica. A Pahalgam, una famosa meta turistica situata nel Kashmir indiano, un gruppo di militanti armati ha aperto il fuoco contro un gruppo di visitatori, causando la morte di 26 civili. L’attacco è stato rivendicato da The Resistance Front, gruppo che le Autorità indiane collegano a Lashkar-e-Taiba, organizzazione militante già accusata da Delhi di operare con basi in Pakistan. Quest’ultimo ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda.
La risposta indiana è arrivata il 7 maggio 2025 con Operation Sindoor, un’operazione militare con l’obiettivo di colpire infrastrutture terroristiche sul suolo pakistano e che conferma la volontà di Delhi di rispondere agli attacchi terroristici attraverso azioni militari dirette oltre la Linea di Controllo. Questo nuovo scontro tra India e Pakistan ha avuto tre conseguenze principali:

  • La sospensione dell’applicazione dell’Indus Waters Treaty da parte dell’India, accordo che dal 1960 regola la gestione delle acque dei principali fiumi condivisi tra i due Paesi;
  • La minaccia di revisione dello Simla Agreement da parte del Pakistan, siglato alla fine della guerra indo-pakistana del 1971 e che garantisce l’impegno formale  per la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi;
  • l’espulsione dei reciproci rappresentanti diplomatici.
Embed from Getty Images

Fig. 2 – Membri del Bharatiya Janata Party (BJP), il partito del Premier Narendra Modi, mostrano le foto delle vittime dell’attacco di Pahalgam durante le commemorazioni per il primo anniversario del sanguinoso attentato, 22 aprile 2026

3. GLI ULTIMI ANNI

Per l’India il Kashmir rappresenta una questione di integrità territoriale e di lotta contro il separatismo. Infatti, nel 2019 il Governo di Delhi ha approvato la revoca dello status speciale garantito dall’articolo 370 della Costituzione Indiana, cercando di integrare maggiormente la regione nel proprio ordinamento amministrativo. Questa decisione ha suscitato grosse polemiche, con il Governo Modi accusato anche di voler “indianizzare a forza la regione. Per il Pakistan, invece, il Kashmir rappresenta una questione identitaria legata alla stessa origine dello Stato pakistano, nato nel 1947 come patria per la popolazione musulmana del subcontinente.
La presenza cinese nell’Aksai Chin e il collegamento strategico con il corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC) aggiungono un’ulteriore dimensione internazionale alla disputa. Fondamentale è anche il controllo delle risorse idriche. Infatti, dai ghiacciai himalayani nascono i principali fiumi che alimentano l’agricoltura e la produzione energetica dei due Paesi. L’Indus Waters Treaty del 1960 ha rappresentato per decenni uno dei pochi strumenti di cooperazione tra India e Pakistan, ma la sua sospensione nel 2025 ha trasformato la gestione delle acque in un nuovo strumento di pressione geopolitica.
Il Kashmir rimane quindi non solo una disputa territoriale, ma il punto d’incontro di tre grandi fratture dell’Asia contemporanea: il nazionalismo indo-pakistano, la competizione tra grandi potenze e la crescente importanza delle risorse strategiche.

Matteo Arduini

Map of Kashmir, 2018” by nathanh100 is licensed under CC BY

Indice

Perchè è importante

  • Dal 1947 India e Pakistan si contendono il Kashmir. Il territorio ha un’alta rilevanza geopolitica anche per la Cina.
  • L’attentato terroristico dello scorso anno a Pahalgam, seguito da un’intensa rappresaglia militare indiana, ha riacceso i riflettori sulla questione.

Dove si trova

Chi lo ha scritto

Matteo Arduini
Matteo Arduini

Classe 1995, ho conseguito una laurea triennale in Filosofia e una
magistrale in Global Politics presso l’Università degli Studi di
Milano, con una tesi in sociologia dell’educazione. Nutro un forte
interesse per l’attualità internazionale e per le dinamiche culturali
globali. Negli ultimi anni ho maturato esperienza nell’insegnamento
nella scuola primaria e ho partecipato a progetti di volontariato e
scambi culturali all’estero. Coltivo una particolare attenzione per il
contesto asiatico, con un focus sull’India, paese in cui ho vissuto e
lavorato per circa un anno e mezzo su progetti Erasmus+ tra università
indiane ed europee.

Ti piace quello che facciamo?

La nostra redazione è composta da giovani professionisti e appassionati che si impegnano volontariamente a produrre questa rivista. Se ti è utile e ti interessa quello che facciamo, sostienici: costa quanto un paio di caffè al mese.

Ti potrebbe interessare