In 3 Sorsi – Nella prima metà del 2026 c’è stata un’escalation in West Bank dopo una serie di violenti attacchi dei coloni israeliani, che hanno portato a significative sanzioni da parte di UE, Regno Unito e altri Governi contro i gruppi estremisti. Ciò è fondamentale per comprendere come i nuovi finanziamenti di Tel Aviv stiano alimentando una strategia pianificata di controllo territoriale.
1. COSA È SUCCESSO NEI PRIMI MESI DEL 2026?
Nel fine settimana del 22 marzo si è verificato uno degli attacchi più mediatici da parte dei movimenti estremisti degli insediamenti israeliani nella West Bank. L’evento è scattato dopo che un colono adolescente – il diciottenne Yehuda Sherman – è morto investito da un veicolo guidato da un palestinese. Come risposta è stata scatenata una “campagna di vendetta” alimentata attraverso gruppi WhatsApp utilizzati dai coloni, nei quali sono state condivise posizioni come “Chiediamo vendetta ed espulsione del nemico“. I coloni israeliani hanno condotto attacchi coordinati in 13 località e comunità nella West Bank occupata dal sabato sera fino alla domenica. Wafa (l’agenzia di stampa ufficiale palestinese) ha riferito che i coloni erano entrati ad al-Fandaqumiya e nella vicina città di Seilat al-Dahr, a sud di Jenin, e che a Qaryout e Jaloud circa 100 coloni mascherati hanno effettuato ondate successive di incursioni. I testimoni hanno descritto scene di caos, con veicoli dati alle fiamme e case attaccate.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – I palestinesi si radunano per protestare contro le nuove attività degli insediamenti israeliani nel villaggio di Deir Abu Mashal
3. QUALI SONO I DIVERSI POSIZIONAMENTI DEI GOVERNI?
Per quanto riguarda le diverse posizioni internazionali, appare rilevante menzionare quella assunta dal Consiglio Europeo il 28 maggio contro i coloni israeliani e le organizzazioni che li sostengono, tra cui quattro entità e tre individui. Questi ultimi sono stati ritenuti colpevoli di gravi e sistematici abusi dei diritti umani contro i palestinesi nella West Bank (tra i quali la privazione del diritto a godere del più alto standard raggiungibile di integrità fisica e mentale e del diritto di proprietà). Tra i sanzionati figurano il movimento di insediamento Nachala e la sua direttrice Daniella Weiss, colpevoli di incoraggiare atti coercitivi e di violenza contro le comunità palestinesi. A questi si aggiungono anche Regavim e il suo direttore Meir Deutsch, data l’attività di lobbying svolta da tale ONG per favorire la demolizione delle proprietà palestinesi con l’obiettivo di espandere il controllo di Israele su tutta la Cisgiordania. Dall’altro lato, il Regno Unito, l’Australia, il Canada, la Francia e la Norvegia hanno imposto sanzioni alle “reti” coinvolte nel finanziamento di attacchi contro i palestinesi da parte dei coloni israeliani nella West Bank. Tra le sanzioni adottate, il Regno Unito, ad esempio, ha imposto a sei diverse entità il congelamento dei beni e divieti di viaggio. D’altra parte, il Governo di Israele ha condannato le misure adottate dai diversi Governi e dall’UE, sostenendo che “la vera essenza di questi passi è il tentativo di imporre una posizione politica riguardo al diritto degli ebrei di stabilirsi nella Terra d’Israele”.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Daniella Weiss, fondatrice dell’organizzazione di coloni israeliani Nachala
3. QUALI SONO LE PROSPETTIVE FUTURE?
Le misure adottate dal Governo di Israele, con l’approvazione di decine di nuovi insediamenti, rappresentano un chiaro segnale della direzione che si vuole intraprendere, che i critici hanno descritto come un tentativo di massiccio accaparramento di terre. Il Ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha commentato a favore di queste iniziative (tra le quali rientra l’approvazione di una grande quantità di fondi stanziata per i nuovi siti, come i circa 340 milioni di dollari previsti per le strade che collegano i nuovi insediamenti). Sullo sfondo si inserisce la recalcitranza delle Forze Armate israeliane allo svolgimento di indagini serie sulla violenza esercitata dai coloni. Negli ultimi due decenni, il 93,6% delle indagini di polizia contro questi si è concluso senza un atto d’accusa, un dato probabilmente condizionato dal fatto che tale area è supervisionata da Itamar Ben-Gvir, Ministro della Sicurezza Nazionale, che si è fatto un nome come avvocato difendendo i coloni che avevano attaccato i palestinesi.
Tali questioni evidenziano il fatto che la violenza esercitata non è l’unico problema, poiché si includono due elementi strutturali: da una parte l’espropriazione delle terre, portata avanti in modo sistematico e pianificato, e dall’altra l’elevata impunità derivante da una ben chiara mancanza di misure e sanzioni serie contro i perpetratori di violenze.
Candelaria Rettaroli
“Palestine-06316 – West Bank” by [email protected] is licensed under CC BY-SA.


