In 3 Sorsi – Uno dei temi maggiormente dibattuti, in vista delle elezioni legislative palestinesi del novembre del 2026, concerne la possibile partecipazione di Hamas alle urne. Il movimento ha annunciato la sua volontà di prendervi parte, ma un nodo continua a rendere incerto il modo in cui possa effettivamente concretizzarsi tale realtà.
1. L’ANNUNCIO DI HAMAS IN VISTA DELLE ELEZIONI LEGISLATIVE
Le elezioni del novembre del 2026, disposte per decreto dal Presidente palestinese Mohammud Abbas, saranno le prime a svolgersi dopo 20 anni, quando Hamas sconfisse Fatah conquistando 73 seggi. Il contesto nel quale esse si terranno è estremamente teso, con l’occupazione di oltre il 70% della Striscia di Gaza da parte di Israele e l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. In questo scenario, con l’uccisione di numerosi quadri del movimento (tra i quali spiccano gli ex leader Ismail Haniyeh e Yahya Sinwar) e la perdita del controllo su una parte sostanziale del territorio di Gaza, l’attenzione è stata rivolta alla scelta di Hamas in merito alla possibile partecipazione alle urne. Una decisione che, almeno in via ufficiale, è stata diffusa pubblicamente dal membro dell’ufficio politico di Hamas, Husam Badran: “Le elezioni offrono un’opportunità per trasformare lo scenario politico e porre fine al monopolio sull’assunzione delle decisioni (interne al mondo politico palestinese, n.d.r.)“. Con quest’animo, il braccio politico del movimento palestinese si presenterà alle urne per incrementare il proprio peso decisionale su un terreno più esteso rispetto a quello rappresentato dalla sola Striscia di Gaza.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Un uomo sventola una bandiera palestinese davanti a una casa palestinese circondata da coloni israeliani nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata, il 14 agosto 2026
2. L’EQUIVOCO DA RISOLVERE
Come sottolineato dallo stesso Badran, Hamas ha avviato una serie di contatti con varie fazioni e figure palestinesi, nell’ultimo mese, al fine di “costruire il più ampio blocco elettorale nazionale possibile” fondato sulla presenza di un “programma politico consensuale”. Un obiettivo che testimonia la volontà di presentare un ticket congiunto con altri protagonisti dello scenario politico palestinese in occasione delle prossime elezioni.
Nonostante la presa di posizione esplicita assunta da Hamas sulla partecipazione alle urne, un nodo continua a sussistere alla luce delle basi su cui essa dovrebbe avvenire. Tra le condizioni ineludibili, da rispettare per prendere parte alle elezioni, c’è infatti anche quella rappresentata dal vincolarsi al programma dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) quale rappresentante esclusiva del popolo palestinese. Ciò significa anche aprire a un percorso volto al riconoscimento di Israele attraverso il ricorso a metodi alternativi alla “resistenza armata”, in contraddizione con quanto indicato nello Statuto di Hamas del 2017. Ne consegue la discontinuità tra la dichiarazione di partecipare alle elezioni e la sussistenza dei presupposti affinché ciò avvenga, con Hamas che vorrebbe uscire dall’impasse assicurandosi una “partecipazione depurata da vincoli”.
Fig. 2 – Il membro del ufficio politico di Hamas, Hossam Badran, ascolta una domanda durante un’intervista con l’AFP a Doha l’11 ottobre 2025
3. LA STRATEGIA DI HAMAS IN VISTA DELLE ELEZIONI
L’intenzione di Hamas di concorrere alle elezioni, senza dover sconfessare i propri codici di riferimento, induce a delle riflessioni riguardo ciò cui potrà produrre il futuro. In questo quadro, Kobi Michael, ricercatore senior presso l’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale (INSS), ha fatto riferimento alla possibilità che Hamas stia pianificando di correre sotto un nuovo partito: l’obiettivo sarebbe quello di partecipare alle elezioni, senza, però, apparire formalmente come “Hamas”. Ciò consentirebbe al movimento di ottenere due risultati primari: essere presente alle elezioni, con l’intenzione di ribadire il proprio radicamento territoriale e rivestire un peso decisionale nel contesto politico futuro, ed evitare di vincolarsi – come Hamas – al rispetto di un programma (quello dell’OLP) di cui non si condividono i pilastri di riferimento.
La capacità del movimento di prendere parte alle elezioni, concretizzando la “partecipazione depurata da vincoli” da esso agognata, si configura come uno degli aspetti più rilevanti da osservare in vista del futuro per la sua idoneità a ridefinire il quadro politico palestinese.
Michele Maresca
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