Colpire la decisione: il nuovo confine della sicurezza nazionale

In 3 Sorsi – Dati, intelligenza artificiale e analisi comportamentale rendono sempre più rilevante il processo con cui individui e decisori interpretano le informazioni. La nuova frontiera del targeting è influenzare le condizioni in cui un avversario decide, prima ancora di colpire un obiettivo.

1. DAL BERSAGLIO FISICO AL PROCESSO DECISIONALE

Nel linguaggio militare tradizionale, il targeting richiama soprattutto l’identificazione e l’ingaggio di obiettivi fisici. L’evoluzione delle operazioni multidominio sta però ampliando questa prospettiva.
Un segnale concreto arriva dal programma NATO ARTEMIS, il sistema di nuova generazione destinato al Joint Targeting. La NATO Communications and Information Agency specifica che il sistema dovrà supportare diversi tipi di target non soltanto nei domini operativi tradizionali, ma anche nelle dimensioni fisica, virtuale e cognitiva.
Questo non significa che ogni influenza psicologica diventi automaticamente un target militare. Significa però che gli effetti ricercati possono riguardare sempre più anche percezione, comportamento e capacità decisionale. La logica è semplice: se una decisione dipende da ciò che un attore vede, comprende e ritiene credibile, intervenire sull’ambiente informativo può modificare il comportamento senza intervenire direttamente sull’obiettivo materiale.

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Fig. 1 – Lo slogan “Strong Europe” su un manifesto dietro i pennoni nel Mission Command Center di Clay Kaserne, a Wiesbaden, nella Germania occidentale, sede del comando dell’Esercito statunitense per l’Europa e l’Africa, 9 ottobre 2026

2. L’IRA RIDUCE IL TEMPO TRA INFORMAZIONE E DECISIONE

L’intelligenza artificiale rende questa trasformazione ancora più evidente.
Allied Command Transformation sta sviluppando il progetto Next Generation Targeting, pensato per ridurre drasticamente la distanza temporale tra acquisizione dell’informazione e decisione operativa. Il sistema integra capacità nazionali attraverso IA modulare, flussi federati di dati e strumenti destinati a filtrare il rumore informativo, con l’obiettivo dichiarato di ridurre di oltre il 50% il tempo di decisione.
La NATO Digital Strategy 2026 va nella stessa direzione: promuove l’uso dell’IA per migliorare situational awareness, decisioni in tempo reale e cognitive decision-making augmentation. È qui che il confine diventa più delicato. Gli stessi strumenti che aiutano un decisore a interpretare più rapidamente grandi quantità di informazioni possono diventare anche oggetto di manipolazione. Bias nei dati, contenuti sintetici, falsi segnali, alterazione delle fonti o saturazione informativa possono infatti degradare il processo decisionale senza necessariamente compromettere il sistema tecnico che lo supporta.

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Fig. 2 – Militari della NATO al lavoro nel Combined Operations and Intelligence Center (COIC) durante l’esercitazione NATO “Avenger Triad 26”, a Clay Kaserne, Wiesbaden, nella Germania occidentale, 9 ottobre 2026

3. IL VERO OBIETTIVO PUÒ ESSERE LA CAPACITÀ DI SCEGLIERE

La dimensione cognitiva diventa allora centrale per la sicurezza nazionale. Allied Command Transformation sottolinea che velocità, information overload e attacchi cognitivi possono mettere sotto pressione le funzioni decisionali di forze e leadership. Il Cognitive Warfare Concept sviluppato da ACT evidenzia inoltre come attività cognitive possano interferire con i processi decisionali e ridurre la libertà d’azione. La conseguenza è che il vantaggio non deriva soltanto dalla capacità di colpire più rapidamente.
Deriva anche dalla capacità di proteggere il proprio processo decisionale mentre si cerca di comprendere e, quando necessario, influenzare quello dell’avversario. È qui che il termine Cognitive Targeting può essere utile, purché venga utilizzato con cautela: non come sinonimo di propaganda, ma come modo per descrivere attività orientate a produrre effetti sul processo cognitivo e decisionale di un attore.
Il rischio, però, è evidente. Più la decisione viene supportata da sistemi automatizzati, più diventano centrali trasparenza, tracciabilità e controllo umano. La NATO stessa insiste sul principio che la tecnologia debba accelerare la decisione senza sostituire il giudizio. Il nuovo confine della sicurezza potrebbe quindi spostarsi dalla protezione di informazioni e infrastrutture alla tutela dell’integrità del processo decisionale, umano e automatizzato.

Michele Prudente – Master in Intelligence UNICAL

Photo by TheDigitalArtist is licensed under CC BY-NC-SA

Indice

Perchè è importante

  • Il targeting contemporaneo sta ampliandosi dalle dimensioni fisiche verso effetti virtuali e cognitivi.
  • L’IA può accelerare il processo decisionale, ma rende più importante proteggere dati, percezione e giudizio umano da manipolazioni e dipendenza eccessiva dall’automazione.

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Master UNICAL
Master UNICAL

Il Master di II livello in Intelligence dell’Unical, diretto dal prof. Mario Caligiuri, è nato nel 2007 e fornisce una formazione avanzata sulla  disciplina dell’intelligence e dei suoi processi. Gli studenti partecipano alla Redazione del Caffè Geopolitico grazie a un accordo di tirocinio.

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