In 3 Sorsi – Dalla promessa di benessere condiviso della globalizzazione alla militarizzazione della finanza e degli scambi commerciali. Le dinamiche finanziarie seguono ormai anche logiche di potenza, con implicazioni dirette per la sicurezza nazionale.
1. LA FINANZA NON È PIÙ NEUTRALE?
Per decenni la finanza internazionale ha operato secondo una logica apparentemente neutrale, con i capitali che si muovevano liberamente attraverso i confini sotto la garanzia delle Istituzioni multilaterali. Questo paradigma è oggi incrinato: la finanza è diventata uno strumento di potere geopolitico, capace di colpire un Paese avversario con un’efficacia paragonabile a quella di un’operazione militare.
Il processo ha un nome preciso: weaponization della finanza. Significa usare sanzioni economiche, congelamento delle riserve valutarie, esclusione dai sistemi di pagamento e restrizioni commerciali come strumenti di pressione strategica. Chi controlla le infrastrutture finanziarie globali – i sistemi di pagamento, le valute di riserva, i mercati dei capitali – detiene un potere rilevante su chi ne dipende.
L’Europa è particolarmente esposta. Il suo modello di sviluppo si fonda sull’apertura commerciale, sull’importazione di risorse naturali e sull’integrazione con i mercati globali: caratteristiche che per decenni hanno alimentato la crescita e che oggi sono altrettante vulnerabilità.
Fig. 1 – Una veduta dalla sede del Dubai Financial Market, una delle piazze finanziarie emergenti fuori dall’orbita occidentale
2. QUALI SONO I RISCHI
Il 2026 ha consacrato lo scontro geoeconomico come principale rischio globale. Il Rapporto sui rischi globali del World Economic Forum colloca i rischi geopolitici ai primi due posti tra le minacce più probabili e impattanti per l’economia mondiale, davanti a cambiamenti climatici e crisi tecnologiche.
I numeri confermano la tendenza. Tra il 2022 e il 2024 circa 3mila tra persone e organizzazioni sono state sanzionate ogni anno da Washington: le sanzioni sono passate da strumento eccezionale a prassi ordinaria della politica estera. L’Unione Europea ha seguito la stessa traiettoria, con pacchetti contro la Russia sempre più ampi, fino a colpire raffinerie e intermediari in Paesi terzi come India e Cina.
Per l’Italia gli effetti sono diretti. Il Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia di aprile 2026 fotografa un quadro globale fragile: previsioni di crescita riviste al ribasso, inflazione in risalita, mercati azionari volatili e accesso al credito più rigido. Le tensioni geopolitiche si traducono in instabilità finanziaria che raggiunge famiglie e imprese attraverso il rincaro di energia, trasporti e materie prime.
Fig. 2 – La Giornata mondiale dei poveri davanti alla Borsa di Milano, 16 novembre 2025
3. ESCALATION E NUOVE REGOLE
Se l’uso della finanza come arma continua ad accelerare, il sistema finanziario internazionale rischia una frammentazione profonda. Un numero crescente di Paesi cercherà sistemi di pagamento alternativi e accordi bilaterali che escludano le istituzioni occidentali, e le sanzioni perderanno efficacia man mano che i bersagli trovano vie di aggiramento. Variabile chiave: la capacità di Stati Uniti e Unione Europea di mantenere una posizione coordinata nell’uso degli strumenti finanziari.
Uno scenario diverso si potrebbe presentare se i BRICS e i mercati emergenti riuscissero a costruire un sistema finanziario alternativo solido, che potrebbe fare emergere un ordine monetario multipolare con regole negoziate tra i due blocchi. La weaponization perde parte della sua efficacia, perché nessun blocco mantiene il monopolio degli strumenti di pressione. Variabile chiave: la coesione interna dei BRICS e la capacità della Cina di internazionalizzare lo yuan superando i limiti strutturali del CIPS (il sistema di pagamento cinese alternativo a SWIFT).
Infine, va valutata la capacità di una risposta europea autonoma. Una riduzione prolungata degli scambi globali potrebbe spingere l’Europa ad accelerare la costruzione di un’autonomia strategica finanziaria – mercati dei capitali integrati, strumenti di difesa economica, minori dipendenze tecnologiche – per non restare schiacciata tra i due blocchi. Variabile chiave: la capacità dell’Unione Europea di superare le divisioni interne e costruire una vera unione dei mercati dei capitali.
A.R. – Master in Intelligence UNICAL
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