In 3 Sorsi – A marzo 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina, l’Unione Europea e altri Paesi occidentali hanno disconnesso alcune delle principali banche russe dal sistema SWIFT, trasformando un’infrastruttura finanziaria in un’arma geopolitica. Una svolta che ha cambiato le regole della finanza internazionale.
1. DENTO O FUORI DAL SISTEMA INTERNAZIONALE
SWIFT – acronimo di Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication – è la rete internazionale di messaggistica per i pagamenti interbancari. Fondato in Belgio negli anni Settanta, è un sistema che connette oltre 11mila banche in più di 200 Paesi, consentendo i pagamenti da uno Stato all’altro. Escludere un Paese da SWIFT equivale a tagliarlo fuori dal sistema finanziario internazionale.
Prima dell’invasione dell’Ucraina, l’esclusione della Russia da SWIFT era considerata la cosiddetta “arma nucleare” delle sanzioni finanziarie: la più potente, ma anche la più rischiosa. Disconnettere la Russia dal sistema impedisce a Mosca di effettuare e ricevere pagamenti internazionali, ma produce anche un effetto boomerang sull’Europa: senza pagamenti, la Russia non potrebbe incassare i proventi delle forniture di gas, con il rischio di una crisi energetica. È questa ambivalenza che aveva frenato le capitali europee, in particolare Germania e Italia, dipendenti dal gas russo. La guerra in Ucraina ha però cambiato il calcolo politico.
Fig. 1 – Manifestanti di Fridays for Future con il logo SWIFT e la bandiera russa durante una protesta contro la guerra in Ucraina, Berlino, 3 marzo 2022
2. GLI EFFETTI DELL’ESCLUSIONE DALLA RUSSIA
A marzo 2022, con la decisione (PESC) 2022/346, il Consiglio dell’Unione Europea disconnette sette delle principali banche russe dal sistema SWIFT. La misura, coordinata con Stati Uniti, Regno Unito e Canada, rappresenta la prima volta in cui un’infrastruttura finanziaria globale viene utilizzata come strumento di pressione geopolitica.
La scelta di quali banche escludere non è casuale. Restano fuori dalla lista nera GazpromBank e SberBank, i due istituti attraverso cui transitano i pagamenti per le forniture di gas russo: colpirle avrebbe interrotto anche le forniture energetiche all’Europa, accelerando la crisi che si voleva evitare.
Gli effetti sulla Russia sono pesanti, ma non uniformi. Le entrate del Governo federale russo da petrolio e gas tra gennaio e aprile 2023 scendono del 52% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre le entrate non energetiche crescono del 5%: un calo riconducibile più al price cap G7 sul greggio russo che alla sola esclusione da SWIFT, che non tocca i canali del gas. La Russia reagisce sviluppando sistemi di pagamento alternativi, il russo SPFS (Sistema per il trasferimento di messaggi finanziari) e la cinese CIPS (Cross-Border Interbank Payment System), approfondendo la dipendenza economica dalla Cina.
Fig. 2 – Putin e Xi si stringono la mano a margine del vertice SCO a Biškek, 31 agosto 2026
3. ISOLAMENTO, FRAMMENTAZIONE O NUOVA DIPENDENZA
Sono tre, ad oggi, gli scenari che potranno essere determinati dalla reazione alla parziale esclusione russa dallo SWIFT e dalla durata di questa sanzione.
Scenario 1 – dipendenza strutturale dalla Cina
L’isolamento dal sistema finanziario occidentale accelera il ravvicinamento tra Mosca e Pechino, trasformando una dipendenza tattica in strutturale. La Russia diventa un partner junior della Cina, cedendo sovranità economica in cambio di accesso ai sistemi di pagamento cinesi. Variabile chiave: la disponibilità della Cina ad assorbire le esportazioni russe e a espandere l’uso del CIPS come alternativa a SWIFT.
Scenario 2 – uso sistematico delle criptovalute
La Russia e altri Paesi sanzionati accelerano l’adozione di criptovalute per aggirare SWIFT e condurre transazioni internazionali. Se questo scenario si concretizza, le sanzioni finanziarie perdono progressivamente efficacia come strumento di pressione geopolitica. Variabile chiave: la capacità dei Paesi occidentali di regolamentare e monitorare i flussi di criptovalute.
Scenario 3 – frammentazione del sistema finanziario globale
La weaponization di SWIFT accelera la costruzione di sistemi alternativi: la Russia sviluppa il sistema SPFS, la Cina espande il CIPS. Se i BRICS aderissero in modo massiccio, il risultato sarebbe una frammentazione del sistema finanziario globale: uno occidentale su SWIFT e dollaro, uno orientale su CIPS e yuan. Variabile chiave: la capacità della Cina di convincere i Paesi emergenti ad adottare il CIPS.
Alessia Rizzi – Master in Intelligence UNICAL
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