Israele, la nuova geografia delle alleanze mediorientali di Netanyahu

In 3 Sorsi – Una mappa svelata dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu contiene un’indicazione delle nuove alleanze costituitesi nella regione mediorientale, secondo la visione del Governo israeliano. A emergere è il quadro di un equilibrio regionale fondato su tre grandi poli, con la scelta degli “alleati” dei vari blocchi che appare utile a configurare la visione israeliana su diversi dossier regionali di rilievo.

1. PROSPETTIVE DI PACE CHE SI ALLONTANANO E UN’ALLEANZA CHE SI RAFFORZA

Dal 7 ottobre e dalla successiva guerra di Gaza il quadro complessivo della regione mediorientale è cambiato in maniera drammatica. Per quanto concerne Israele, la postura adottata è divenuta sempre più assertiva, come emerso in un numero considerevole di fattispecie. Oltre al caso di Gaza, infatti, il Governo e le Forze di Difesa Israeliane hanno convenuto sull’adozione di una “politica della massima repressione” i cui effetti si sono riverberati in Libano e in Siria (con l’estensione della fascia di territorio controllata da Israele nei due Paesi coinvolti) e in Cisgiordania (con l’incremento dei provvedimenti di approvazione della costruzione di nuovi insediamenti). Se ciò ha contribuito ad allontanare le prospettive di pace con diversi attori strategici del Medio Oriente, a fare da contraltare a tale realtà è stato il rafforzamento del vincolo tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, divenuti il principale alleato di Tel Aviv nello scacchiere mediorientale.
Dal Somaliland allo Yemen, dal Sudan alla Libia, sono molteplici gli scenari in cui si manifesta una convergenza di interessi e strategie tra i Governi guidati da Benjamin Netanyahu e Mohammed Bin Zayed, a testimonianza del consolidamento di un asse la cui fisionomia è stata ricostruita dallo stesso Primo Ministro israeliano con un intervento pubblico risalente a metà ottobre.

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Fig. 1 – Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti UAE Abdullah Bin Zayed e il ministro degli Affari Esteri del Bahrain Abdullatif al-Zayani in occasione della firma degli Accordi di Abramo, Washington, 15 dicembre 2020

2. LA MAPPA CHE RIVELA LA NUOVA VISIONE ISRAELIANA

Netanyahu ha svelato la geografia delle alleanze mediorientali, così come la posizione ascritta a numerosi attori della regione e di fasce territoriali limitrofe, attraverso la pubblicazione di una mappa nella quale figura il logo del Friedrich-Ebert-Stiftung Institute. Al suo interno, emerge una legenda che contiene il riferimento ai tre principali assi su cui, dalla prospettiva israeliana, si fonda il nuovo equilibrio tripolare nella regione: l’Alleanza Esagona, che ruota intorno al ruolo di Israele e degli Emirati Arabi Uniti; l’Asse della Resistenza, guidato dall’Iran e concepito come la minaccia strategica e prioritaria per Tel Aviv; l’Alleanza del Diamante Sunnita, composta da Arabia Saudita, Egitto, Pakistan e Turchia, identificata come un polo d’influenza concorrente.
Attorno ai vari assi, Israele prefigura il ruolo di “alleati” per una serie di attori (statali e non statali) che operano sia nel contesto dell’Asia Occidentale sia in quelli del Corno d’Africa e del Nord Africa. Considerando tali ultimi due quadranti, l’elemento che spicca in maniera preponderante è il seguente: l’inclusione delle Forze di Supporto Rapido, guidate da Mohamed Hamdan Dagalo e accusate di genocidio da una missione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, e del Governo di Khalifa Haftar (nell’Est della Libia) tra le forze considerate “vicine” all’asse composto da Israele ed Emirati Arabi Uniti. Tra i propri alleati, Israele annovera anche Somaliland, Puntland, Etiopia, il Consiglio di Transizione Meridionale dello Yemen, Bahrein e India.

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Fig. 2 – Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu durante la campagna elettorale in vista del voto del 27 ottobre, Tel Aviv, 22 ottobre 2026

3. L’ASSE DELLA RESISTENZA E IL DIAMANTE SUNNITA: LA GEOGRAFIA DELLE ALLEANZE

Per quanto concerne l’Asse della Resistenza e l’Alleanza del Diamante Sunnita, la mappa pubblicata dal Primo Ministro israeliano contiene alcuni riferimenti degni di nota rispetto al ruolo attribuito a Paesi apparentemente contigui a Israele. Ne sono un esempio concreto l’Egitto e la Giordania, ai quali si conferisce rispettivamente la natura di pilastro del Diamante Sunnita e suo alleato. La Giordania, partner strategico di Tel Aviv in materia di sicurezza e di difesa, viene dunque concepita come alleata di Egitto, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia, ossia di un “blocco” al quale appartengono due Stati visti in maniera apertamente ostile da Israele. Sia Islamabad, l’unica potenza islamica in possesso di armi nucleari, sia Ankara, in una posizione di crescente antagonismo con Tel Aviv pur in presenza di relazioni diplomatiche bilaterali, appaiono infatti assimilate al rango di rivali dello Stato israeliano, seppur in maniera meno radicale rispetto al caso iraniano. Diverso e, per certi aspetti, “eccezionale” è il caso rappresentato dall’India: nella visione elaborata da Israele, Nuova Delhi è in grado di condurre rapporti proficui con ciascun attore strategico – che operi nello scacchiere mediorientale – grazie alla politica della “neutralità“ su cui si fonda la sua agenda politica nell’area. Una fattispecie singolare rispetto alla normalità dei casi presi in esame dal Governo israeliano, la cui visione di futuro potrebbe risentire in misura significativa di una mappa che si preannuncia come “spartiacque” tra il vecchio e il nuovo. Ossia un’epoca, quale quella attuale, in cui l’esecutivo di Netanyahu “antepone l’attacco preventivo al contenimento e alla difesa” al fine, tra le altre cose, di “consolidare lo status di Israele come potenza regionale”.

Michele Maresca

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Indice

Perchè è importante

  • Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha svelato una mappa che ridefinisce la fisionomia delle alleanze mediorientali secondo la prospettiva di Israele http://gty.im/2300885786 http://gty.im/1228529324 .
  • La regione viene riconfigurata in un assetto tripolare: l’Alleanza Esagona guidata da Israele e degli Emirati Arabi Uniti, l’Asse della Resistenza guidato dall’Iran e l’Alleanza del Diamante Sunnita, composta da Arabia Saudita, Egitto, Pakistan e Turchia.

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Michele Maresca
Michele Maresca

Classe 1998, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli e il Master in “Derecho Internacional y Relaciones Exteriores e Internacionales” all’Instituto Europeo Campus Stellae. L’idea di raccontare, informare e approfondire le vicende di politica internazionale rappresenta ciò che mi spinge a dedicarmi con passione ed enorme interesse a queste tematiche. Inoltre, svolgo analisi, in lingua spagnola, per il Think Tank Geopol21.

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