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    Pallone e cioccolato

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    Queste sembrano essere al giorno d'oggi le principali risorse della Costa d'Avorio, Paese africano il cui sviluppo è stato frenato da anni di guerra civile. Il tentativo di ritrovare stabilità politica prosegue su un crinale molto ripido ed incerto. Dal lato sportivo, invece, gli ivoriani si presentano al mondiale sudafricano con tanta voglia di far bene grazie ad una squadra che vanta alcune stelle di prima grandezza.

    IL PAESE

    C'era una volta un Paese africano relativamente benestante e avviato sulla strada dello sviluppo economico e sociale, grazie a ricchezze naturali ingentissime e istituzioni politiche stabili. Poi, però, un colpo di stato militare fece precipitare la nazione nel disordine e nell'insicurezza, vanificando tutti i progressi fatti nel corso degli anni. Stiamo parlando della Costa d'Avorio, Stato africano che si affaccia sul Golfo di Guinea e che possiede nel cacao la sua ricchezza principale. La Costa d'Avorio è infatti il primo produttore ed esportatore mondiale dei preziosi semi della pianta del cacao, ma non ha saputo amministrare al meglio questa ricchezza enorme concessa da madre Natura. Infatti nel 1999 si svolse il primo golpe nella storia del giovane stato africano (aveva ottenuto l'indipendenza dalla Francia all'inizio degli anni '60 in epoca di decolonizzazione), ad opera di una fazione dell'esercito guidata da Robert Guei, che si autoproclamò presidente dopo aver manipolato la consultazione elettorale del 2000. Rivolte popolari costrinsero però i ribelli comandati da Guei a rifugiarsi nel Nord del Paese, mentre nella capitale Yamossoukro saliva al potere Laurent Gbagbo. Ne scaturì una sanguinosa guerra civile che portò all'intervento militare dei caschi blu delle Nazioni Unite e dell'esercito francese. Dopo anni di disordini, si giunse ad un accordo tra i contendenti, Gbagbo e il nuovo leader dei ribelli Guillaume Soro, che nel dicembre 2007 firmarono un cessate il fuoco a Ouagadougou, in Burkina Faso, con l'incorporazione della fazione ribelle nell'esecutivo (Soro ha infatti assunto la carica di Primo ministro). Oggi, dopo continui rinvii, la popolazione aspetta ancora di poter andare alle urne per eleggere autonomamente il nuovo Governo.

    CAFFE' IN PILLOLE

    • Fino a pochi anni fa la coltivazione del cacao era l'attività economica prevalente in Costa d'Avorio, tanto che il 68% della popolazione attiva è impegnata nel settore agricolo e nelle attività terziarie ad esso legate. Dal 2006, però, le attività estrattive di gas e petrolio, di cui sono stati scoperti in epoca più recente ingenti giacimenti, hanno superato per rendimento la coltivazione della pianta di cacao

    • La guerra civile e l'instabilità politica hanno portato il Paese ad essere meta dei peggiori traffici criminali. In Costa d'Avorio sono purtroppo tristi realtà il traffico di minori così come il commercio di droga

    • Contrariamente al Ghana, paese modello dal punto di vista della stabilità istituzionale nella regione africana che si affaccia sul Golfo di Guinea, la Costa d'Avorio non è riuscita a registrare le medesime performance. Nonostante un tasso di crescita del PIL del 3.9% nel 2009, il 42% della popolazione vive ancora sotto la soglia di povertà con un reddito pro capite annuo, misurato in parità di potere d'acquisto, di 1700 $.

    LA SQUADRA

    Didier Drogba: basterebbe questo nome per incutere timore agli avversari che si troveranno di fronte in Sudafrica la nazionale ivoriana. Il fortissimo attaccante del Chelsea però non sarà solo: al suo fianco ci saranno anche Yaya Touré del Barcellona, Kolo Touré ed Emmanuel Eboue del Manchester City e Salomon Kalou del Chelsea. Vere e proprie stelle che avranno la fortuna di essere allenate da un altro personaggio notissimo del calcio, Sven-Goran Eriksson, nominato c.t. della squadra africana dopo il risultato deludente registrato in occasione della Coppa d'Africa disputata a gennaio scorso. Lo svedese Eriksson, ex allenatore dell'Inghilterra e del Messico, è finito nell'Africa nera con la voglia di rilanciare la propria carriera in declino: un connubio curioso che potrebbe innescare una miscela esplosiva. Sarà compito di Brasile e Portogallo riuscire a disinnescarla, mentre la Corea del Nord rischia fortemente di rimanere scottata…

    GEOPALLONE

    In Africa la passione per il calcio è molto di più che un semplice sport – ve ne abbiamo già dato prova quando vi abbiamo parlato del Camerun. Patriottismo e sentimento nazionale in questo continente, intendendo ovviamente l'Africa subsahariana, vanno di pari passo col tifo calcistico. Anche in Costa d'Avorio avviene questo, ma in una maniera peculiare. Mentre in altri Paesi, come il vicino Ghana, il patriottismo è associato al riscatto di tutte le popolazioni nere (con accenti dunque tipici del pan-africanismo), in Costa d'Avorio il patriottismo assume connotazioni maggiormente etniche. La difesa dell' “Ivoirité” è stata uno dei temi dominanti durante la guerra civile, dato che ciascuna delle parti in causa si arrogava la prerogativa di esserne il migliore esponente. Per questo motivo, il calcio viene considerato dalla popolazione come l'unico elemento in grado di unire tutti: non a caso la stella più ammirata è Didier Drogba, che è cresciuto in Francia e non ha mai giocato per un club del suo Paese, quindi non è assimilabile da nessuna delle parti in conflitto.

    Davide Tentori

    redazione@ilcaffegeopolitico.it

    Davide Tentori
    Davide Tentori

    Sono nato a Varese nel 1984 e sono Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche presso l’Università “Cattolica” di Milano con una tesi sullo sviluppo economico dell’Argentina dopo la crisi del 2001. Il Sudamerica rimane il mio primo amore, ma ragioni professionali mi hanno portato ad occuparmi di altre faccende: oggi infatti lavoro a Roma presso l’Ambasciata Britannica in qualità di Esperto di Politiche Commerciali. In precedenza ho lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove mi sono occupato di G7 e G20, e a Londra come Research Associate presso il dipartimento di Economia Internazionale a Chatham House – The Royal Institute of International Affairs. Sono il Presidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del Desk Europa

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