mercoledì, 4 Febbraio 2026

APS | Rivista di politica internazionale

mercoledì, 4 Febbraio 2026

"L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere"

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Ungheria: verso la resa dei conti tra Orbán e il suo ex alleato Magyar

In 3 Sorsi Con la data delle elezioni parlamentari fissata per il prossimo 12 aprile, mancano circa due mesi alla resa dei conti tra l’attuale Primo Ministro ungherese Viktor Orbán e il suo ex alleato Peter Magyar. I sondaggi sfavoriscono il leader nazionalista di Fidesz, che in quindici anni ha indebolito lo Stato di diritto in Ungheria. 

1. LE ELEZIONI PARLAMENTARI UNGHERESI SI TERRANNO IL 12 APRILE

Le tanto attese elezioni parlamentari in Ungheria si terranno dunque il prossimo 12 aprile, come stabilito dal Presidente della Repubblica magiara, Tamás Sulyok. I cittadini ungheresi andranno alle urne per rinnovare la totalità dei 199 seggi dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento monocamerale del Paese. Si tratterà indubbiamente di una tornata elettorale storica, poiché per la prima volta dopo sedici anni il Primo Ministro Viktor Orbán potrebbe dover abdicare dal ruolo di capo del Governo, che aveva già ricoperto anche dal 1998 al 2002. Sotto la sua leadership, l’Ungheria ha intrapreso una profonda trasformazione politica in senso sovranista e anti-europeista, caratterizzata da un crescente controllo sulle libertà dei cittadini e da un caotico multi-allineamento in politica estera. Le riforme illiberali di Orbán hanno allontanato progressivamente l’Ungheria dagli standard europei, trasformando il Paese nel fanalino di coda comunitario per quanto concerne l’indipendenza dei media, la tutela delle minoranze e il rispetto dello Stato di diritto. Come conseguenza, Budapest è ormai in perenne scontro con le Istituzioni di Bruxelles, le quali negli ultimi anni hanno più volte sospeso l’erogazione di fondi comunitari all’Ungheria proprio a causa delle sistematiche violazioni delle clausole di condizionalità previste dai Trattati UE.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Orban con Erdogan in occasione di un viaggio in Turchia

2. L’OPPOSIZIONE UNGHERESE SI COMPATTA PER BATTERE ORBÁN E FIDESZ

A circa due mesi dal voto, dunque, i sondaggi indipendenti sfavoriscono l’attuale “coalizione” di Governo, nella quale Fidesz è alleato del piccolissimo Partito Cristiano-democratico del Popolo (KDNP). A guidare i sondaggi è il Partito del Rispetto e della Libertà, meglio conosciuto con l’acronimo Tisza, fondato nel 2020 e guidato da Peter Magyar, avvocato ed europarlamentare 35enne ex alleato dello stesso Orbán, dal quale si è allontanato a causa della deriva autoritaria e anti-europeista. Secondo numerosi sondaggi indipendenti, che forniscono inevitabilmente previsioni discordanti rispetto a quelli filogovernativi, il vantaggio di Tisza nei confronti di Fidesz si attesterebbe tra i 10 e i 12 punti percentuali. Con la politica magiara così polarizzata, è altamente probabile che la prossima legislatura sarà dominata da questi due schieramenti, con nessun altro partito che appare in grado di superare la soglia parlamentare di sbarramento del 5%. Da quando Orbán ha preso il potere nel 2010, si tratta della prima volta in cui l’opposizione ungherese ha saputo compattarsi dietro a un candidato e alla sua piattaforma politica. Tisza è un partito liberal-conservatore, europeista e filo-ucraino, membro del Partito Popolare Europeo dal 2024, che ha saputo “accogliere” migliaia di cittadini delusi e preoccupati dalle politiche illiberali del Governo Orbán. Il partito può contare anche sul prezioso supporto di una figura in ascesa nella politica magiara, il sindaco liberal-progressista di Budapest Gergely Karácsony. Di recente la procura ungherese, i cui livelli di imparzialità sono tutt’altro che garantiti, ha condannato Karácsony a una sanzione amministrativa per aver organizzato lo scorso giugno il Pride di Budapest, manifestazione proibita dal Governo poiché ritenuta contraria alla sensibilità religiosa e dannosa per la crescita dei bambini ungheresi.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Peter Magyar, principale concorrente di Orban alle prossime elezioni

3. IL MULTI-ALLINEAMENTO UNGHERESE PESERÀ MOLTO SUL VOTO

L’attuale Primo Ministro Orbán ha trasformato l’Ungheria in un’autocrazia elettorale posizionandola come lo Stato membro dell’UE più vicino alla Russia di Putin e più lontano dall’Ucraina di Zelensky. Orbán è da tempo contrario all’invio di aiuti economici all’Ucraina utilizzando fondi comunitari e si oppone all’adesione della stessa Ucraina all’UE. Inoltre, il premier ha di recente accusato il Governo ucraino di voler interferire nelle prossime elezioni parlamentari per danneggiare Fidesz e gli interessi nazionali ungheresi. Parallelamente, Budapest punta forte sulla diplomazia del multi-allineamento, intrattenendo rapporti con gli USA, la Cina e con molti Governi di Paesi africani nei quali l’Ungheria punta a investire per diversificare la propria agenda strategica. All’interno dell’UE, Budapest sta tentando con la Repubblica Ceca del neoeletto Andrej Babiš e la Slovacchia di Robert Fico di ristabilire l’influenza del gruppo di Visegrád, obiettivo condiviso anche da Tisza. I vertici di quest’ultimo, tuttavia, vorrebbero farlo con mezzi differenti, ovvero eliminando la retorica populista e le alleanze pericolose, permettendo alla Polonia, che nel 2023 ha rieletto un Primo Ministro moderato ed europeista come Donald Tusk, di tornare membro attivo del “V4”. In conclusione, l’eventuale vittoria di Magyar rappresenterebbe un cambiamento epocale per l’Ungheria, ma è probabile che servirà parecchio tempo per sovvertire quasi due decenni di paradigma politico orbaniano.

Giorgio Fioravanti

Photo by Kaufdex is licensed under CC BY-NC-SA

Dove si trova

Perchè è importante

  • Per la prima volta dopo molti anni, i sondaggi danno il partito Fidesz di Orbán come possibile perdente alle prossime elezioni ungheresi.
  • Il premier nazionalista appare pronto a mobilitare la macchina della propaganda e le amicizie internazionali pur di conservare la guida del Paese.

Vuoi di più? Associati!

Scopri che cosa puoi avere in più associandoti

Giorgio Fioravanti
Giorgio Fioravanti

Classe 1997, nato e cresciuto a Rieti, attualmente ricopro il ruolo di Assistente di redazione presso la sede regionale della TGR Rai di Trento. Proprio a Trento si è svolta la mia intera carriera universitaria, completata con una laurea in European and International Studies. Dopo la laurea ho frequentato con successo un Master in Studi Diplomatici presso la sede di Roma della SIOI. Ho collaborato con diverse redazioni e siti online pubblicando contenuti di attualità e geopolitica. Il posto più curioso in cui ho vissuto è senza dubbio Gibilterra, dove ho anche svolto un periodo di ricerca tesi all’estero. Tra le mie passioni più grandi, naturalmente, la geopolitica e il caffè.

Ti potrebbe interessare