In 3 sorsi – Il Portogallo elegge il socialista António José Seguro alla Presidenza. La vittoria è netta, ma l’avanzata dell’ultradestra e la coabitazione con un Governo conservatore di minoranza aprono una nuova fase di equilibrio fragile.
1. UN PAESE INSTABILE AL VOTO: UNDICI CANDIDATI PER LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
Il Portogallo non ha conosciuto periodi di instabilità politica paragonabili a quelli attuali dalla fine della dittatura dell’Estado Novo (conclusa con la Rivoluzione dei Garofani del 1974). Negli ultimi quattro anni il Paese è ricorso per tre volte a elezioni legislative anticipate. L’ultima, tenutasi nel maggio 2025, indetta a causa della caduta del Governo Montenegro, travolto da uno scandalo di conflitto di interessi legato alla società di consulenza familiare Spinumviva, ha comunque restituito la vittoria alla coalizione di centro-destra Alleanza Democratica guidata da Luís Montenegro, ma senza la maggioranza assoluta. Ne è nato un secondo esecutivo Montenegro, ancora di minoranza, costretto a navigare in un Parlamento tripolare: da un lato il Partido Socialista, ridimensionato e in cerca di nuova leadership; dall’altro Chega!, che ha capitalizzato il malcontento sociale trasformandosi da forza antisistema a perno potenziale di ogni equilibrio. In questo clima di frammentazione istituzionale i cittadini sono stati chiamati alle urne presidenziali lo scorso 18 gennaio, in vista della scadenza del secondo mandato del Presidente Marcelo Rebelo de Sousa. In Portogallo, repubblica semipresidenziale, il Presidente dispone di poteri significativi in materia di sicurezza, politica estera e scioglimento del Parlamento. In una fase di frammentazione parlamentare, l’elezione presidenziale assume dunque un peso politico ulteriore, diventando potenziale fattore di stabilizzazione o, al contrario, di ulteriore pressione sull’esecutivo.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Luís Filipe Montenegro Cardoso de Morais Esteves
2. TRIONFA IL SOCIALISTA SEGURO MA AVANZA L’ULTRADESTRA
A gennaio si sono confrontati ben undici candidati e per la prima volta dal 1986 (anche in quel caso vinse un candidato del Partito Socialista, Mário Soares) nessuno è riuscito a superare al primo turno la soglia richiesta del 50% dei voti, rendendo inevitabile il ballottaggio dell’8 febbraio tra il socialista António José Seguro e il leader dell’ultradestra André Ventura.
Al ballottaggio Seguro ha trionfato con il 66,6% dei voti, contro il 33,4% di Ventura. Sebbene il nuovo Presidente, con quasi 3 milioni e mezzo di voti a favore, abbia conquistato il numero più alto di preferenze nella storia del Paese, il risultato segnala una profonda polarizzazione politica. Ventura e il suo partito Chega! hanno ampiamente superato il 22% dei consensi raccolti durante le legislative del maggio 2025, guadagnando circa 300mila elettori in più. Il leader si è dichiarato soddisfatto del risultato ottenuto, affermando che Chega! è ormai il principale partito di destra portoghese e che “presto governerà il Portogallo”.
L’affluenza si è attestata al 50,1%, dato significativo viste le tempeste che hanno flagellato il territorio. L’emergenza climatica ha alimentato il dibattito pubblico soprattutto negli ultimi giorni di campagna elettorale (Ventura aveva chiesto il rinvio generalizzato del voto, sostenendo che le condizioni meteorologiche compromettessero l’uguaglianza di accesso alle urne). Il Primo Ministro Montenegro ha invece optato per la proroga dello stato di calamità fino al 15 febbraio, limitando il rinvio alle sole aree alluvionate e mantenendo inalterato il calendario nazionale.
Fig. 2 – Il Presidente neo-eletto, António José Seguro
3. LA RISPOSTA DI BRUXELLES: QUALE FUTURO PER IL PORTOGALLO?
L’insediamento di Seguro, fissato per il 9 marzo, segna l’inizio di una nuova fase politica per il Portogallo: la coabitazione di una Presidenza socialista con un Governo conservatore di minoranza. Il chiaro successo di Seguro ha posto il nuovo Presidente nel delicato ruolo di mediatore fondamentale per garantire la stabilità del Paese.
La risposta da parte di Bruxelles è di un senso di sollievo: Ursula von der Leyen ha dichiarato su X: “I cittadini portoghesi hanno fatto sentire la loro voce e, di fronte alla devastazione delle tempeste, hanno mostrato una grande resilienza democratica. La voce del Portogallo in favore dei nostri valori europei comuni resta robusta”.
António Costa, Presidente del Consiglio Europeo ha invece dichiarato: “Oggi il popolo portoghese ha dimostrato il proprio impegno a favore della democrazia, riaffermando il Portogallo come pilastro dell’umanesimo europeo”.
Tuttavia, Seguro dovrà agire in un Parlamento notevolmente frammentato e in un ambiente sociale sempre più teso, caratterizzato da crisi abitative, dispute sulle politiche migratorie e retribuzioni insufficienti, questioni che hanno scatenato recenti scioperi generali di ampia portata. In questo contesto di instabilità diffusa, la saldezza democratica del Paese sarà influenzata dalla capacità delle Istituzioni di includere le varie richieste della società civile e di reagire alla polarizzazione del consenso, assicurando quella stabilità fondamentale per gestire le future sfide legislative e socioeconomiche.
Maria Grazia Saccà
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