Iran: l’attacco di USA e Israele e la morte di Khamenei

Ristretto: Israele e USA hanno effettuato un attacco congiunto colpendo diverse città iraniane. L’operazione ha portato all’uccisione di Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran dal 1989. 

A distanza di circa un mese dalle prime minacce, la mattina di sabato 28 febbraio, Israele e Stati Uniti hanno iniziato un’operazione militare su larga scala bombardando diverse città iraniane e zone strategiche per il Governo degli Ayatollah. Queste operazioni arrivano al termine di settimane di tensioni e negoziati, durante le quali Washington aveva chiesto a Teheran di interrompere l’arricchimento dell’uranio, cessare il sostegno ai propri proxies nella regione e ridurre gli armamenti.
I raid hanno portato all’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, massima Autorità politica e religiosa della Repubblica Islamica dal 1989. Oltre a Khamenei, sono stati assassinate altre figure di spicco, tra cui il comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, il ministro della Difesa iraniano Nasirzadeh e forse l’ex Presidente Ahmadinejad. Inoltre, sono stati riportati attacchi al Ministero dell’Intelligence, al Ministero della Difesa, all’Agenzia per l’Energia Atomica dell’Iran e al complesso militare di Parchin. Diverse fonti confermano che gli attacchi hanno interessato le aree di Teheran, Kermanshah, Isfahan, Qom, Karaj e Tabriz. È stato registrato un bombardamento anche in una scuola elementare femminile a Minab, dove avrebbero perso la vita almeno 148 alunne.
L’Iran ha risposto colpendo alcune basi militari americane presenti nel Golfo, inclusi Bahrain, Qatar, Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti. Il regime iraniano ha effettuato un contrattacco anche contro il territorio israeliano. Nonostante la maggior parte degli attacchi siano stati intercettati, domenica mattina, un missile iraniano ha colpito il centro di Beit Shemesh in Israele, uccidendo almeno 9 persone.
La morte di Khamenei segna senza dubbio un passaggio cruciale, ma la situazione resta aperta e destinata a evolversi rapidamente. Sia il Presidente Trump, sia il premier israeliano Netanyahu hanno esortato il popolo iraniano alla rivolta e alla presa del potere. Gli analisti, tuttavia, ricordano che l’architettura istituzionale del regime è stata concepita proprio per reggere anche alla scomparsa del leader, rendendo tutt’altro scontato un cambio sostanziale e automatico nel regime. In questo contesto Ali Larijani, segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale in Iran, ha annunciato che sono state avviate le procedure costituzionali per individuare la nuova Guida Suprema. Nel frattempo, le Autorità iraniane hanno scelto l’Ayatollah Alireza Arafi, membro clericale del Consiglio dei Guardiani, per far parte del Consiglio di leadership ad interim a fianco del Presidente Pezeshkian e del capo della magistratura Mohseni-Eje’i.

Giuditta Fassina

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Perchè è importante

  • Stati Uniti e Israele hanno condotto raid contro diverse città iraniane, colpendo obiettivi strategici e figure chiave del regime e provocando la morte della Guida Suprema Khamenei.
  • L’operazione e la morte di Khamenei aprono una fase di incertezza per l’Iran e per l’intera regione: potrebbero innescare cambiamenti significativi negli equilibri politici e di sicurezza.

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Giuditta Fassina
Giuditta Fassina

Sono nata a Treviso nel 2000. Ho studiato Relazioni Internazionali tra Padova e Ginevra, e successivamente ho conseguito un master in Conflitti Internazionali a Londra. Attualmente sto terminando la laurea magistrale in Politiche per la Sicurezza Globale a Roma. Ho maturato esperienza nell’ambito think tank e OSINT. I miei principali interessi riguardano i conflitti, la storia del Medio Oriente e la letteratura. In futuro, mi piacerebbe intraprendere la carriera diplomatica.

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