In 3 sorsi – Il Governo Carney accelera sulla “via canadese” all’orbita. Tra nuove leggi, investimenti milionari in Nuova Scozia, Ottawa prova a trasformare lo spazio da “lusso” a infrastruttura critica per la sicurezza nazionale.
1. CHE COSA È SUCCESSO
Il Governo ha presentato il Canadian Space Launch Act, una cornice legislativa che permetterà di lanciare vettori orbitali dal suolo nazionale, superando l’attuale limite dei soli voli suborbitali. Parallelamente, il Ministero della Difesa (DND) ha impresso una svolta operativa: è stato siglato un accordo decennale da 200 milioni di dollari canadesi con Maritime Launch Services per una rampa dedicata presso lo Spaceport Nova Scotia. Attraverso il programma “Launch the North“, Ottawa ha inoltre selezionato tre aziende nazionali — Canada Rocket Company, NordSpace e Reaction Dynamics — per sviluppare piccoli lanciatori pronti all’uso entro il 2028. Infine, il Canada ha confermato l’adesione a Starlift, l’iniziativa NATO per lanci rapidi in risposta a crisi internazionali.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Una sagoma rappresentante l’astronauta canadese Jeremy Hansen con un modello del braccio robotico Canadarm 2 in secondo piano
2. PERCHÉ È IMPORTANTE
Fino a ieri, l’accesso allo spazio per Ottawa era un “nice-to-have” delegato quasi totalmente alla disponibilità (e ai prezzi) degli Stati Uniti. Tuttavia, l’approccio transazionale dell’Amministrazione Trump ha convinto Carney che la dipendenza tecnologica da Washington sia una vulnerabilità strutturale. In un mondo dove “la nostalgia non è una strategia”, la capacità di lancio sovrana è oggi considerata infrastruttura critica al pari dell’energia e dei trasporti. Proteggere la connettività satellitare e la sorveglianza artica senza dover chiedere il “permesso” a terze parti è diventato un imperativo di sicurezza nazionale. Si tratta di una divergenza strategica: Ottawa non vuole solo partecipare ai programmi alleati, ma vuole farlo a proprie condizioni per garantire la propria sovranità.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Il braccio robotico Canadarm 2, usato sia sullo Space Shuttle sia sulla Stazione spaziale internazionale (ISS)
3. DA TENERE D’OCCHIO
Il successo di questa scommessa passerà per la capacità della base industriale canadese di passare dal prototipo alla rampa di lancio in tempi record (2-3 anni). L’obiettivo economico è ambizioso — un mercato domestico stimato in 40 miliardi di dollari entro il 2040 — ma la sostenibilità commerciale appare, in questa fase, un fattore secondario rispetto all’esigenza di autonomia. La sfida per il Ministro della Difesa McGuinty non è tanto la competizione diretta con la cadenza di lancio di SpaceX, quanto la creazione di una capacità di accesso reattiva per carichi strategici nazionali.
Emiliano Battisti
Immagine di copertina: “Canadarm over Canadian winter” by ESA_events is licensed under CC BY-SA


