La Corea del Nord abbandona la riunificazione

In 3 sorsi Le recenti modifiche costituzionali apportate dalla Corea del Nord definiscono il nuovo panorama delle relazioni con Seul: abbandono della riunificazione e “coesistenza ostile” nei rapporti intercoreani.

1. MODIFICHE COSTITUZIONALI

All’inizio di maggio il Governo sudcoreano ha dato nota della più recente edizione della Costituzione della Corea del Nord, emendata durante la prima sessione della quindicesima Assemblea Popolare Suprema, il Parlamento monocamerale nordcoreano, che ha avuto luogo il 22 e 23 marzo di quest’anno. Le principali modifiche e aggiunte, oltre a riguardare una maggiore centralizzazione del potere verso la figura di Kim Jong-un e l’elevazione dei propri progetti economici, politici e sociali come superiori rispetto all’ideologia kimilsungista-kimjongilista, includono il consolidamento della sua posizione come Presidente della Commissione per gli Affari di Stato, ora in grado di approvare, sospendere o esautorare membri di alto grado del Parlamento, nonché il “diretto comando e controllo” sull’arsenale nucleare. A quest’ultimo è stata aggiunta la possibilità di delega in caso di un attacco diretto contro la famiglia Kim o figure chiave dello Stato e del partito. Oltre a tali modifiche, vi sono anche i rapporti tra le due Coree.

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Fig. 1 – Kim Jong-un insieme al Presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, 25 marzo 2026

2. ADDIO ALLA RIUNIFICAZIONE

L’attuale versione ha visto la rimozione dal preambolo di molteplici termini riguardanti la “riunificazione pacifica” della “madrepatria” tra Seul e Pyongyang. Ciò evidenzia, da parte della Corea del Nord, l’esplicitazione dei rapporti intercoreani non più come una relazione speciale intrastatale, bensì come un rapporto tra due entità statuali che occupano rispettivamente la metà settentrionale e meridionale della penisola coreana. In tal senso, Pyongyang ha precisato i suoi confini nazionali citando espressamente la Repubblica di Corea come Stato confinante, e non come territorio da rivendicare al fine di raggiungere la riunificazione (medesima condizione espressa da Seul riguardo al Nord). Malgrado tali modifiche, poste in un’ottica di contrapposizione tra le due parti, non paiono però richiami che individuino Seul come “nemico principale” dello Stato nordcoreano, né elementi che riportino a livello costituzionale le ostili dichiarazioni di Kim Jong-un di gennaio 2024 circa “l’occupazione, la sottomissione e l’annessione” dei territori sudcoreani in caso di scoppio di un conflitto.

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Fig. 2 – Esercitazione militare sudcoreana nell’area di Pocheon, a poca distanza dal confine con la Corea del Nord, maggio 2026

3. CONTRAPPOSIZIONE PERMANENTE?

La mancata introduzione di una dialettica antagonistica verso la Corea del Sud è attualmente oggetto di dibattito. Per gli esperti, se da una parte ciò è riconducibile alla volontà di Pyongyang di definirsi come un attore statuale convenzionale, ricercante l’applicazione di una politica realista (realpolitik) nei confronti dei rapporti tra Nord e Sud Corea, dall’altra il mantenimento dello status quo, più che “coesistenza pacifica”, è visto come “coesistenza ostile“. Secondo il KINU, l’Istituto della Corea per l’Unificazione Nazionale finanziato dal Ministero per la Riunificazione sudcoreano, Pyongyang avrebbe infatti ridefinito, oltre alla retorica circa la riunificazione come “normale relazione interstatale”, i rapporti con il Sud come politiche subordinate alle strategie di sicurezza nazionale, ora, non a caso, in mano al Ministero degli Esteri e a membri delle forze militari. Pertanto, se l’abbandono dei principi di unificazione della penisola coreana potrebbe essere visto come un modo per azzerare e far ripartire il dialogo circa i rapporti tra le due Coree, ci sono anche molteplici rischi. Questi riguardano le volontà, conclamate, di Pyongyang di mantenere stabili i propri propositi di sviluppo bellico, eliminando al contempo il tema di una Corea unita e negando così a Seul un tema negoziale sul quale per molto tempo ha potuto fare affidamento. Condizione, questa, recentemente accettata, non senza malumori, anche dal Governo sudcoreano, il quale ha definito, per mezzo del suo libro bianco sulla riunificazione pubblicato il 18 maggio scorso, l’idea di accettare la realtà dei rapporti tra Sud e Nord come due enti statuali de facto, virando i propri obiettivi non più verso una Corea unita — scenario ad oggi sempre più lontano — ma piuttosto verso la cooperazione economica e la denuclearizzazione. Temi, anche questi, che il rafforzamento degli accordi economici tra Mosca e Pyongyang e la reticenza del regime nordcoreano a qualsiasi tipo di mediazione sulla questione nucleare rendono ancora più distanti, allontanando così ogni possibile spiraglio di dialogo nella penisola coreana.

Tommaso Tartaglione

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Indice

Perchè è importante

  • La Corea del Nord ha modificato la propria Costituzione eliminando i riferimenti alla “riunificazione pacifica” con la Corea del Sud. Pyongyang non considera più i rapporti intercoreani come una questione interna, ma come relazioni tra due Stati separati, in un quadro di “coesistenza ostile”.
  • Questo cambiamento segna una svolta storica: viene abbandonato il tradizionale obiettivo della Corea unita, riducendo gli spazi di dialogo tra Nord e Sud. Inoltre, rafforza una logica di sicurezza e contrapposizione, complicando cooperazione, denuclearizzazione e stabilità nella penisola coreana.

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Chi lo ha scritto

Tommaso Tartaglione
Tommaso Tartaglionehttps://tommasotartaglione.wordpress.com/

Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Sociali per la Globalizzazione e la laurea magistrale in Scienze Politiche e di Governo presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di geopolitica dell’Asia orientale, con particolare attenzione a Cina, Giappone, Corea del Sud e Corea del Nord, quest’ultima al centro delle sue ricerche.
Adotta un approccio multidisciplinare, basato sull’analisi critica delle fonti e sulla contestualizzazione storica e strategica dei fenomeni internazionali, con l’obiettivo di offrire analisi rigorose ma accessibili. Collabora con realtà specializzate in affari internazionali, tra cui Il Caffè Geopolitico, Orizzontinternazionali e Geopolitica.info, e gestisce un blog personale dedicato alla Repubblica Popolare Democratica di Corea.

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