In 3 Sorsi – Il Mondiale FIFA 2030 rappresentano il simbolo più visibile della strategia con cui Rabat punta a rafforzare il proprio ruolo internazionale. Il calcio diviene uno degli strumenti di una politica estera che combina infrastrutture, diplomazia economica, cooperazione africana.
1. IL CALCIO COME STRUMENTO DI PRESTIGIO
Perché uno Stato investe miliardi di euro per organizzare un Mondiale di calcio? La risposta va ben oltre lo sport. Ospitare una grande manifestazione internazionale significa attrarre investimenti, rafforzare la propria reputazione e proiettare un’immagine di stabilità, capacità organizzativa e modernità. È ciò che Joseph Nye definì soft power: la capacità di accrescere la propria influenza attraverso l’attrazione e il prestigio, più che la forza o la coercizione. Negli ultimi anni il Marocco ha fatto della diplomazia sportiva uno degli strumenti della propria proiezione internazionale. La storica semifinale raggiunta ai Mondiali in Qatar del 2022, primo risultato di questo livello per una Nazionale africana, ha contribuito a rafforzare il prestigio del Regno ben oltre il piano sportivo. A questi risultati si sono aggiudicati anche l’organizzazione della Coppa d’Africa 2025 e, soprattutto, del Mondiale FIFA 2030 insieme a Spagna e Portogallo. Considerati nel loro insieme, tali risultati raccontano una strategia più ampia. Per Rabat il calcio non rappresenta l’obiettivo finale, ma uno strumento per consolidare la propria immagine internazionale, attrarre capitali e accreditarsi come partner stabile tra Europa e Africa.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – I giocatori della Nazionale marocchina posano per una foto prima della finale per il terzo posto dei Mondiali FIFA Qatar 2022 contro la Croazia, allo Stato Internazionale Khalifa di Doha, 17 dicembre 2022.
2. I MONDIALI COME ACCELERATORE
Se i Mondiali rappresentano la vetrina internazionale per il Marocco, le infrastrutture ne costituiscono il motore. Il Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato come il Governo marocchino consideri il torneo una tappa fondamentale della propria strategia di sviluppo. Questa strategia si inserisce nel Nuovo Modello di Sviluppo promosso dal Re Mohammed VI, che individua nelle infrastrutture, nell’integrazione africana e nell’apertura agli investimenti internazionali alcuni dei pilastri della trasformazione del Paese. In particolare, il Piano comprende il potenziamento della rete ferroviaria, l’ampliamento degli aeroporti, la modernizzazione delle infrastrutture logistiche e la riqualificazione urbana delle città ospitanti. Tali investimenti perseguono l’obiettivo di rafforzare la competitività del Paese e consolidarne il ruolo di piattaforma economica tra Europa e Africa. Emblematico è il caso del porto di Tanger Med, divenuto il principale hub container del Mediterraneo e dell’Africa e uno dei venti porti più importanti al mondo per traffico di container. Più che un semplice evento sportivo, il Mondiale 2030 diventano così uno strumento per accelerare un progetto di trasformazione economica già avviato.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Il Presidente della FIFA, Gianni Infantino, annuncia l’assegnazione del Mondiale FIFA 2030 a Marocco, Spagna e Portogallo, durante il Congresso Straordinario della FIFA, presso la sede a Zurigo, Svizzera, l’11 dicembre 2024
3. IL SOFT POWER AL SERVIZIO DELLA DIPLOMAZIA
La crescente proiezione internazionale del Marocco non produce effetti soltanto sul piano economico, ma contribuisce a rafforzare il capitale diplomatico del Regno, con ricadute sul dossier che più di ogni altro orienta la politica estera di Rabat: il Sahara Occidentale. Diversi partner occidentali – tra cui Stati Uniti, Spagna, Francia, Regno Unito – hanno progressivamente avvicinato le proprie posizioni al Piano di autonomia marocchino, percepito come la base più credibile per una soluzione della controversia. Pur con formulazioni e implicazioni giuridiche differenti, queste prese di posizione testimoniano il crescente peso strategico assunto dal Marocco nello scenario euro-africano. Sarebbe tuttavia eccessivo attribuire tale evoluzione al Mondiale, ma il torneo rappresenta uno dei tasselli della più ampia strategia con cui Rabat rafforza la propria capacità di influenza. La Coppa del Mondo FIFA 2030 non rappresentano il fine della strategia marocchina, ma il suo strumento più visibile. Più che il calcio, è la capacità di trasformare prestigio, investimenti e relazioni internazionali in influenza diplomatica a spiegare l’ambizione di Rabat di affermarsi come uno degli attori centrali tra Mediterraneo e Africa.
Florjn Recchia
“Mohammed VI, painted portrait DDC_5123” by Abode of Chaos is licensed under CC BY


