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    Italia: un hub energetico per tutta l’Europa?

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    Un nuovo gasdotto collegherà il Mar Caspio alla Puglia, permettendo di approvvigionare direttamente tutta l’Europa occidentale: un progetto interessante che potrebbe accrescere l’importanza strategica del nostro Paese, ma che desta anche alcune preoccupazioni ambientali 

    DIRETTAMENTE IN ITALIA – Se n’era parlato ormai più di un anno fa, poi le luci sulla notizia si erano affievolite. Si tratta di una delle più grandi opere per l’approvvigionamento energetico europeo, ossia la costruzione di un gasdotto che approderà direttamente sulle coste del sud Italia, e più precisamente su quelle leccesi. Il progetto sarebbe collegato a un’altra opera, fortemente voluta dalla SNAM, ossia il mega tracciato per il trasporto di gas che, attraversando Abruzzo e Umbria, si ricongiungerebbe a Minerbio, in Emilia Romagna, dove, nonostante il sisma del 2012, la Stogit spa (una controllata della SNAM) continua i lavori di stoccaggio di gas sotterraneo. A contendersi la costruzione del megagasdotto vi erano due progetti: il Nabucco e il TAP (Trans Adriatic Pipeline). Nelle scorse settimane la notizia è stata resa ufficiale: a portare il gas in Italia sarà proprio il TAP, il gasdotto Transadriatico, che dall’Azerbaijan, e più precisamente dai giacimenti offshore di Shah Deniz, attraverserà Turchia, Grecia e Albania per poi arrivare attraverso i fondali del Mar Adriatico sulle coste pugliesi, in località San Foca. E’ questo dunque il progetto che vorrebbe trasformare l’Italia in un grande hub energetico per il sud d’Europa, tale da fungere da volano per l’intera economia nazionale.

    IL TRACCIATO – Il TAP, attraversando Turchia, Grecia e Albania, si ricongiungerebbe dunque alle coste italiane sull’Adriatico, poco più a nord del canale d’Otranto: secondo i dati ufficiali, degli 870 chilometri totali, solo 5 interesserebbero la Puglia, mentre la profondità massima raggiungerebbe gli 810 metri. Da quanto si legge sul sito del TAP, la sezione onshore del gasdotto avrà un diametro di 1,2 metri (48 pollici), mentre quella offshore presenterà un diametro di 0,91 metri (36 pollici). Da tempo gli ambientalisti e le associazioni locali salentine si sono schierate contro l’approvazione e la costruzione del gasdotto a causa del forte impatto ambientale che l’opera potrebbe avere su una delle coste più belle d’Italia. Preoccupazione particolare, oltre che per la vocazione turistica e agricola del territorio, è per la fauna e la flora locali, come per esempio le piante di posidonia in mare. Secondo le stime, la capacità del gasdotto potrà raggiungere i 20 miliardi di cubi l’anno.

    Proteste in Puglia contro la costruzione del gasdotto
    Proteste in Puglia contro la costruzione del gasdotto

    LA “RETE ADRIATICA” – Il progetto però non si fermerebbe così: la SNAM Rete Gas Spa aveva presentato già nel 2004 l’idea della realizzazione di un metanodotto denominato “Rete Adriatica”, della lunghezza complessiva di 687 chilometri, tra Massafra, in Provincia di Taranto, fino appunto a Minerbio, attraversando dieci Regioni, tre parchi nazionali, uno regionale e oltre venti siti di rilevanza comunitaria. In Umbria il tratto compreso tra Foligno e Sestino, lungo 113,7 chilometri, prevede il passaggio attraverso il territorio di numerosi Comuni compresi nella fascia appenninica: Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga, Città di Castello, Apecchio. Il ministro Passera aveva già espresso il proprio plauso nei confronti dell’investimento, ma adesso la palla passa al ministro dello Sviluppo Economico Zanonato.

    UNA ZONA SISMICA – Ciò che sembrerebbe stridere ancora di più con il progetto del lungo gasdotto tra Brindisi e Minerbio sono i recenti terremoti avvenuti negli ultimi anni sulla fascia appenninica. La SNAM dal canto suo sostiene che i cittadini potranno dormire sonni tranquilli, in quanto lo studio e le indagini dettagliate di microzonazione hanno rilevato che non ci sono pericoli a riguardo. A tal proposito però, anche il ministro dell’Ambiente Clini aveva dichiarato che «qualora la sismicità indotta superasse magnitudo 3.0, – considerando l’epicentro all’interno di un’area definita di raggio uguale a dieci chilometri attorno della testa del pozzo, – la pressione di esercizio massima e la frequenza del ciclo di iniezione e di estrazione dovranno essere ridefinite in modo da riportare la magnitudo massima al di sotto di tale valore».

     

    Alessia Chiriatti

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    Alessia Chiriatti
    Alessia Chiriatti

    Ho conseguito la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università per Stranieri di Perugia, con una tesi sul conflitto in Ossezia del Sud ed il titolo di Master per le Funzioni Internazionali presso la SIOI. Ho inoltre conseguito il titolo di Analista delle Relazioni Internazionali con Equilibri S.r.l. Ho infine collaborato con la rivista Eurasia e presso la sede centrale del Forum della Pace nel Mediterraneo dell’UNESCO. I miei principali interessi di ricerca riguardano la politica estera della Turchia ed i suoi rapporti con Siria e Georgia, e si collocano nell’ambito della gestione dei conflitti, della cooperazione alla pace e dei Peace studies.

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