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    L’inaugurazione della nuova Ambasciata italiana in Qatar

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    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi – A inizio aprile il premier Conte è stato accolto in visita ufficiale a Doha, in occasione dell’inaugurazione della nuova Ambasciata italiana. L’importante evento diplomatico sancisce l’inizio di una nuova partnership economica e strategica tra i due Paesi.

    1. L’EMIRATO NELLA CRISI DIPLOMATICA

    L’Emirato del Qatar sotto la guida di Tamim bin Hamad al-Thani ha intensificato la propria battaglia per l’indipendenza dalle altre monarchie del Golfo, prima tra tutte quella saudita. Nonostante le gravi difficoltà riscontrate in un primo tempo dopo la rottura delle relazioni bilaterali con Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto e Bahrain, avvenuta il 5 giugno 2017, i Paesi europei e regionali come Turchia e Iran si sono impegnati a garantire l’autonomia dell’Emirato.
    Da allora l’obiettivo principale dell’élite qatarina è stato focalizzato nel consolidare una politica estera e commerciale indipendente rispetto ai propri vicini, in primis Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Questi ultimi si sono concentrati su una retorica securitaria e ostile nei confronti dell’Iran, oltre a essere impegnati nel conflitto in Yemen, posizioni non condivise dall’apparato qatarino.
    Dal punto di vista strategico-militare l’Emirato si è garantito la protezione di Washington da un’eventuale invasione facendo leva sulla presenza sul proprio territorio della base americana di al-Udeid, la più grande e importante nel Medio Oriente, che ospita attualmente oltre 10mila militari statunitensi. Inoltre l’intensificazione dei rapporti bilaterali e commerciali con la Turchia negli anni precedenti è culminata con la realizzazione di una base militare dove saranno operativi fino a 3mila soldati turchi.

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    Fig. 1 – Una veduta dello skyline di Doha

    2. GLI INTERESSI IN ITALIA

    In campo economico la strategia principale della casa al-Thani è stata orientata all’investimento dei guadagni provenienti dalle esportazioni di gas e petrolio attraverso l’acquisizione di proprietà immobiliari e pacchetti azionari in importanti società come Volkswagen, Barclays e Disney. In tale modo l’Emirato punta a diversificare l’economia e coprire eventuali perdite finanziare causate dalla crisi diplomatica.
    La Qatar Investment Authority (QIA), il fondo sovrano del Paese con oltre 300 miliardi di dollari, ha investito in capitali immobiliari, acquistando hotel di lusso nelle principali città italiane, come Roma, Firenze e Milano. In quest’ultima le acquisizioni del fondo sovrano hanno contribuito alla costruzione dei grattaceli di Porta Nuova e agli innovativi progetti smart-city.
    Altro luogo di interesse per la QIA è sicuramente la Costa Smeralda, dove sono state rilevate più strutture per il turismo, oltre all’acquisizione del 49% della compagnia aerea Air Italy S.p.A. (prima Meridiana) da parte di Qatar Airways.
    Inoltre i cittadini qatarini, possedendo il PIL pro capite più alto al mondo, sono inevitabilmente attratti dai prodotti di lusso italiani, a cominciare dall’eccellenza mondiale del Made in Italy.

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    Fig. 2 – Porta Nuova a Milano, dove i qatarini hanno investito in maniera importante

    3. LA PARTNERSHIP TRA ITALIA E QATAR

    Gli scambi commerciali tra Italia e Qatar hanno registrato una crescita significativa nel corso degli ultimi anni. In particolare nel 2018 l’export italiano diretto nel Paese del Golfo ha superato il miliardo di euro, come riportato da Istat, con un incremento del 17,3% rispetto al 2017. Contemporaneamente le importazioni italiane sono aumentate, specialmente nel settore energetico, con il gas naturale liquido (+23,1% rispetto al 2017). D’altro canto Roma, insieme gli altri attori europei, mira a diversificare gli approvigionamenti di gas tra vari Paesi per limitare la dipendenza dalla Russia.
    La nuova partnership non si limita a scambi economici e commerciali, ma include un aspetto strategico di rilevanza. In primis, nel colloquio tra il Presidente Conte e l’Emiro al-Thani, è emersa una posizione comune riguardo al dossier Libia, con la necessità di stabilizzare il Paese per farlo procedere alle urne. In aggiunta sono stati siglati vari accordi di cooperazione nel settore della Difesa, oltre alla vendita di arsenale bellico da parte di Leonardo e Fincantieri. Questa convergenza di interessi da entrambe le parti sia in campo economico che internazionale proseguirà negli anni a venire, aprendo una nuova fase dei rapporti bilaterali.

    Augusto Sisani

    Augusto Sisani

    Nato ad Assisi nel 1996 da padre italiano e madre neozelandese, sono cresciuto a Perugia e attualmente studio Relazioni Internazionali indirizzo Global Studies presso la LUISS Guido Carli a Roma. Durante i miei soggiorni accademici all’estero negli Stati Uniti e Regno Unito, ho maturato un forte interesse per il Medio Oriente e Nord Africa, con particolare attenzione per la Penisola Arabica e la storia moderna dell’Iran. Da settembre mi trovo a Bruxelles presso l’Université Libre de Bruxelles per un programma di Double Degree, ad approfondire le tematiche securitarie oltre  a quelle europee.

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