utenti ip tracking
venerdì 25 Settembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    L’India e l’emergenza coronavirus

    In 3 sorsi - Oggi l'India è tra le...

    Contagi, proteste e maltempo: i tanti guai della Corea del Sud

    In 3 sorsi - Il coronavirus sembra aver esacerbato...

    Il SURE dell’Unione europea a sostegno dell’occupazione

    In 3 Sorsi – La Commissione europea ha formalizzato...

    Il lungo inverno di Melbourne

    Analisi - Secondo appuntamento con un "Caffè agli antipodi"....

    Un grido dall’Iraq: cosa chiedono i manifestanti?

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 2 min.

    Ristretto – Le proteste che stanno animando l’Iraq sono il frutto di un malfunzionamento strutturale del sistema che probabilmente neanche un cambiamento di governo sarebbe in grado di modificare. Ma cosa chiedono davvero i manifestanti?

    I MOTIVI DELLE PROTESTE

    Nei primi giorni del mese di ottobre un’ondata di proteste anti-governative ha invaso le strade delle principali città irachene, dove la popolazione ha manifestato contro la corruzione politica, lo scarso accesso ai servizi e l’alto tasso di disoccupazione. Le forze di sicurezza sono intervenute per controllare le manifestazioni e il numero delle persone uccise è salito a 109 e circa 6.000 feriti in meno di una settimana dall’inizio delle proteste. Le Nazioni Unite e associazioni come Amnesty International hanno chiesto al governo iracheno di rispettare i diritti dei manifestanti, denunciando l’abuso di potere e l’uso della violenza.

    Il Primo Ministro Adel Abdu Mahdi si è dichiarato favorevole ad un incontro con i rappresentanti pacifici delle manifestazioni e lo stesso leader spirituale sciita, il Grand Ayatollah Ali al-Sistani, ha chiesto al governo di rispondere alle richieste della popolazione evitando una repressione violenta delle manifestazioni.

    Ma quali sono le cause delle proteste?

    I problemi strutturali: Nelle strade di Baghdad e non solo, i manifestanti chiedono le dimissioni del Primo Ministro Adel Abdul Mahdi e una riforma dell’intero establishment politico, corrotto e incapace di rispondere ai problemi del Paese. L’Iraq è il quarto paese al mondo per riserve petrolifere, eppure più dei 3/5 della popolazione vive con meno di 6 dollari al giorno. La disoccupazione giovanile ha raggiunto negli ultimi anni la soglia del 25% e vi è uno scarso accesso ai servizi di base come ospedali, scuole, acqua potabile e corrente elettrica. Nonostante un’apparente stabilità raggiunta dopo la sconfitta dello Stato Islamico e le elezioni parlamentari del maggio 2018, l’Iraq si trova a dover affrontare una serie di problematiche come il processo di ricostruzione delle aree liberate dall’IS e soprattutto la ristrutturazione di un’economia dilaniata dal conflitto. Le prospettive del primo semestre del 2019 risultavano positive grazie anche all’aumento del costo del greggio e al miglioramento delle condizioni di sicurezza ma ciò non ha comportato un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

    Fig.1- Un protestante sventola la bandiera dell’Iraq durante le manifestazioni a Baghdad il 5 ottobre 2019. (Photo by AHMAD AL-RUBAYE / AFP) (Photo by AHMAD AL-RUBAYE/AFP via Getty Images)

    Un regime change non apporterebbe comunque il cambiamento sistemico di cui l’Iraq avrebbe bisogno: nel medio periodo, la frammentazione settaria della società irachena non permetterebbe ai protestanti di agire in modo unitario e ottenere risultati concreti sul piano economico politico e sociale, i quali richiedono sicuramente strategie di lungo periodo.

    Altea Pericoli

    Immagine di copertina: al Jazeera

    Altea Pericoli
    Altea Pericoli

    Nata nel 1992, attualmente sono Dottoranda in Istituzioni e Politiche e cultrice di Storia e Istituzioni del Mondo Musulmano presso l’Università Cattolica di Milano. I miei interessi di ricerca riguardano la geopolitica dell’area MENA e la visione islamica dell’aiuto umanitario e allo sviluppo. Dal 2018 collaboro al coordinamento del Desk Medio Oriente e Nord Africa.

    Dei viaggi e del caffè (americano) non potrei mai fare a meno!

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite