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    Riforma MES: ecco come cambia l’Eurozona

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    In 3 Sorsi – La riforma MES fa parte di un pacchetto completo di misure al fine di approfondire l’Unione economica e monetaria Europea. I ministri dell’Eurogruppo hanno raggiunto un accordo di principio nella riunione del Consiglio Europeo del 13 dicembre 2019, a seguito dell’approvazione del testo definitivo. La discussione è stata rinviata in questo primo trimestre del 2020, ove sarà necessario un accordo politico per l’attualizzazione. Nel dettaglio sono riportate le principali novità della Riforma.

    1. BACKSTOP COMUNE

    La riflessione di una possibile riforma del Meccanismo Europeo di stabilità (MES) è iniziata nel dicembre 2017 a seguito della presentazione di un pacchetto di proposte da parte della Commissione Europea. Pacchetto che mira ad approfondire un più ampio processo di ampliamento dell’Unione economica e monetaria Europea. La riforma intende fornire una base giuridica alle future funzioni attribuite al Meccanismo. L’innovazione principale introdotta dalla riforma è quello di assegnare al MES la funzione di sostegno comune al Fondo di Risoluzione Unica per le banche common backstop”. Ciò si traduce nella disponibilità del MES a essere utilizzato dal fondo per le risoluzioni bancarie, raddoppiando in tal modo i fondi disponibili del Fondo di risoluzione unica (SRF). Tale fondo è stato istituito dall’Unione Europea per la risoluzione delle banche in dissesto. Con l’introduzione del cosiddetto backstop per il Fondo di risoluzione unico. Il MES potrà finanziare il fondo con una stima fino a 55 miliardi, rendendo gli istituti più sicuri. In sostanza, qualora l’SRF sia esaurito, il MES può fungere da riserva e prestare fondi necessari per finanziare una risoluzione. Questo implicherebbe fornire una linea di credito revolving da parte del MES. Il backstop comune sarà utilizzato solo come prestatore di ultima istanza.

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    Fig. 1 – Una manifestazione di protesta contro il MES in Italia

    2. LE LINEE DI CREDITO PRECAUZIONALI

    In aggiunta, la Riforma intende rendere più efficaci le linee di credito disponibili, quali la linea di credito condizionata precauzionale (PCCL) e la linea di credito soggetta a condizioni rafforzate (ECCL). Le linee di credito precauzionali sono concesse dal MES a uno Stato prima che esso si trovi in difficoltà nel reperire fondi sul mercato dei capitali, in modo di evitare l’aggravarsi di crisi finanziarie. Le linee di credito precauzionali sono riconducibili a prestiti o emissioni di nuovi titoli azionari. Le linee di credito PCCL sono a disposizione degli Stati membri la cui situazione economica e finanziaria risulti stabile e che soddisfino alcuni criteri di ammissibilità. Tra essi rientrano l’aver un disavanzo pubblico non superiore al 3% del PIL, un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e non avere gravi vulnerabilità del settore finanziario. Nel caso di richiesta di PCCL sarà necessario firmare una semplice lettera di intenti e impegnarsi a rispettare la costanza nel mantenere tali requisiti. Non saranno presenti obblighi di firma di memorandum e pacchetti di riforme. Viceversa, l’accesso a un ECCL è a disposizione degli Stati membri la cui situazione economica e finanziaria continui a essere stabile, ma che non soddisfano i criteri di ammissibilità della PCCL. Con una firma di una lettera di intenti il richiedente si impegna a adottare misure correttive per liquidare il divario esistente. Obiettivamente si tratta di risoluzioni volte a evitare problemi futuri nel reperire finanziamenti sul mercato.

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    Fig. 2 – Christine Lagarde, da poco alla guida della Banca Centrale Europea

    3. LE CLAUSOLE DI AZIONI COLLETTIVE (CAC) E LE PROSPETTIVE DELLA RIFORMA

    La riflessione sulla riforma ha portato a ragionare e cercare di risolvere uno dei punti più controversi in questione: la ristrutturazione del debito. Con l’attualizzazione della riforma, a partire dal 2022, per ristrutturare il debito pubblico di uno Stato dell’Eurozona basterà riunire un’unica assemblea “CAC a braccio singolo”. Ciò implicherebbe una sola assemblea di obbligazionisti titolari di tutti le emissioni sovrane. Questo al fine di ridurre il rischio emerso nel caso del default finanziario greco, dove per la ristrutturazione del debito si dovette assistere a decine di assemblee di obbligazionisti, complicando le tempistiche di procedure di ristrutturazione. I CAC a braccio singolo consentono di evitare che un piccolo gruppo di obbligazionisti decida di non prendere parte alla ristrutturazione. Nel contesto esaminato, il MES avrà un ruolo di mediazione tra lo Stato membro e investitori privati. Coinvolgimento che avverrà su base volontaria e temporanea. Nella bozza modificativa del Trattato, non viene dimenticata l’importanza della cooperazione tra MES e Commissione Europea. Collaborazione data dall’intesa che avranno le due realtà nella progettazione della stabilità finanziaria europea, nonché nella valutazione della sostenibilità del debito di uno Sato membro. La possibile attualizzazione della Riforma inciderà sul futuro dell’Unione monetaria Europea nel compiere progressi nella realizzazione di un’unione dei mercati di capitali in Europa. Il MES si tradurrebbe in un pieno strumento di competitività dell’area Euro.

    Enrico Diana

    Enrico Diana

    Abruzzese e ottimista di nascita in possesso di un B.A in Political Science. Attualmente studente in Management and Finance presso l’ateneo “LUMSA”. Coinvolto da sempre dalle tematiche di politica estera e scenari macroeconomici. Ferreo sostenitore dell’innovazione tecnologica come strumento al servizio delle persone. Oltre alla passione per le Relazioni Internazionali ed Economiche, dedica il suo tempo a dare consigli sul benessere fisico e a godersi la sua buona cucina.

     

     

     

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