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    Biden e Sanders alla sfida del “mini Super Tuesday”

    In breve

    • Sei stati e 365 delegati da assegnare in questa giornata di elezioni.
    • In gioco vi è la “fuga” di Joe Biden oppure il recupero di Bernie Sanders.
    • Entra però un nuovo fattore in queste elezioni, specialmente nello stato di Washington – oggi alle urne: la Covid-19, che potrebbe frenare l’affluenza.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi Torna alle urne dopo il Super Tuesday il Partito Democratico: sei stati al voto e 365 delegati da assegnare. Vediamo insieme cosa accadrà nella sfida tra Biden e Sanders.

    1. CONSEGUENZE DEL SUPER TUESDAY SULLE PRIMARIE DI OGGI

    Il Super Tuesday ha segnato un divario netto all’interno del Partito Democratico, con Joe Biden in vantaggio rispetto a Bernie Sanders in termini di delegati, 664 totali per il primo rispetto ai 573 del secondo. Per il Senatore del Vermont, sarà difficile ristringere il divario tra i due prima della Democratic Convention di luglio, e nel caso non riuscirà, la vittoria andrà numericamente a Biden. Ciò che ha favorito nettamente la campagna di quest’ultimo è stata la rinuncia alla corsa elettorale di molti candidati democratici, come Amy Klobachar, Pete Buttigieg e Michael Bloomberg. Il Super Tuesday, o prima o dopo essersi concluso, ha creato delle conseguenze da non sottovalutare per tutti i contendenti. Buttigieg e Klobachar hanno annunciato il proprio ritiro prima del Super Tuesday, comunicando poco dopo il proprio appoggio a Biden e chiedendo ai propri donatori di agire nel medesimo modo e aiutare la sua campagna economicamente; Bloomberg ha invece annunciato il proprio ritiro in seguito al voto, dopo aver ottenuto pochi delegati. Successivamente alla sua rinuncia, anche l’ex Sindaco di New York ha deciso di appoggiare Biden come candidato democratico ideale, spostando tutto il denaro investito sulla campagna dell’ex Vicepresidente. Anche Elisabeth Warren ha rinunciato alla corsa elettorale ma, contrariamente agli altri tre candidati, non ha ancora dichiarato se appoggerà qualcuno.

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    2. SEI STATI, 365 DELEGATI

    Oggi sono sei gli stati alle urne: Idaho, Michigan, Mississippi, Missouri, North Dakota e Washington e 365 i delegati da assegnare in totale. Stati in cui potrà non essere difficile per Biden rimanere in vantaggio, e invece potrebbe essere complicato per Sanders rimontare.

    Il vero scontro si terrà in Michigan dove, nel 2016, Sanders vinse, e bene, contro Hillary Clinton. Il Michigan è infatti lo stato che mette in palio la maggior parte dei delegati di questa giornata, precisamente 125, e che oggi vede Biden in vantaggio negli exit polls secondo il Detroit News, ma pone Sanders comunque in una posizione positiva. Se l’ex Vicepresidente vincesse, inizierebbe ad avere la nomination in tasca.

    Come accennato precedentemente, Warren non ha appoggiato nessun candidato. Questa “mancanza di appoggio” non aiuta i sostenitori di Warren che oggi mercoledì 10 marzo non sapranno chi votare, e non aiuta il partito in generale dato che si trova ancora diviso e frammentato, seppur con una tendenza nel sostenere ormai Biden. Le idee di Elisabeth Warren e di Bernie Sanders, si possono considerare simili e data la recente battuta d’arresto della campagna di Sanders, un appoggio dell’ormai ex candidata lo aiuterebbe sicuramente.

    Un ulteriore problema per Sanders risiede nel fatto che i candidati che si sono ritirati hanno in realtà solamente “sospeso” la propria corsa elettorale. In questo modo, i propri delegati non vengono redistribuiti ugualmente tra i candidati rimasti, ma al contrario, ogni candidato li può tenere fino alla Democratic Convention, spendendoli poi a seconda delle alleanze e delle convenienze

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    3. TUTTI STATI DEMOCRATICI, QUESTO AIUTA?

    La maggior parte degli stati alle urne oggi sono prevalentemente riconosciuti come stati democratici, conseguentemente l’affluenza sarà maggiore, ma questo aiuterà veramente i candidati? Come riporta 270ToWin, i polls annunciano una vittoria di Biden in quasi tutti e sei gli stati, tranne che nello stato del Washington, dove Sanders è in vantaggio. Nonostante ciò vi è un nuovo fattore da considerare che mette in dubbio gli exit polls, specialmente in questo stato: vi sono stati molteplici casi legati all’epidemia globale della Covid-19. Bisogna chiedersi se, nonostante il virus, le persone si recheranno effettivamente o meno alle urne. Oggi ci poniamo questo quesito per lo stato di Washington, ma bisognerà capire quali saranno realmente le conseguenze di questa epidemia sulle primarie in generale.

    In conclusione, come sempre, gli exit polls sono da considerare come probabili e non effettivi, data la volatilità del sistema. Inoltre, come accennato, tutte le conseguenze derivate dal Super Tuesday e il nuovo fattore legato alla Covid-19, potranno essere decisive sui risultati finali.

    Giulia Anderson

    Immagine “Joe Biden at McKinley Elementary School” by Phil Roeder is licensed under CC BY

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    Giulia Valeria Anderson
    Giulia Valeria Anderson

    Laureata magistrale in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, specializzando il percorso sui rapporti USA-Medio Oriente – con un focus sulla politica estera statunitense verso l’Iraq e i Curdi. Attualmente mi dedico alla ricerca e la redazione di analisi, tutto mentre bevo un buon caffè e leggo un bel libro.

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