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    La ragnatela

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    Come un ragno che tesse lentamente la sua tela per poi catturare la preda, così la strategia dei coniugi Kirchner, leader dell'Argentina, è volta a mettere sempre più in difficoltà il principale gruppo di potere oppositore, rappresentato dal gruppo mediatico “Clarín”. Con un obiettivo implicito ma abbastanza chiaro: ottenere la rielezione alle Presidenziali del 2011.

    ANTEFATTO – Il rapporto tra mass media e potere è sempre stato critico, e anche nelle democrazie più avanzate non mancano contrasti o tentativi da parte delle autorità di Governo di “tenere a bada” giornali e televisioni. In Argentina tale dinamica è particolarmente intensa da circa un anno e mezzo, durante il quale l'esecutivo di Cristina Kirchner (che sarebbe più opportuno considerare un “tandem” vista l'influenza decisiva del marito Néstor, già Presidente dal 2003 al 2007) ha intentato una dura battaglia contro il gruppo mediatico “Clarín”, il più influente del Paese in quanto titolare, oltre che dell'omonimo quotidiano (che insieme a “La Nación” è il più letto), di un network di televisioni via cavo, del principale provider di servizi Internet e di stazioni radio. La Casa Rosada ha segnato il primo punto a suo favore ottenendo l'approvazione, nel 2009, di una controversa legge (leggi l'articolo del “Caffé”) sulle telecomunicazioni che limitava drasticamente il numero di licenze per le trasmissioni radiotelevisive, con l'intento dichiarato di contrastare gli oligopoli (e quindi il grande potere del gruppo “Clarín”). Un secondo successo per il Governo era stato raggiunto ad autunno scorso, quando il Governo intervenne per “salvare” la trasmissione delle partite del campionato di calcio sottraendole alla società titolare dei diritti (in joint-venture con il gruppo “Clarín”) e pagando di tasca propria per trasmettere gli incontri in chiaro: un bel colpo per l'immagine appannata dell'esecutivo, specialmente in un Paese dove il calcio è considerato di vitale importanza.

    OGGI – Torniamo al presente e all'ultima “stoccata” dei Kirchner. Il Governo ha infatti revocato nei giorni scorsi la licenza di Fibertel, principale fornitore di servizi Internet in Argentina controllato dal “Clarín”, giustificando tale atto con il fatto che la fusione avvenuta anni addietro con Cablevisión (che provocò l'inclusione della società nel grande gruppo mediatico) sarebbe irregolare perchè avvenuta senza la previa autorizzazione dell'autorità garante delle Telecomunicazioni.

    L'offensiva non si è fermata qui, ma è proseguita anche sul lato della carta stampata. Cristina Kirchner infatti, nel corso di una conferenza stampa, pochi giorni fa ha annunciato la pubblicazione dell' “Informe Papel Prensa: la verdad”, un'inchiesta condotta dalle autorità nei confronti di Papel Prensa, principale produttrice di carta per quotidiani controllata, oltre che da “La Nación”, manco a dirlo anche dal “Clarín” (oltre che in minor parte anche dal Governo). Secondo il rapporto, Papel Prensa abuserebbe del proprio potere di mercato e l'attuale assetto proprietario sarebbe stato originato da una delle tante pagine oscure della dittatura militare di fine anni '70: in pratica, i precedenti proprietari sarebbero stati costretti a vendere l'azienda sotto minaccia da parte dei membri della Giunta dittatoriale.

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    GLI OBIETTIVI – Al di là delle dichiarazioni ufficiali, tese a manifestare la difesa da parte del Governo della democrazia e della libertà di stampa, il vero obiettivo di questa campagna sembra essere proprio il gruppo “Clarín”, che in Argentina, Paese in cui purtroppo chi conta davvero sono alcuni oligopoli (come, ad esempio, quella dei produttori agricoli), costituisce un centro di potere influente ed alternativo a Cristina Fernández e Néstor Kirchner.

    Lo scopo è, nel breve periodo, quello di far recuperare consensi al Governo, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno fra un anno. Molto probabilmente Néstor Kirchner si riproporrà alla guida del Paese, avendola lasciata solo formalmente per cedere il posto alla moglie (in Argentina la Costituzione non consente che uno stesso individuo possa essere eletto per due mandati consecutivi). Per fare ciò, la coppia ha bisogno di contrastare i propri avversari dentro e fuori dal Parlamento. L'opposizione parlamentare, nonostante attualmente costituisca la maggioranza, è troppo frammentata e difficilmente le prossime elezioni potranno essere vinte da una formazione non appartenente al Peronismo, “oficialista” o dissidente che sia.

    I Kirchner possono sfruttare una congiuntura economica tornata ad essere favorevole: le stime prevedono una crescita del PIL dell'8% per il 2010. Pochi Paesi in Sudamerica soffrono però come l'Argentina di una ciclica instabilità macroeconomica, dovuta all'eccessiva dipendenza dallo sfruttamento delle risorse agricola, quindi non è scontato che questa condizione propizia duri a lungo.

    Da ultimo, appunto, la strategia messa in atto contro il “Clarín” rappresenta il compimento della ragnatela evocata nel titolo dell'articolo. Da qui a un anno, però, potrebbero ancora succedere molte cose in un Paese per nulla scontato come quello sudamericano.

    Davide Tentori

    redazione@ilcaffegeopolitico.it

    Davide Tentori
    Davide Tentori

    Sono nato a Varese nel 1984 e sono Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche presso l’Università “Cattolica” di Milano con una tesi sullo sviluppo economico dell’Argentina dopo la crisi del 2001. Il Sudamerica rimane il mio primo amore, ma ragioni professionali mi hanno portato ad occuparmi di altre faccende: oggi infatti lavoro a Roma presso l’Ambasciata Britannica in qualità di Esperto di Politiche Commerciali. In precedenza ho lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove mi sono occupato di G7 e G20, e a Londra come Research Associate presso il dipartimento di Economia Internazionale a Chatham House – The Royal Institute of International Affairs. Sono il Presidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del Desk Europa

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