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    In breve

    • Gli interventi adottati per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in Polonia.
    • L’ambito di applicazione del piano economico del Governo polacco.
    • L’incertezza sulle elezioni presidenziali e una potenziale minaccia allo Stato di diritto.

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    In 3 sorsi – Nel pieno della pandemia da Covid-19, la Polonia annuncia un pacchetto di misure di sostegno economico, ma non rinuncia a posticipare le elezioni presidenziali. Vediamo nel dettaglio le ripercussioni economiche e politiche derivanti dalla diffusione del virus nel Paese.

    1. LA RISPOSTA DELLA POLONIA ALLA PANDEMIA

    In seguito alla rapida propagazione del nuovo Coronavirus in tutto il mondo, intere nazioni hanno adottato, inasprito e prorogato le proprie misure di contenimento, drastiche ma necessarie, per poter fronteggiare tale emergenza. 
    A tale riguardo la Polonia, oltre alle disposizioni contenute all’interno della Costituzione e nell’Atto sullo stato di disastro naturale del 2002, il 15 marzo 2020 ha disposto una serie di misure restrittive volte a prevenire e combattere il contagio. Ormai ben note anche al di fuori dei confini polacchi, rilevano per esempio il distanziamento sociale, l’invito a uscire di casa solo per esigenze lavorative o di estrema necessità, l’obbligo di indossare, a partire dal 15 aprile, guanti e mascherine nei luoghi pubblici e sui luoghi di lavoro e la chiusura degli esercizi commerciali e delle attività produttive non ritenute indispensabili. 
    In un clima di generale preoccupazione e incertezza derivante dalla pandemia da Covid-19 che, a fine aprile, presentava 12.218 contagi e 596 decessi, è il futuro economico e politico della Polonia a essere oggi al centro del dibattito. 

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    Fig. 1 – Anche in Polonia il lockdown si è fatto sentire in tutti i suoi effetti

    2. LE PROSPETTIVE ECONOMICHE E POLITICHE DELLA COVID-19

    Prima che il Coronavirus scoppiasse e colpisse l’economia mondiale, la Polonia era uno dei Paesi dell’Unione europea (UE) con una forte crescita economica. Tuttavia, a causa della diffusione del virus, le difficoltà derivanti dal blocco economico imposto dal Governo e la stima elaborata dall’Istituto di Statistica polacco circa un calo del 4,7% del PIL nell’anno 2020 hanno portato il Parlamento a predisporre un rescue package del valore di 212 miliardi di zloty, equivalente a circa 50 miliardi di euro. Esso ha cinque scopi principali, vale a dire garantire sostegni alle imprese, favorire il mercato del lavoro, supportare l’economia nazionale attraverso investimenti pubblici, finanziare il settore sanitario e assicurare liquidità agli istituti di credito. 
    Oltre all’impatto economico, il Coronavirus sta avendo delle ricadute anche sul fronte politico, in merito alla convocazione delle elezioni presidenziali programmate per il 10 maggio prossimo. A tale riguardo la Polonia sta attraversando una fase di scontro e di confusione che vede da un lato il partito politico di destra alla guida del Paese, Diritto e Giustizia (PiS), insistere affinché siano tenute le elezioni, e dall’altro l’opposizione che invece fa leva non solo sui rischi che deriverebbero, in termini di crescita dei possibili contagi, nel permettere alle persone di recarsi alle urne, ma anche sulla legittimità del voto stesso. Con molta probabilità, l’affluenza sarebbe ridotta ai minimi termini e il Presidente sarebbe eletto sulla base di una debole legittimazione popolare. Per ovviare al problema, il vicepremier Gowin, leader di Porozumienie e alleato del PiS, ha proposto un’estensione da 5 a 7 anni del mandato dell’attuale Presidente Duda, che, tuttavia, necessiterebbe di una modifica costituzionale che sarebbe difficilmente approvata dall’opposizione. Quest’ultima infatti ritiene che la soluzione migliore sia rinviare semplicemente la data del voto. Infatti, se il Governo dichiarasse lo stato di emergenza nel Paese – decisione che non sembra essere presa in alcun modo in considerazione – tale proroga sarebbe legittima in base all’articolo 228.7 della Costituzione. 

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    Fig. 2 – Il Presidente polacco Andrzej Duda

    3. GLI INTERVENTI ECONOMICI IN UNA DEMOCRAZIA IN LOCKDOWN

    Senza ombra di dubbio, l’impatto economico è una tra le conseguenze più rilevanti che derivano dalla diffusione della Covid-19, che purtroppo continua a colpire incessantemente il mondo. Per fronteggiare l’emergenza e sostenere l’economia nazionale, tutti gli Stati, legati da un destino comune, hanno varato il proprio piano economico, inclusa la stessa Polonia. Tuttavia, alle intrinseche difficoltà connesse alla pandemia, si aggiunge nel Paese un quadro politico potenzialmente antidemocratico, che metterebbe seriamente a rischio sia la salute dei propri cittadini che il rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto e della democrazia.
    In democrazie relativamente fragili come la Polonia, la posta in gioco è molto alta perché non è richiesta soltanto una gestione della crisi da un punto di vista economico, ma anche una gestione politica che sia in grado di assicurare un processo elettorale democratico e in linea con le volontà espresse dai suoi elettori. 

    Federica Donati

    Photo by kaboompics is licensed under CC BY-NC-SA

    Federica Donati
    Federica Donati

    Classe 1990, con una laurea magistrale in Giurisprudenza e un master in Diritto Pubblico Internazionale conseguito alla Middlesex University a Londra. Oltre alle relazioni politico-economiche dell’UE, il terrorismo, la difesa e la sicurezza internazionale sono le tematiche che prediligo e più mi appassionano. Ho un’anima retrò, amo le peonie, l’impressionismo e il dipinto di George Stubbs ‘Whistlejacket’.

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