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    Il Vietnam apre all’Europa

    In breve

    • Il Vietnam sembra aver affrontato con successo l’emergenza Covid-19, ma la sua economia ha comunque risentito della crisi.
    • Il nuovo accordo di libero scambio con la UE rappresenta dunque una grande opportunità di rilancio, soprattutto per alcuni settori commerciali e manifatturieri.
    • Inoltre l’accordo offre alla UE la possibilità di una maggiore presenza economica nel Sud-est asiatico, grazie al ruolo centrale del Vietnam nell’ASEAN.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi L’8 giugno è stato finalmente ratificato l’Accordo di libero scambio e di investimenti tra il Vietnam e la UE, chiudendo un lungo percorso negoziale iniziato nel 2015. L’accordo permetterà alla UE di integrarsi gradualmente nell’area ASEAN, mentre il Vietnam avrà una maggiore capacità di attrarre capitali esteri. 

    1. LECONOMIA DEL VIETNAM DOPO LA COVID-19

    Il Vietnam è tra i Paesi asiatici che hanno risposto meglio all’emergenza Covid-19. Tra i fattori vincenti  l’immediata attivazione delle misure sanitarie per il contrasto alla sua diffusione attivate già a fine gennaio. Le procedure di prevenzione si sono basate sulla chiusura di tutte le attività economiche e sociali non indispensabili, oltre al tracciamento dei possibili contagiati.
    Grazie agli sforzi coordinati di Autorità pubbliche e aziende sanitarie è stato creato un primo kit per verificare la positività alla Covid-19. Questo ha permesso al Vietnam di poter fare regolarmente 2mila test al giorno nella primissima fase di diffusione del virus. Oggi il Paese può contare su una produzione industriale di test e il risultato è che ha avuto solamente 349 contagiati e zero decessi da Covid-19.
    Ma le attività produttive sono riprese solo a partire dal 22 aprile. I danni si sono sentiti soprattutto nel comparto turistico e in quello dell’automotive. Le piccole e medie imprese del settore manifatturiero hanno registrato un calo medio produttivo del 15% e solo nei primi tre mesi dell’anno sono fallite 35mila aziende
    Tuttavia i danni economici rispetto a moltissimi altri Paesi sono stati molto contenuti. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) calcola che il PIL vietnamita si assesterà a fine anno attorno al 2,7%, contro la media del -3% mondiale, risultando essere uno dei più alti nel 2020.

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    Fig. 1 – I vietnamiti tornano in spiaggia dopo l’emergenza Covid-19, 31 maggio 2020

    2. I PUNTI CRUCIALI DELLACCORDO

    In Italia il calo previsto del PIL è invece del 9% e il recente accordo tra Bruxelles e Hanoi può quindi essere visto solo positivamente. Il Vietnam infatti è uno dei principali partner commerciali dell’Italia in Asia. 
    Secondo uno studio commissionato dalla UE, si stima che entro il 2035 il valore delle esportazioni europee verso il Vietnam potrebbe aumentare mediamente di 8,3 miliardi euro all’annoL’accordo permette di eliminare da subito il 65% dei dazi doganali tra le due parti e progressivamente questa soglia crescerà fino a raggiungere il 99% entro 10 anni. Questo anche per dare tempo a determinati settori di poter adattarsi, diversificare o convertire la produzione di beni o servizi, danneggiati da prezzi troppo competitivi. 
    Secondo Confidustria cresceranno soprattutto le esportazioni italiane di prodotti in cuoio, prodotti farmaceutici, tessuti, gomma, indumenti e macchinari elettrici. Oltre ai certificati di origine e di conformità, saranno riconosciuti e protetti anche marchi e proprietà intellettuali.
    Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di rispettare l’accordo di Parigi sul clima. Fra gli impegni del Governo vietnamita c’è invece il rafforzamento della normativa su sicurezza e tutela dei lavoratori. Inoltre l’accordo permetterà agli investitori europei di accedere alle gare d’appalto pubbliche e dei servizi in Vietnam.

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    Fig. 2 – Federica Mogherini, allora Alto rappresentante per la politica estera UE, durante la sua visita in Vietnam dell’agosto 2019

    3 RISCHI E OPPORTUNITÀ

    L’accordo prevede il riconoscimento e ladozione da parte del Vietnam di regole e standard qualitativi europei alimentari e non. In più Hanoi si impegna a proteggere 169 prodotti europei dotati di marchi di indicazione geografica.
    Per l’Italia ciò significa una maggiore tutela dei propri prodotti del comparto agroalimentare e un possibile aumento delle esportazioni. Vini come il Barolo o il Franciacorta saranno protetti grazie all’accordo dalla contraffazione e beneficeranno di una riduzione dal 48% al 50% dei dazi nei prossimi 7 anni. 
    Dal punto di vista del Vietnam il basso costo della manodopera locale incentiverà gli investimenti esteri, stimolando la crescita economica, riducendo la disoccupazione e rafforzando l’integrazione regionale. Proprio per questi motivi si calcola che i guadagni più significativi in termini di PIL saranno a favore del Vietnam. D’altra parte l’accordo potrebbe favorire maggiori interscambi commerciali tra Europa e Paesi asiatici, attraverso nuove triangolazioni. Il Vietnam, infatti, è uno Stato dell’ASEAN e tra i membri vige l’Asean Free Trade Area (AFTA) ovvero un ulteriore accordo di libero scambio.

    My Ding Hua

    Vietnamese Flags and Tet Decorations along a Street in Saigon, Vietnam” by wuestenigel is licensed under CC BY

    My Ding Hua

    Nata nella città di Ho Chi Minh sono residente in Italia da quando avevo 5 anni. Ho una laurea triennale in Lingue, Culture e Società dell’Asia Orientale e una Laurea magistrale in Relazioni Internazionali Comparate (Asia-Europa) conseguito presso L’Università Ca’ Foscari di Venezia. In coerenza con i miei studi, mi interesso di relazioni economiche, sociali e politiche tra i paesi asiatici  e i paesi membri dell’Unione Europea.

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