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Germania, la Grosse Koalition tra rigore e solidarietà

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In Germania cominciano le trattative per la nuova Grosse Koalition: SPD e CDU sono alle prese con reciproche concessioni, ma i cristiano-democratici possono contare sul maggior consenso elettorale e sulla preferenza dell’opinione pubblica tedesca per le politiche di rigore economico.

 

1. LE NEGOZIAZIONI – Dopo circa un mese di attesa e di esplorazioni incrociate, in Germania SPD e CDU hanno avviato la fase decisiva delle trattative per la formazione di un nuovo Governo entro Natale. Sono due i punti sui quali si ha assoluta chiarezza: l’esecutivo sarà affidato ad Angela Merkel e i cristiano-democratici avranno un ruolo preponderante, considerato che tra i due schieramenti i punti percentuali di distanza alle elezioni sono stati quasi 15. Restano tuttavia da definire alcuni aspetti fondamentali della futura Grosse Koalition, ossia – e non è da poco – i punti programmatici da attuare, ma in questo senso sembra che possa essere raggiungibile un accordo per il quale da un lato la SPD otterrà alcune concessioni nei temi di politica sociale, dall’altro la CDU manterrà il monopolio sull’economia e sui rapporti con l’Europa.

 

2. RECIPROCHE CONCESSIONI – Secondo le ultime notizie, infatti, sembra che Angela Merkel sia disposta a cedere sull’introduzione di un salario minimo nazionale, abbandonando il proprio progetto di una revisione della retribuzione dei lavoratori su base regionale: «Se poniamo paletti su ogni singola questione, non cominceremo nemmeno la trattativa. – Ha affermato il Cancelliere. – La richiesta dei socialdemocratici per uno stipendio base di 8,50 euro l’ora giocherà un ruolo in futuro, perché non è la nostra visione». Tuttavia, Merkel ha ammesso che una tale apertura sia inevitabile per la formazione del Governo. Da parte sua, la SPD ha accettato il compromesso, rinunciando alla richiesta di una maggiore tassazione dei redditi più elevati e subendo in qualche modo anche la posizione di parte della CDU circa la priorità delle politiche di rigore rispetto a quelle di solidarietà: «Il 40% degli elettori, – dichiara il ministro delle Finanze Schaeuble, – ha scelto di sostenere il progetto dei conservatori, mentre il supporto alla SPD è molto inferiore».

 

3. L’ALLERTA DEGLI INDUSTRIALI – Sulle trattative per la formazione del Governo, però, grava anche la posizione di alcuni esponenti dell’industria tedesca, soprattutto quella automobilistica, impensieriti dall’eventualità – ritenuta plausibile da molti cristiano-democratici – che una maggiore spesa sociale e modifiche in senso espansivo delle politiche salariali potrebbero essere addirittura dannose al sistema, al punto che Zetsche, amministratore delegato di Daimler, lancia un allarme: «Se le condizioni in Germania dovessero deteriorarsi, potremmo riflettere sul trasferimento della produzione all’estero». La trattativa tra SPD e CDU, quindi, deve ancora affrontare temi chiave, sui quali, però, i cristiano-democratici possono vantare una posizione di forza sostenuta dall’opinione pubblica.

 

Beniamino Franceschini

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Beniamino Franceschini
Beniamino Franceschini

Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali e dottorando di ricerca in Scienze Politiche all’Università di Pisa, sono specializzato in geopolitica e marketing elettorale. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e collaboro al coordinamento del desk Africa. Ho un gatto bianco e rosso chiamato Garibaldi.

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