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    Il puzzle europeo: se il multiculturalismo passa di moda – II

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    Puoi leggerlo in 4 min.

    Seconda parte della nostra carrellata su come l'integrazione degli immigrati è intesa in Europa. Dopo avere trattato Germania ed Inghilterra, vediamo come Francia, Paesi Bassi, Nord Europa ed Italia vivono questo momento di potenziale contrasto tra culture e tradizioni all'interno delle proprie società. Esiste, o esisterà, una sintesi europea? Parte II

    Parte II

    FRANCIA E ASSIMILAZIONISMO – La Francia si é sempre posta in un'ottica di forte contrapposizione al modello tipico di multiculturalismo. A causa della sua storia, e degli eventi alla base della sua formazione, la Repubblica ha continuamente insistito sulla necessità che gli immigrati siano assimilati nel suo sistema sociale, e in questo il sistema francese si pone in netta contrapposizione con l'idealtipico sistema britannico più definibile come "integrazionista". Questo é riscontrabile ad esempio nell'applicazione del diritto, che solitamente non riserva un trattamento preferenziale a minoranze o gruppi etnici, e per il quale solo recentemente sono stati adottati provvedimenti contrari a questa logica (provvedimenti spinti dal numero molto alto di comunità islamiche nel paese). Rimane quindi il fatto che in entrambi i paesi sia stata notevole l'attenzione per la diversità, benché forse l'obbiettivo sia stato dettando da esigenze di controllo sociale più che ad un effettivo miglioramento delle vite dei cittadini. Le immagini degli eventi della Banlieue Parigine hanno ovviamente fatto il giro del mondo, e benché siano state prova del fatto che alcune crepe sociali siano profonde e difficili da ricucire, il sistema "assimilazionista" non viene messo in dubbio. Rimane comunque il fatto che spesso i 3.5 milioni di stranieri, su una popolazione di 62 milioni di abitanti, siano usati come leva dalla classe politica di destra per suscitare pressioni populiste verso l'elettorato. I 6 milioni di mussulmani presenti in Francia sono stati coinvolti in numerose situazioni conflittuali a seguito delle decisioni politiche (ad esempio quella che vieta l'uso del burqa nelle scuole), e le percentuali degli studenti musulmani iscritti alle scuole, superano in alcune zone il 50% degli studenti iscritti. Recentemente inoltre le politiche di allontanamento delle popolazioni di etnia Rom hanno suscitato aspre critiche nel dibattito europeo, e la Commissione ha già inviato una lettera formale per chiedere che le circolari "incriminate" fossero rimosse.

    PAESI BASSI E CRISI DEL MODELLO DI TOLLERANZA – Il sistema culturale olandese, ad oggi, sembra essere fortemente in crisi riguardo il Multiculturalismo. Esempi di questo sono le risposte politiche alle uccisioni di Theo Van Gogh e Pim Fortuym. Il PVV, Partito della Libertà di Geert Wilders, ha ottenuto un sempre più ampio margine di vantaggio in Olanda, cavalcando l'onda di paura generata, tant'è che ad oggi risulta essere la terza forza politica nel paese, e sulla spinta di questi valori anti-integrazionisti sta per diventare l'ago della bilancia dell'arena politica olandese. 

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    I PAESI DEL NORD EUROPA – Aumentano secondo i sondaggi i sentimenti di carattere populista anche nei paesi nordici. Le percentuali di immigrati sono considerevolmente cresciuti nel tempo, e date le caratteristiche strutturali del sistema di assistenza sociale, molti degli Stati hanno improvvisamente invertito la rotta in fatto di immigrazione. Sono richiesti maggiori titoli per l'inserimento lavorativo, test di lingua o di cultura generale, al fine di risiedere nello stato (ad esempio in Norvegia). In generale quindi la reazione é quella di un "ripiegamento impaurito sulle identità nazionali" (Offeddu –Corriere della Sera).

    ITALIA: UN PONTE "TRAFFICATO" PER L'EUROPA – La situazione in Italia é particolarmente delicata per quanto riguarda il tema del multiculturalismo. Se infatti la sua posizione geografica la pone in evidente difficoltà poiché tramite per flussi migratori che si spingono verso il centro Europa, le politiche conseguentemente adottate non sembrano essere state apprezzate dal resto del "sistema Europa". La percentuale dei votanti per i partiti di destra xenofobi é sempre in crescita, e crescono in Italia i fenomeni di non accettazione della diversità. Ad accompagnare questo evidente disinteresse per il multiculturalismo vi é una notevole difficoltà per l'inserimento nel mondo del lavoro, una scarsa struttura di accoglienza, un forte carico burocratico per le eventuali richieste di soggiorno, a cui si accompagna la spesso più facile via dell'illegalità che non fa che rendere più instabile la situazione sociale e più facilmente attaccabile il sistema attuale di "multiculturalismo". Il sistema di integrazione italiano rimane a cavallo tra quello britannico e francese, ed é importante il recente richiamo del Presidente della Repubblica affinché le istituzioni italiane ed europee guardino ad un sistema di integrazione che si accettabilmente condiviso, e che vada a tutelare le minoranze in un processo di armonizzazioni con le culture dominanti locali.

    UN CAMMINO DIFFICILE – L'ultimo decennio si é dimostrato uno dei più complessi per la gestione dei processi di gestione del multiculturalismo. Le banlieue parigine, i problemi nelle baraccopoli africane di Rosarno, e più in generale l'aumento delle problematiche relative ai fenomeni migratori in tutta Europa, sono solo alcuni degli esempi di quanto complessa e tesa sia la situazione in Europa. I giovani di seconda o terza generazione (termine che spesso non risulta opportuno utilizzare) dei paesi con una tradizione migratoria più radicata, si sentono maggiormente legati ai paesi di origine dei genitori o dei nonni che a al paese nel quale sono nati e cresciuti; al contempo la popolazione locale si sente minacciata dagli elementi culturali non autoctoni che sembrano soffocare la cultura sociale del luogo. Molto si può decidere in questo delicato momento della storia europea, poiché l'Unione rischia di diventare un quadro desolante di conflitti sociali brucianti, se non vi sarà un intervento congiunto ed unitario da parte delle istituzioni per evitare che ciò accada.

    Samuele Poletto redazione@ilcaffegeopolitico.net 4 Novembre 2010

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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