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    Lo scorso 20 novembre i leader dei paesi NATO si sono riuniti a Lisbona per discutere, tra l'altro, l’adozione da parte dell’Alleanza di una difesa missilistica per l’Europa. La Turchia ha accettato di ospitare sul proprio territorio parte del sistema missilistico, assecondando da un lato gli interessi occidentali di contenimento della Russia nella regione, e prestando attenzione dall’altro a non inasprire le relazioni con il Cremlino

    L’INCONTRO DI LISBONA – Il comportamento turco all’incontro segue la linea di politica estera portata avanti da tempo da Ankara, che mantiene buone relazioni con i partner occidentali e sperimenta al contempo un nuovo avvicinamento alla Russia. Il progetto di difesa missilistica (chiamato BMD) offre una maggiore protezione a popolazione, territorio, e truppe NATO e il posizionamento dei missili in Turchia è giunto dopo lunghe negoziazioni, che hanno convinto Ankara ad aderire nonostante la forte riluttanza iniziale. La Turchia ha infatti preteso una forte autonomia nella gestione dei missili sul proprio territorio e ha ottenuto che nessun Paese (Russia, Iran o Siria) venisse citato negli accordi come fonte di minaccia. In particolare, ha voluto sottolineare la propria indipendenza da Polonia e Repubblica Ceca, che desiderano mostrarsi agli USA come oppositori della Russia. Il comportamento turco, insomma, riflette una certa prudenza e intelligenza, poiché serve gli interessi nazionali di collaborazione con Washington senza alterare le relazioni con Mosca.

    UNA POLITICA A META’ – La collocazione geografica e politica della Turchia la rende un ponte tra Asia ed Europa, un collegamento tra due continenti e, nell’ambito dell’energia, un importante corridoio di passaggio. Lo sfruttamento di questa condizione presenta innumerevoli vantaggi, il cui conseguimento dipende da una politica estera mediata con gli interessi degli altri attori del panorama internazionale. Sotto la guida del Ministro degli Esteri Ahmet DavutoÄŸlu, Ankara sta portando avanti un attivismo diplomatico finalizzato ad una politica definita “azzeramento dei problemi” con i propri interlocutori, che mira a rafforzare la posizione della Turchia come potenza regionale e a sfruttare tutte le possibilità in campo. Infatti, candidata all’ingresso nell’Unione Europea dal 1987 e membro della NATO, la Turchia mantiene legami importanti con i paesi europei e una alleanza con gli Stati Uniti da un lato, dall’altro condivide rapporti privilegiati con alcuni i paesi islamici in virtù della comune base religiosa e sta sperimentando un nuovo avvicinamento alla Russia, da cui dipende per un buon 64 per cento per le forniture energetiche e con la quale non può permettersi di inasprire le relazioni.

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    RUSSIA E UNIONE EUROPEA – I rapporti tra Mosca ed Ankara corrono da tempo su un filo ambiguo di cooperazione e competizione. Infatti, se i due Paesi stanno collaborando dal punto di vista economico con accordi commerciali soprattutto nel settore energetico, essi stanno al contempo rivaleggiando nel Caucaso, sul quale entrambi desiderano esercitare una certa influenza. La Turchia mira al contenimento della Russia nell’area e al raggiungimento dello status di potenza regionale, e ha lanciato tentativi per il miglioramento dei rapporti con l’Armenia e una piattaforma indipendente per la Georgia. Nonostante questo, Turchia e Russia stanno sperimentando un avvicinamento, e Ankara ha esercitato forti pressioni affinché gli accordi presi a Lisbona non irritassero la Russia. L’avvicinamento tra Russia e Turchia non stupisce considerata la nuova politica adottata da Ankara e lo stato attuale delle relazioni tra Turchia ed Europa che, seppur buone, non stanno facendo significativi passi avanti. Troppi i problemi che ostacolano l’adesione turca all’Unione Europea: la questione di Cipro ancora aperta, la popolazione che si aggira intorno ai 77 milioni e che renderebbe la Turchia il paese con più peso decisionale dopo la Germania all’interno dell’Unione, i dubbi sul reale rispetto dei diritti umani nel paese e sulla gestione della sicurezza dei nuovi confini comunitari, che dopo l’adesione raggiungerebbero Iran ed Iraq.

    PROSPETTIVE FUTURE – La Turchia sta portando avanti negli ultimi anni un proprio percorso autonomo che, molti affermano, l’ha allontanata da Unione Europea e l’ha in parte avvicinata alla Russia. Ankara ha infatti adottato una politica estera più conforme ai propri interessi, che persegue contemporaneamente diversi obiettivi; tuttavia, benché migliorati, i rapporti con Mosca continuano a essere in parte ambigui e, in quanto candidata all’UE e membro della NATO, le relazioni tra Turchia e Occidente non sono in discussione.

    Tania Marocchi

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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