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    Pakistan, la dura vita delle minoranze religiose

    In breve

    • Il 5 maggio il Governo di Islamabad ha annunciato l’istituzione di una Commissione nazionale per le minoranze.
    • La comunità ahmadi, tra le più a rischio in Pakistan, è stata esclusa dalla Commissione.
    • Recentemente il Senato pakistano ha bocciato una proposta di legge relativa alla tutela delle minoranze religiose, suscitando polemiche e proteste.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsiLe minoranze religiose in Pakistan continuano a dover fare i conti con le leggi sulla blasfemia. La nuova Commissione sui Diritti delle minoranze dovrebbe rappresentare un punto di svolta in termini di garanzia dei diritti, ma l’esclusione della comunità ahmadi dalla commissione evidenzia delle problematiche di fondo. Il Senato boccia un disegno di legge relativo alla tutela dei diritti delle minoranze.

    1. LA NASCITA DELLA COMMISSIONE PER LE MINORANZE

    Come riportato da Human Rights Watch nel suo ultimo rapporto, le restrittive disposizioni sulla legge relativa alla blasfemia continuano a essere applicate e a rappresentare un pericoloso pretesto per azioni penali arbitrarie oltre che per violenze e discriminazioni di ogni genere ai danni delle minoranze del Pakistan.
    Il Paese ospita infatti una moltitudine di minoranze religiose: cristiani, indú, parsi, sikh, Ahmadi e altri. Per garantire una piena tutela delle minoranze e dei loro diritti come previsto dalla Costituzione, il 5 maggio il Governo pakistano ha annunciato l’istituzione di una Commissione ad hoc. Non si tratta della prima iniziativa in tal senso, infatti dal 1990 a oggi una simile commissione è stata istituita più volte senza però un ufficio, personale e un mandato adeguato, dimostrandosi dunque ampiamente incapace di affrontare concretamente le questioni relative ai diritti delle minoranze. Tuttavia, nonostante il compito al quale è chiamata la nuova Commissione e proprio in virtù della Costituzione, le Autorità pakistane hanno deciso di non farvi partecipare la minoranza ahmadi.

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    Fig. 1 – La polizia pakistana sorveglia un tribunale di Peshawar dopo l’omicidio di un uomo accusato di blasfemia, luglio 2020

    2. L’ESCLUSIONE DEGLI AHMADI

    Gli Ahmadi (0,22% al censimento del 1998) sono una “setta” minoritaria che si identifica come musulmana, fondata da Mirza Ghoulam Ahmed, nato a Qadian nel Punjab nel 1835 e considerato dai fedeli un messia e un profeta. Proprio per questo i musulmani ortodossi definiscono gli Ahmadi degli eretici.
    Nel 1974 un emendamento costituzionale approvato sotto il Governo di Zulfiqar Ali Bhutto ha dichiarato gli Ahmadi non musulmani. Successivamente nel 1984, attraverso un’ordinanza del generale Muhammad Zia-Ul-Haq, succeduto a Bhutto, la libertà degli Ahmadi di praticare la propria religione è stata limitata ulteriormente. Infatti si stabilì che gli Ahmadi “che direttamente o indirettamente si atteggiano a musulmani o chiamano e fanno riferimento alla loro fede come Islam…” fossero puniti con tre anni di reclusione. Pertanto, come affermato da Mujib-ur-Rehman, avvocato presso la Corte Suprema e membro della comunità ahmadi, il fatto che la sanzione sia prevista espressamente dalla legge rende la persecuzione della minoranza ahmadi differente da quelle che colpiscono le altre minoranze nel Paese, in quanto gli Ahmadi non sono liberi nemmeno di farsi riconoscere come tali ai sensi della legge. Inizialmente era stato stabilito che essi sarebbero stati coinvolti nella Commissione per le minoranze, tuttavia il Ministro dell’Informazione Shibli Faraz ha fatto in seguito un passo indietro, affermando che gli Ahmadi, non rientrando nella definizione di minoranza, non possono essere ammessi nella Commissione. Tale esclusione, definita da Human Rights Watch come “assurda”, ha determinato l’aumentare delle violenze nei loro confronti.

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    Fig. 2 – Barriere stradali a difesa della moschea di Rabwah, tra i principali luoghi di culto degli Ahmadi nel Punjab pakistano

    3. IL NO DEL SENATO ALLA LEGGE PER LA PROTEZIONE

    Il 24 settembre scorso è stata respinta a maggioranza da una commissione del Senato una proposta di legge relativa alla protezione delle minoranze religiose. Il disegno era stato presentato nel mese di agosto da parte del Senatore Javed Abbasi.
    Nel testo si menziona tra l’altro il divieto di conversioni forzate, la libertà di professare la propria religione e di gestire le proprie istituzioni religiose. Si fa anche riferimento alla necessità di apportare alcuni cambiamenti ai curricula scolastici, come ad esempio l’abolizione di qualsiasi materiale che possa umiliare o diffondere odio nei confronti di qualunque minoranza religiosa
    Tuttavia il Ministro per gli Affari religiosi e l’Armonia interreligiosa ha affermato che un comitato ad hoc si sta già impegnando nella lotta contro la conversione forzata delle minoranze, aggiungendo che nel Paese è stato introdotto un programma di studi uniforme incentrato sul rispetto delle minoranze. Per tali motivi il testo di legge è stato bocciato dal Senato.

    Alessandro Di Folco

    Photo by SyedWasiqShah is licensed under CC BY-NC-SA

    Alessandro Di Folco
    Alessandro Di Folco

    Nato a Roma, classe ’93. Ho conseguito il titolo di Laurea Magistrale in Scienze Politiche – Relazioni Internazionali –  presso l’Università Sapienza di Roma. Collaboro con il Caffè Geopolitico per l’area asiatica, di cui sono particolarmente interessato.

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