utenti ip tracking
sabato 5 Dicembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    La scommessa persa della Svezia

    In 3 sorsi - La Svezia, nel pieno della seconda ondata,...

    Nuova Zelanda: un nuovo Governo e un ritrovato regionalismo

    Caffè Lungo – All’indomani delle elezioni generali del 17 ottobre scorso...

    L’UE unita contro le minacce comuni

    In 3 sorsi - Il 19 novembre si è tenuta la...

    Il secondo lockdown e la frenata dell’economia francese

    In 3 sorsi - L’economia francese, già fortemente provata, vede stime...

    Angola, l’infinita parabola dei Dos Santos

    In breve

    • In Angola la fine della Guerra Fredda e la conseguente disgregazione dell’Unione Sovietica hanno favorito l’avvio di una fase di transizione politica, non senza spargimenti di sangue.
    • Nel 1979 José Eduardo Dos Santos, un militante del Movimento di Liberazione dell’Angola, ex ingegnere del petrolio formatosi a Mosca, diventa Presidente. Rimarrà in carica fino al 2017, quando sarà sostituito da João Lourenço.
    • La famiglia Dos Santos è stata al centro di numerosi scandali politici e finanziari. Tra i componenti della famiglia tristemente noti la figlia Isabel, ex Presidente della Sonangol, compagnia petrolifera di Stato, considerata da Forbes una delle donne più ricche del mondo con un patrimonio stimato in più di 2 miliardi di dollari.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi – Alla luce della recente dipartita di Sindika Dokolo, imprenditore congolese e marito di Isabel Dos Santos, ripercorriamo la storia della dinastia dell’ex Presidente dell’Angola José Eduardo Dos Santos.

    1. DAL COLONIALISMO PORTOGHESE ALLA DITTATURA DOS SANTOS

    I colpi di scena nella storia politica angolana non sono mai mancati. Come in tanti Stati dell’Africa subsahariana, anche in Angola la fine della Guerra Fredda e la conseguente disgregazione dell’Unione Sovietica hanno favorito l’avvio di una fase di transizione politica, non senza spargimenti di sangue. Dopo anni di dipendenza dalla potenza colonizzatrice portoghese e una guerra civile fra le più cruente, scoppiata nel 1975 e terminata solo nel 2002, durante la quale le forze indipendentiste che avevano in passato combattuto dalla stessa parte si sono date battaglia per ben 27 anni, l’Angola ha cercato di trovare il proprio posto nel mondo, nonostante tutto. In quel lungo periodo di guerra e di “fuoco amico” che ha visto coinvolti il Movimento di Liberazione dell’Angola (MPLA), il Fronte nazionale di Liberazione dell’Angola (FNLA) e l’Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola (UNITA), l’esecutivo in carica era quello di Agostinho Neto, capo dell’MPLA e padre della Repubblica popolare dell’Angola. A succedere ad Agostinho Neto, nel 1979, arrivò José Eduardo Dos Santos, un militante del Movimento di Liberazione dell’Angola, ex ingegnere del petrolio formatosi a Mosca.

    Embed from Getty Images

    Fig. 1 – L’ex Presidente dell’Angola José Eduardo Dos Santos

    2. GLI SCANDALI SONO TRADIZIONE DI FAMIGLIA

    Per quasi tutta la durata del suo mandato, terminato nel 2017, la principale preoccupazione di Dos Santos è stata quella di porre fine alla guerra civile con gli altri gruppi indipendentisti e di portare avanti un processo di sviluppo economico e di stabilità politica del Paese. I problemi, però, sono tanti, a partire dalla corruzione endemica. Dos Santos stesso è stato accusato di essersi arricchito appropriandosi indebitamente di fondi pubblici, in un Paese che, ad oggi, continua ad avere un tasso di povertà del 48,4%. Altri “eccellenti” protagonisti di casi di corruzione sono anche alcuni componenti della famiglia dell’ex capo di Stato angolano. Una fra tutti, la figlia di José Edoardo Dos Santos, Isabel, ex Presidente della Sonangol, compagnia petrolifera di Stato e considerata da Forbes una delle donne più ricche del mondo, con un patrimonio stimato in più di 2 miliardi di dollari. Le attività che hanno reso Isabel Dos Santos così ricca sono tante. Si va dalla partecipazione nella compagnia telefonica Unitel, società a maggioranza statale, a catene di supermercati e centri commerciali. Un’inchiesta condotta dal Consorzio internazionale di giornalisti d’inchiesta, denominata Luanda Leaks, ha portato a galla gli affari sporchi della rampolla di casa Dos Santos. I 715mila documenti analizzati da 120 giornalisti di 37 testate internazionali hanno rivelato come sono nate quelle partecipazioni, i decreti presidenziali di cui la donna ha beneficiato e la fitta rete di società offshore di cui si è servita illecitamente per i suoi affari. A seguito di questa maxi inchiesta, la Dos Santos è stata indagata per corruzione e i giudici angolani hanno disposto il sequestro di buona parte dei suoi conti bancari e dei beni accumulati illecitamente.

    Embed from Getty Images

    Fig. 2 – Isabel Dos Santos, figlia dell’ex Presidente angolano

    3. NEI GUAI ANCHE IL FIGLIO MINORE

    I guai per la famiglia Dos Santos non sono però finiti. José Filomeno dos Santos, figlio dell’ex Presidente, è accusato di aver tentato di sottrarre 1,5 miliardi di dollari dal fondo sovrano nazionale che ha supervisionato dal 2013 al 2018. Lo scorso agosto la Corte Suprema dell’Angola ha condannato Filomeno Dos Santos a cinque anni di reclusione per frode. João Lourenço, nuovo Presidente dell’Angola ed ex ministro della Difesa nell’esecutivo Dos Santos, ha dichiarato di voler fare tabula rasa della corruzione e questi arresti eccellenti sembrano esserne la prova. Per Isabel Dos Santos le indagini e le accuse che sono state rivolte a lei e alla sua famiglia rientrano nel tentativo da parte dell’attuale Presidente di fare fuori una potenziale forte rivale politica. João Lourenço vuole veramente liberare le Istituzioni dai corrotti o vuole semplicemente eliminare potenziali avversari politici?

    Giulia Cannizzaro

    Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA

    Giulia Cannizzaro

    Appassionata di relazioni internazionali e di diritto internazionale, con un occhio di riguardo per i diritti umani, ho studiato relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Milano. Collaboro con la trasmissione di esteri “Nessun Luogo è Lontano”di Giampaolo Musumeci, su Radio24-Il Sole 24 Ore. Sogni nel cassetto: diventare la nuova Christiane Amanpour e imparare a giocare a basket

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite