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sabato 23 Ottobre 2021

L’Unesco a sostegno del patrimonio culturale yemenita

In breve

  • In Yemen il conflitto iniziato nel 2015 non sembra avere fine. Nonostante le devastazioni, nel Paese esistono tre siti storici patrimonio Unesco di significativa importanza.
  • La città vecchia di Sana’a è stata aggiunta alla lista del patrimonio mondiale in pericolo a partire dal 2015. Al conflitto e alle recenti alluvioni vanno a sommarsi ulteriori fattori a danno dei siti storici yemeniti.
  • L’Unesco ha risposto alla crisi con l’implementazione del progetto Cash for Work destinato alla rigenerazione urbana con il coinvolgimento della comunità. Tuttavia il conflitto in corso rimane una seria minaccia per la società e il patrimonio storico.

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In 3 sorsiIl conflitto in Yemen non si arresta e minaccia la conservazione dei siti Unesco nel Paese. La città vecchia di Sana’a, colpita dai bombardamenti e dalle recenti inondazioni, è considerata patrimonio mondiale in pericolo già dal 2015. L’Unesco con il progetto Cash For Work intende sostenere la salvaguardia dei siti storici e promuovere il coinvolgimento della comunità yemenita.

1. LA BELLEZZA DELLO YEMEN DIETRO IL CONFLITTO

“La sola ricchezza dello Yemen è la sua bellezza”. Così Pier Paolo Pasolini descriveva la capitale yemenita nel cortometraggio che girò in Yemen nel 1971, dal titolo Le mura di Sana’a. Il documentario voleva essere un appello all’Unesco affinchè fossero intraprese delle azioni a tutela del patrimonio della città. Oggi i luoghi storici dello Yemen si trovano nuovamente in pericolo e rischiano di scomparire a causa del conflitto che attanaglia il Paese da ormai cinque anni. Dal 2015 i ribelli houthi e le forze governative si contendono il controllo sul territorio, appoggiati dai rispettivi alleati internazionali. Un Paese dunque devastato dalla guerra, che nasconde però al suo interno alcune perle incredibili: l’Unesco riconosce infatti tre siti storici appartenenti al patrimonio culturale dell’umanità. Tra questi la caratteristica Shibam, anche conosciuta come “la Manhattan del deserto” per le sue incredibili torri di mattoni di fango, l’antica città di Zabid e la storica capitale Sana’a.

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Fig. 1 – Due donne camminano accanto alla città storica di Shibam, nella parte orientale dello Yemen

2. LA CITTÀ VECCHIA DI SANA’A

Sana’a, nella parte orientale del Paese, è patrimonio Unesco dal 1986. Fondata più di 2.500 anni fa, la città sorge su un vasto altipiano ed ha rappresentato per lungo tempo un importante centro commerciale. Secondo un report del 2020 di Ahmed Nagi per il Carnegie Middle East Center, Sana’a conserva più di 6mila edifici precedenti all’XI secolo costruiti con la tecnica del pisé, ossia in terra battuta. Nel mese di agosto 2020 le piogge torrenziali hanno causato ingenti danni agli edifici storici della città, gravando su una situazione economica già molto instabile. Una tragedia che si somma alle precedenti devastazioni del conflitto: l’Unesco a luglio 2015 ha deciso di inserire la città vecchia di Sana’a nella lista del patrimonio mondiale in pericolo, annunciandolo attraverso il comunicato Yemen’s Old City of Sana’a and Old Walled City of Shibam added to List of World Heritage in Danger. Tale azione è stata intrapresa a seguito di bombardamenti in diverse aree della città. Tuttavia Nagi sottolinea come il patrimonio culturale della storica capitale sia messo a rischio non soltanto dal conflitto e dalla recente alluvione. A questi elementi devono aggiungersi la grave crisi economica e umanitaria, la vasta espansione urbana caratterizzata da nuove costruzioni ed una forte negligenza da parte delle autorità circa la conservazione degli edifici.

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Fig. 2 – Un edificio storico recentemente distrutto dalle piogge nella città vecchia di Sana’a

3. IL PROGETTO UNESCO CASH FOR WORK

L’11 agosto 2020 l’Unesco ha espresso pubblicamente la propria preoccupazione circa le condizioni dei siti storici di Sana’a, Shibam e Zabid a seguito delle forti piogge torrenziali che hanno messo a rischio il patrimonio culturale yemenita. È stata inoltre annunciata l’implementazione di una serie di progetti atti a evitare ulteriori perdite e salvaguardare il patrimonio storico. Tra questi il progetto Cash for Work, avviato nel mese di settembre 2018. Con un budget di più di 10 milioni di euro stanziati in collaborazione con l’Unione Europea e il Social Fund for Development (SFD), il progetto si basa su tre principali linee guida: la riabilitazione urbana, il coinvolgimento dei giovani nei processi di policy making e la promozione della cultura e della creatività. L’idea di base consiste nella creazione di lavoro retribuito per la fascia giovane della popolazione con uno specifico focus sulla conservazione e restauro degli edifici storici delle principali città. Con il coordinamento di esperti internazionali, i giovani coinvolti nel progetto sono più di 4mila, con il risultato di 8mila siti ed edifici storici messi in sicurezza. Attraverso un progetto di questo tipo la comunità locale entra a far parte dei processi di recupero urbano e della gestione del patrimonio culturale. Viene in tal modo rafforzata la consapevolezza circa l’importanza del settore culturale, anche in termini economici, sul lungo termine. Tuttavia il conflitto ancora fortemente irrisolto si ripercuote su tutte le dimensioni della società yemenita minacciandone sia il futuro che il passato: il rischio è di perdere parte della storia e dell’identità del Paese.

Egle Milano

Immagine di copertina: “Sana’a, Yemen” by Rod Waddington is licensed under CC BY-SA

Egle Milano
Egle Milano

Classe 1996, Cuneo. Ho conseguito nel 2020 la laurea magistrale in Lingua, economia e politica dei Paesi Arabi presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tramite il programma Overseas ho avuto occasione di trascorrere un periodo di studio all’Université Saint-Joseph di Beirut. Grazie al mio percorso di studi, coltivo un grande interesse per l’area mediorientale e nordafricana, in particolare circa le questioni relative al patrimonio culturale. Sono attualmente iscritta al Master per l’internazionalizzazione delle imprese 53° CORCE Fausto De Franceschi.

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