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lunedì 18 Gennaio 2021

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Settore marittimo ed emissioni: la nuova proposta europea

In breve

  • Il Parlamento europeo ha recentemente approvato la proposta di includere il settore marittimo nell’ETS per ridurne le emissioni.
  • Questa mossa ha suscitato numerose critiche tra le agenzie marittime internazionali che potrebbero reagire destabilizzando il commercio via mare.
  • Un piano elaborato dall’Organizzazione Marittima Internazionale, in collaborazione con l’UE, potrebbe rappresentare un’efficace strategia globale.

Dove si trova

In 3 sorsiLa recente approvazione dell’estensione del mercato delle emissioni europeo al settore marittimo è stata accolta con molte critiche da parte degli attori internazionali che commerciano via mare. Quali saranno le conseguenze?

1. LA NUOVA MISURA

Il 15 settembre scorso il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’inclusione del settore marittimo nel mercato delle emissioni (Emissions Trading System – ETS). Si tratta di un meccanismo che prevede la compravendita di quote di emissione, o diritti a inquinare, che permettono il rilascio di CO2 entro un tetto massimo, il quale si riduce nel tempo per incoraggiare la riconversione delle produzioni verso il raggiungimento della decarbonizzazione. Ad oggi questo sistema comprende i gas derivanti dall’aviazione, dalle centrali elettriche e dai settori industriali ad alta intensità energetica. L’europarlamentare Jutta Paulus, ideatrice di questa proposta, ritiene che il principio “chi inquina paga” debba essere esteso anche al trasporto marittimo, in quanto produttore del 2-3% delle emissioni globali. In mancanza di misure tempestive, si stima che questa percentuale possa aumentare significativamente nei prossimi anni, tra il 50% e il 250% entro il 2050. Se non correttamente monitorato questo settore potrebbe seriamente minare gli sforzi europei, e non solo, nella lotta al cambiamento climatico.

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Fig. 1 – Il Parlamento Europeo

2. LE RAGIONI DEGLI OPPOSITORI

L’iniziativa, già approvata dal Parlamento, ma non ancora sottoposta ai negoziati con gli Stati membri, sarà seguita da un pacchetto di riforme che la Commissione provvederà a realizzare entro l’estate prossima e che dovrà presumibilmente attendere il 2023 per essere implementata. Le critiche, al contrario, non hanno tardato ad arrivare. Giappone, Corea del Sud e una serie di agenzie marittime internazionali hanno espresso il loro dissenso, dichiarando che l’inclusione della navigazione nell’ETS comprometterebbe l’integrità ambientale e la sostenibilità del commercio via mare. Le navi internazionali potrebbero, infatti, scegliere di percorrere delle vie più lunghe pur di evitare i porti europei, contribuendo così ad aumentare il livello delle emissioni. Di conseguenza i rapporti commerciali dell’Unione sarebbero a rischio poiché le compagnie internazionali potrebbero iniziare a preferire gli scambi con partner meno ambiziosi a livello ambientale, ma più vantaggiosi a livello economico. Inoltre, se le nuove misure dovessero essere imposte anche alle rotte extra-europee, alcuni Paesi potrebbero reagire unilateralmente, imponendo delle contromisure, destabilizzando così un mercato già fortemente colpito dall’emergenza sanitaria.

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Fig. 2 – Kitack Lim, Segretario Generale dell’Organizzazione Marittima Internazionale

3. SFIDE E OPPORTUNITÀ

La strada verso la neutralità climatica non è di certo priva di ostacoli. Si teme che la nuova misura europea possa entrare in conflitto con l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) nella sua elaborazione di un piano per dimezzare le emissioni di gas serra nel settore navale entro il 2050. La sovrapposizione delle due normative creerebbe molta confusione e comporterebbe soprattutto degli obblighi troppo onerosi per le compagnie marittime. Al contrario una stretta collaborazione tra le due potrebbe rappresentare un’importante occasione per sviluppare una risposta a livello globale. Se fosse un’Organizzazione internazionale a fornire una regolamentazione uniforme, piuttosto che un’Autorità regionale, alcune criticità come le ostilità commerciali tra blocchi geograficamente opposti potrebbero essere superate. Infine, l’IMO si troverebbe nella posizione di poter promuovere la ricerca e il potenziamento di tecnologie innovative per ovviare all’attuale mancanza di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica delle navi. In questo modo le ambizioni climatiche dell’Unione nel settore marittimo verrebbero consolidate grazie a un impegno condiviso, trasformando così le sfide di oggi nelle opportunità di domani.

Elisa Boscolo Anzoletti

Hamburg, Germany – January, 2015” by Konrad Lembcke is licensed under CC BY-ND

Elisa Boscolo Anzoletti
Elisa Boscolo Anzoletti

Nata nel 1997. Laureata in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ho trascorso un semestre in Germania grazie al programma Erasmus. Ora specializzanda in Comparative International Relations, mi interesso in particolare di tematiche ambientali, diritti umani e movimenti sociali.

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