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sabato 18 Settembre 2021

L’emergenza sanitaria in Russia e il rischio di Putin

In breve

  • Nonostante dubbi sui dati ufficiali, la Russia si classifica prima in Europa per numero di contagi da Covid-19 e quarta tra i Paesi più colpiti al mondo.
  • Le strutture sanitarie sono al collasso e l’economia tenta di riprendersi con una manovra da 70 miliardi.
  • Il Governo punta sul vaccino Sputnik V, ma i cittadini non si fidano e Putin perde consensi.

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In 3 sorsi – La pandemia di Covid-19 sta mettendo in difficoltà l’economia e le strutture sanitarie della Russia. La fiducia delle Istituzioni nel vaccino Sputnik V sembra non essere ricambiata dalla comunità scientifica e dalla popolazione russa, mentre Putin affronta un drastico calo di consensi.

1. L’EMERGENZA IN RUSSIA

I numeri dei contagi da Covid-19 in Russia sono dibattuti dall’inizio della pandemia, sia dalle fonti interne al Paese, sia dalla stampa estera, sulla quale il 28 dicembre è scoppiata una polemica sui presunti numeri truccati dalla Federazione. In Russia, infatti, il virus viene considerato causa di morte soltanto quando un’autopsia lo prova, contrariamente a quanto indicato dalle linee guida dell’OMS. I dati ufficiali del Governo ad oggi rivelano circa 63mila morti, ma i numeri riportati dal Servizio Statistico Federale mostrano che nel periodo gennaio-novembre 2020 ci sono stati 229mila decessi in più rispetto allo stesso periodo del 2019. La vice Primo Ministro Tat’jana Golikova ha ammesso in un briefing con i leader del Paese che l’81% di questi decessi sarebbe causato da Covid-19, portando a più di 186mila il numero delle vittime. Questa notizia ha messo in dubbio i dati forniti dalla Federazione. La Russia risulta quarta al mondo e prima in Europa per numero di casi (circa 3,4 milioni) e di tamponi. Considerando le statistiche dei contagi pro capite, però, l’incidenza del virus in Russia è più bassa rispetto agli altri Paesi europei, compresa l’Italia.

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Fig. 1 – Putin in visita ai reparti Covid di un ospedale di Mosca, marzo 2020

2. CRISI SANITARIA E ECONOMICA

Al di là dei numeri, la situazione nel Paese resta decisamente critica. Gli ospedali già a fine novembre riportavano l’81% dei posti letto occupati, e dati ancor più critici nelle provincie con strutture meno attrezzate. L’economia vacilla, gli esperti stimano un crollo del PIL fra 6-9% (peggiore di quello delle crisi del 2008 e 2014), il rublo è ai minimi storici e i commerci con la Cina, principale partner russo, sono bloccati. Putin ha annunciato il 2 giugno una manovra da 70 miliardi di dollari a sostegno dell’economia. Il piano punta a tamponare le perdite, riportare il PIL ai livelli standard nel primo semestre del 2021, e dare uno stimolo per una crescita del 2,5% nel secondo semestre. Le misure hanno come obiettivo abbassare il tasso di disoccupazione, dare supporto alle piccole-medie imprese tramite il blocco dei pagamenti delle tasse e prestiti a bassi interessi sponsorizzati dal Governo. Sono previsti anche sussidi per le famiglie e per il personale sanitario.

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Fig. 2 – Un’infermiera di Mosca prepara una dose del vaccino Sputnik V, dicembre 2020

3. SPUTNIK V: LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL?

La speranza per uscire dalla crisi sembra essere lo Sputnik V, registrato l’11 agosto 2020 come primo vaccino anti-Covid. Sviluppato dal Centro di Ricerca Gamaleja e sponsorizzato da fondi governativi, Sputnik V ha suscitato perplessità a causa dei tempi di approvazione brevi e dei dati non sufficienti per accertarne l’efficacia. Al momento dell’approvazione, infatti, erano state completate soltanto le prime due fasi della sperimentazione e i risultati iniziali, seppur incoraggianti, erano ancora incompleti. La fase III della sperimentazione, avviata a settembre su 40mila volontari, si concluderà il prossimo maggio. Sul sito ufficiale del vaccino creato dal Governo sono già stati pubblicati dei risultati preliminari sui 22.714 pazienti che hanno ricevuto entrambe le dosi: i dati riportano un’efficacia del 91,4%. Nonostante l’enfasi posta sulla campagna vaccinale e le rassicurazioni del Presidente, la popolazione rimane scettica. Solo il 38% dei russi è disposto a vaccinarsi e nella fascia 18-39 anni la percentuale di intervistati che non si fidano del vaccino tocca il 70%. La politica di gestione della crisi non è stata apprezzata dall’opinione pubblica e il consenso verso Putin è ai minimi storici. Il nome scelto per il farmaco, Sputnik V, la navicella con cui i russi batterono gli americani nella corsa allo spazio, sembra essere una mossa propagandistica volta a far leva sull’orgoglio nazionale delle vecchie generazioni, legate alle vittorie sovietiche e sostenitrici di Putin. Come dimostrato dalle statistiche, la campagna presidenziale però perde terreno fra i giovani, cresciuti in un mondo più aperto e globale, che non hanno vissuto i successi sovietici e quelli iniziali della politica putiniana. La pandemia e le conseguenti misure rafforzano il disappunto verso la classe politica e il malcontento della popolazione. Il rischio che Putin corre è di commettere lo stesso errore dell’URSS e pensare che un primato e un nome possano placare scontenti e compensare mancanze.

Annalisa Rossi

Vaccine syringes with flag of Russia” by focusonmore.com is licensed under CC BY

Annalisa Rossi
Annalisa Rossi

Nata in un paesino di campagna in provincia di Forlì sono emigrata in Toscana ormai 4 anni fa per studiare. Appassionata di storia e cultura russa da quando a 5 anni per carnevale mi travestivo da Zarina, ho scelto all’università di studiare Lingue e Letterature russa e cinese e finalmente realizzare il mio sogno di vivere a Mosca. In questo momento mi occupo di commercio internazionale, ma con il sogno nel cassetto di vivere di scrittura. Quando non discuto accesamente con familiari e amici di questioni geopolitiche sono a leggere un libro o pianificare un viaggio.

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