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    Balcani: bye bye Uncle Sam

    In breve

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    Puoi leggerlo in 2 min.

    VOA (Voice of America), il servizio ufficiale radiotelevisivo del Governo Federale degli Stati Uniti ha deciso di interrompere a partire dal 2015 i servizi nelle lingue ufficiali dei Balcani Occidentali. Broadcasting Board of Governors, ha deciso per un cambio geopolitico dedicando parte delle risorse verso il servizio dei social media e internet verso la Cina

    IMPORTANZA STORICA – VOA news cominciò i sui servizi nel 1942 durante la Seconda Guerra mondiale. Il servizio radiofonico accompagnava le truppe alleate durante la liberazione dell’Europa. La sua importanza raggiunse l’apice durante la guerra fredda. Censurata da i regimi totalitari VOA offriva un servizio alternativo alle radiotelevisioni di propaganda statale. Di nascosto la gente ascoltava i servizi offerti dalla piattaforma americana con una doppia curiosità: da una parte per capire come il mondo percepiva quello che succedeva all’interno del loro paese, dall’altra rappresentava una finestra aperta sul mondo occidentale più in particolare verso gli USA. Cosi, per tanti anni gli Stati Uniti hanno sviluppato un servizio di comunicazione anche in quelle aree dove Uncle Sam era il “nemico”.

    CONTROPROPAGANDA – “La missione” era quella di sviluppare un servizio di informazione alternativo in territori ostili agli USA. Tramite questo servizio informativo l’intento era quello di migliorare l’opinione mondiale sugli Stati Uniti. Essendo la radio il mezzo di comunicazione più usato del tempo, si potevano diffondere notizie sulla politica internazionale degli USA in maniera più rapida ed efficace.

    Il servizio tutt’ora viene finanziato dal Congresso degli Stati Uniti e adoperato in territori in cui si ritiene utile “diffondere” la conoscenza dell’America e della politica americana.

    CAMBIO STRATEGICO – Broadcasting Board of Governors ha deciso di tagliare i fondi per la diffusione dei programmi in lingua verso l’Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia e Macedonia, cioè buona parte dei paesi dei Balcani occidentali. Si ridurranno i servizi verso Azerbaijan, Georgia, Iran, Uzbekistan e Cuba. Invece è stato deciso di aumentare il budget per i social media e la programmazione per la lotta contro la censura in Cina. Aumento del budget è previsto anche per la nascita di una stazione televisiva nel Sahel e un servizio informativo in lingua Lingala per la Repubblica democratica del Congo.

    MISSIONE COMPIUTA – Con questo cambiamento VOA sembra ritenere di aver terminato la sua missione nelle aree menzionate, lanciandosi in nuovi territori con obiettivi ritenuti più strategici per diffondere il suo servizio. Per i Balcani occidentali, e in particolare per l’audience albanese, VOA ha avuto una particolare importanza soprattutto durante il regime totalitario di Hoxha in Albania e in Kosovo durante il conflitto con la Serbia nel 1999. Il servizio in lingua albanese l’anno scorso aveva compiuto 70 anni di programmazione.

    Juljan Papaproko

    Juljan Papaproko
    Juljan Papaproko

    Juljan Papaproko è nato a Tirana. Laureato in Scienze Politiche a Torino con una tesi sulla Guerra del Kosovo. Collabora con diverse testate giornalistiche in Italia e in Albania. Il suo centro di interesse è l’Europa e i Balcani, binomio difficile ma affascinante. Diverse esperienze di vita a Torino, Firenze, Parigi, Bruxelles e Berlino. Condivide con il Caffè la stessa passione per la geopolitica.

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