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lunedì 26 Ottobre 2020
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    Per capire: quali missioni compiono i cacciabombardieri italiani in Libia?

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 1 min.

    Le missioni SEAD (Suppression of Enemy Air Defence) coinvolgono velivoli che si alzano in volo e vanno sulla zona predefinita. Se i radar nemici si “accendono”, i cacciabombardieri sparano missili tipo HARM (Homing Anti-Radiation Missile) che si agganciano (lock-on) sulla radiazione radar.

     

     

    Quest’ultima di fatto “guida” gli HARM su se stessa e quindi permette al missile di colpire il radar (ricordate che una batteria antiaerea senza radar che lo guidi è cieca e non può sparare perché non ha un segnale a cui il missile si può agganciare). Se il radar è spento, non c’è alcuna radiazione che permetta ai missili di essere sparati con successo, ma come detto sopra le difese antiaeree di fatto sono spente.

     

    Quindi i nostri cacciabombardieri che recentemente si sono alzati in volo, sono arrivati nell’area assegnata, hanno verificato che i radar erano spenti (perché? proprio per paura venissero distrutti) e sono tornati a casa: la missione è stata un successo perché ha raggiunto gli scopi (distruzione o verifica dell’inazione della difesa antiaerea) senza perdite nostre o civili. L’Italia al momento offre cacciabombardieri per missioni SEAD e caccia intercettori di scorta.

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    Lorenzo Nannetti

    Nato a Bologna nel 1979, appassionato di storia militare e wargames fin da bambino, scrivo di Medio Oriente, Migrazioni, NATO, Affari Militari e Sicurezza Energetica per il Caffè Geopolitico, dove sono Senior Analyst e Responsabile Scientifico, cercando di spiegare che non si tratta solo di giocare con i soldatini. E dire che mi interesso pure di risoluzione dei conflitti… Per questo ho collaborato per oltre 6 anni con Wikistrat, network di analisti internazionali impegnato a svolgere simulazioni di geopolitica e relazioni internazionali per governi esteri, nella speranza prima o poi imparino a gestire meglio quello che succede nel mondo. Ora lo faccio anche col Caffè dove, oltre ai miei articoli, curo attività di formazione, conferenze e workshop su questi stessi temi.

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