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    Ucraina, le forze speciali verso l’Est

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    Nelle regioni orientali ucraine le forze filorusse continuano a occupare edifici pubblici, spesso senza incontrare resistenza. Kiev approva un piano d’intervento speciale contro gli indipendentisti, ma Mosca chiede che si eviti l’uso della forza. Intanto, nella notte, è arrivata la telefonata di Putin a Obama.

    L’AVANZATA DEGLI INDIPENDENTISTI – Dopo la Crimea, il nuovo fronte dell’avanzata russa è lungo le regioni orientali dell’Ucraina, dove da sabato le forze separatiste – che indossano una sola uniforme e agiscono con precisione militare – hanno cominciato a occupare centri di potere e di controllo legati a Kiev. Vicino a Donetsk, capitale di un’autocostituita Repubblica nella quale si terrà l’11 maggio un referendum ispirato a quello crimeo, i filorussi hanno preso il controllo del commissariato di polizia e della sede dei servizi segreti, mentre in altre città  gli indipendentisti hanno conquistato, senza violenza, altri edifici pubblici. Tuttavia, sebbene non manchino i fatti di sangue e gli scontri tra i due schieramenti (almeno 5 i morti), spesso i miliziani riescono ad avere la meglio rapidamente, non incontrando resistenza e contando sulle defezioni di poliziotti e soldati ucraini.

    APPROVATO IL PIANO D’AZIONE UCRAINO – Ieri sera il Presidente ad interim dell’Ucraina, Alexander Turchynov, ha firmato l’autorizzazione all’intervento speciale nell’Est, rendendo esecutiva la decisione adottata dal Consiglio di sicurezza di Kiev. Al momento, però, non ci sono informazioni precise sul piano d’azione mirato a contrastare il «pericolo terrorista». Turchynov, inoltre, ha affermato di essere d’accordo sia sull’eventualità di un referendum riguardo al futuro assetto del Paese (magari il 25 maggio, in concomitanza con le elezioni presidenziali), sia sul dispiegamento di un contingente delle Nazioni Unite: «Sono convinto che gli ucraini voteranno in larga maggioranza per un’Ucraina unita, indipendente e democratica». Putin, comunque, non cede in alcun modo, tanto che, alle intimazioni da parte del Governo di Kiev, ieri il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha replicato chiedendo che si eviti l’uso della forza contro i separatisti, una posizione che deve essere letta come un vero e proprio avvertimento, soprattutto se fosse confermato quanto dichiarato da Stati Uniti e Gran Bretagna circa la presenza di decine di migliaia di militari al di là del confine russo: «Le immagini satellitari – ha detto Mark Lyall Grant, ambasciatore britannico all’ONU, – indicano la presenza di 40mila soldati lungo la frontiera con l’Ucraina, in aggiunta ai 25mila effettivi già stanziati illegalmente in Crimea».

    COLLOQUIO PUTIN-OBAMA – Nella notte si è tenuta una conversazione telefonica tra Obama e Putin – voluta dal Cremlino, – durante la quale il Presidente statunitense ha chiesto alla controparte di impiegare la propria influenza per convincere le milizie indipendentiste in Ucraina ad abbandonare le azioni in corso. Il capo di Stato russo, tuttavia, ha negato il coinvolgimento di Mosca, sostenendo che la posizione occidentale sia basata su «illazioni e informazioni non accurate»: le rivolte contro Kiev sono «il risultato dell’incapacità delle Autorità ucraine di tutelare gli interessi dei cittadini russi e russofoni». Comunque, sebbene Obama e Putin abbiano ribadito la volontà di proseguire sulla via diplomatica in vista dell’incontro di giovedì a Ginevra tra Russia, Ucraina, UE e USA, la tensione tra la Casa Bianca e il Cremlino resta a livelli da Guerra Fredda. Per esempio, dopo le insistenti proteste di Mosca, ieri Washington ha confermato, nonostante le iniziali smentite, che nel fine settimana il direttore della CIA, John Brennan, si sia recato in visita a Kiev. A creare scompiglio, per di più, è stata la notizia di un contatto sfiorato tra un caccia russo e una nave militare statunitense nel Mar Nero: secondo una fonte del Pentagono, il 12 aprile, per circa 90 minuti, l’aereo avrebbe seguito l’imbarcazione (USS Donald Cook), eseguendo picchiate fino a 150 metri dal suolo, un comportamento che gli americani hanno definito «non professionale e provocatorio». Manca, però, la versione russa sull’episodio. Infine, quanto all’UE, il Consiglio per gli Affari esteri ha approvato l’estensione di nuove sanzioni contro singoli cittadini russi e ucraini, ampliando «l’elenco delle persone soggette al congelamento dei beni e alle restrizioni sui visti», senza indicare ancora nomi specifici, da decidere in un secondo momento.

    Beniamino Franceschini

    Beniamino Franceschini
    Beniamino Franceschini

    Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali e dottorando di ricerca in Scienze Politiche all’Università di Pisa, sono specializzato in geopolitica e marketing elettorale. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e collaboro al coordinamento del desk Africa. Ho un gatto bianco e rosso chiamato Garibaldi.

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