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    Afghanistan: elezioni, la situazione precipita

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    “D’ora in poi ogni azione delle Commissioni elettorali sarà considerata da noi illegale e inaccettabile”. Abdullah Abdullah apre la crisi in Afghanistan e sconfessa il processo elettorale.

    Diario da Kabul

    TIMORI CHE SI AVVERANO – Come si temeva, dopo aver chiesto l’intervento dell’Onu, ritirato gli osservatori dalle Commissioni, pretesa la testa del primo segretario della Commissione elettorale (Iec), Abdullah ha tirato l’affondo. E ha ribadito – in un discorso trasmesso in televisione – di considerare Karzai (cui di fatto spetta la decisione finale sul lavoro delle commissioni elettorali) responsabile della crisi.

    Per ora il candidato la cui base elettorale guarda a quella che un tempo si chiamava Alleanza del Nord è solo. Le Nazioni Unite lo hanno invitato al rispetto della Costituzione e il portavoce della missione dell’Onu, Ari Gaitanis, si è detto “rammaricato” per la decisione di Abdullah di ritirare i suoi osservatori dagli uffici elettorali. Lo stesso han fatto le ambasciate di Stati Uniti e Gran Bretagna.

    La Commissione elettorale dal canto suo ha negato gli addebiti e Karzai per ora resta in silenzio (se si esclude una nota di palazzo che ne riafferma la neutralità). Ma la crisi è formalmente aperta e Abdullah sa di poter contare su diversi parlamentari e, soprattutto, sulla sua rete di sostenitori nel Nord. Senza contare gli appoggi nella pubblica amministrazione e nell’esercito. Situazione tesa.

    Da Kabul, Emanuele Giordana

    Membro del Comitato Scientifico del Caffè Geopolitico

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    Emanuele Giordana
    Emanuele Giordanahttp://emgiordana.blogspot.it/

    Emanuele Giordana è cofondatore e Direttore dell’Agenzia giornalistica «Lettera22», specializzata in politica estera, cooperazione internazionale e cultura, è direttore responsabile dell’Agenzia multimediale Amisnet. Già docente di cultura indonesiana all’IsMEO di Milano e direttore della rivista Quaderni asiatici, insegna attualmente scrittura giornalistica alla Scuola di giornalismo della Fondazione Basso (Roma) e tiene corsi all’Ispi (Milano) e in diverse università italiane nei master di cooperazione allo sviluppo e giornalismo. Ha scritto diversi saggi e articoli sull’Afghanistan tra cui “Afghanistan, il crocevia della guerra alle porte dell’Asia” (Editori Riuniti 2007 e; Diario da Kabul, Appunti da una città sulla linea del fronte (ObarraO 2010). Per i suoi reportage radiofonici dall’Afghanistan su Radio3 ha ricevuto nel 2008 il premio Antonio Russo e nel 2011 ha ritirato il Premio Terzani per la pace per Afgana, di cui è stato coideatore e portavoce dal 2007 al 2013. E’ con la principessa Soraya Malek responsabile della sezione “Afghanistan” del Festival del Corto dell’Isola d’Elba. Vive tra Roma e Kabul.

    E’ membro del Comitato Scientifico del Caffè Geopolitico.

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