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    Gli Stati Uniti guardano all’Unione Europea e ai Paesi del Pacifico per stringere nuovi accordi commerciali: sono infatti in corso dei negoziati per la firma del TTIP e del TPP, accordi finalizzati a migliorare l’accesso ai mercati tra i diversi firmatari. In generale si ritiene che questo tipo di accordi porterà ad un miglioramento nelle economie dei Paesi coinvolti per  poi generare un effetto spillover, dando benefici anche ad altri attori del mercato internazionale.

    TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP (TTIP)- Attualmente sono in corso i negoziati tra Unione Europea e Stati Uniti per concludere l’accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti. Tale accordo prevede la rimozione delle barriere commerciali in molti ambiti economici al fine di facilitare lo scambio tra le due sponde dell’Atlantico. Rimuovendo questi ostacoli al libero scambio (barriere doganali e procedure di omologazione per esempio), i costi del commercio si abbasserebbero e verrebbe dato un incentivo alle imprese europee ed americane per aumentare i volume del traffico mercantile.

    Incontro per le negoziazioni del TTIP  al G8 nel 2013
    Incontro per le negoziazioni del TTIP al G8 nel 2013

    TRANS-PACIFIC PARTNERSHIP (TPP)- Quest’accordo di libero scambio tra 12 Paesi dell’area del Pacifico (Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Perù, Singapore e Vietnam) è, come il precedente, in fase di negoziazione. Anche in questo caso, il raggiungimento di un accordo porterebbe enormi benefici economici ai Paesi coinvolti. Il TTIP e il TPP, oltre ad avere dei chiari fini economici, portano alla luce scopi di altra natura. Attraverso questi accordi, gli Stati Uniti puntano a tre obiettivi: rafforzare la relazione con i Paesi dell’area Pacifica, contenere l’emergere della potenza cinese e recuperare la propria leadership nell’ambito economico (soprattutto per quanto riguarda lo stabilire le regole dell’economia mondiale).

    EFFETTI SULLE ECONOMIE DELL’AMERICA LATINA- Esistono già accordi bilaterali di libero scambio tra alcuni Paesi della regione e gli Stati Uniti (TLC) e con l’Unione Europea e proprio alcuni di questi Stati partecipano ai negoziati per il TPP (Messico, Cile e Perù). Bolivia, Ecuador e i Paesi membri del MERCOSUR invece non hanno stipulato accordi con gli USA o con la UE. Questo quadro generale mostra come il TTIP e il TPP avranno effetti diversi sui Paesi dell’America Latina: per gli attori che già possono contare su accordi con l’Europa e il Nord America, i benefici sono certi, mentre per quei Paesi o organizzazioni regionali che non hanno accordi commerciali con tali interlocutori, la situazione è incerta. Anzi, questi Paesi potrebbero veder diminuire il volume delle proprie esportazioni verso l’Europa e gli Stati Uniti qualora uno Stato facente parte degli accordi macro-regionali, offrisse lo stesso prodotto (che siano materie prime o beni lavorati) e godesse di un accesso preferenziale a quei mercati proprio grazie a questi patti.

    I benefici del TPP per gli USA
    I benefici del TPP per gli USA

    EFFETTI SULL’INTEGRAZIONE REGIONALE- In America Latina esistono differenti accordi sub regionali in ambito economico-commerciale e questo implica l’esistenza di grandi differenze all’interno della stessa regione per quanto riguarda le norme che regolano gli scambi. Finché il mercato regionale sarà frammentato, risulterà difficile per l’America Latina migliorare la propria posizione nel campo del commercio internazionale. L’entrata in vigore del TPP e del TTIP potrebbe incentivare i Paesi dell’America Latina ad approfondire l’integrazione regionale e giungere alla creazione di un mercato comune con norme condivise a livello regionale.

    PROSPETTIVE PER IL FUTURO- Nonostante si ritenga che l’entrata in vigore del TPP e del TTIP potrebbe avere effetti positivi sull’integrazione del mercato latinoamericano, la realtà non sembra accordare con queste previsioni. Il Brasile, colosso economico della regione, sta cercando di dare vita a negoziazioni con l’Unione Europea per trovare un accordo in ambito commerciale e un patto bilaterale tra UE e Brasile toglierebbe spazio ai membri del MERCOSUR (di cui il Brasile fa parte). Sembra quindi che il Brasile, invece di guardare ad una strategia commerciale comune (almeno per quanto riguarda le organizzazioni sub regionali latinoamericane) propenda per trovare soluzioni bilaterali con i partner commerciali d’oltre oceano.

    Paola Bertelli

    Paola Bertelli
    Paola Bertelli

    Ho 25 anni, sono laureata in Scienze della Mediazione Linguistica presso l’Università Cattolica di Brescia e sono attualmente iscritta al corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna. Mi affascina tutto ciò che riguarda l’America Latina, caratteristica che, durante la mia esperienza Erasmus a Madrid, mi ha portata ad approfondire l’interesse per il ruolo di questa regione a livello internazionale. Ho molte passioni: i viaggi, la letteratura, la musica, il cinema e la politica internazionale, con particolare interesse alla geopolitica e all’analisi dei processi di democratizzazione.

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