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    Un agosto di proteste ed emergenze

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    Caffè Nero – Il mese caldo è iniziato con in primo piano ancora l'emergenza siccità e carestia nel Corno d'Africa e con l'intensificarsi di manifestazioni e rivolte che dagli  infuocati paesi arabi si sono  pian piano espanse  in molte regioni dell'Africa subsahariana. La povertà della popolazione e la corruzione delle autoritarie élites politiche stanno causando focolai di disordine e ribellione in molti Paesi

    SOMALIA – Continua a consumarsi inesorabile il dramma. La carestia dilaga e il tasso di mortalità ha raggiunto livelli record. E, come se non bastasse, il 5 Agosto scorso  un convoglio di aiuti del programma alimentare mondiale  è stato colpito a Mogadiscio, provocando almeno dieci morti e molti feriti. La dinamica e i colpevoli sono ancora da definire, ma resta lo  scenario inquietante di un' emergenza umanitaria che si estende a macchia d'olio. Aumentano le aree della Somalia che fanno ufficialmente parte della mappa della carestia e secondo alcuni rapporti diffusi un paio di giorni fa, tutta la Somalia meridionale potrebbe essere distrutta da tale emergenza.

    Le conseguenza gravissime della siccità, dilagano anche nei restanti paesi del Corno d'Africa tra cui Kenya e Uganda. Ma è la situazione somala quella che appare più critica, a causa della martoriata storia politica del paese  che da vent'anni è  teatro di una guerra civile che non trova via d'uscita.

    BURKINA FASO – La crisi ivoriana ha messo e continua a metter in forte  difficoltà il Burkina Faso dopo aver bloccato per mesi l'esportazione di cotone; un commercio che garantiva un minimo di vitalità ad una delle economia più povere del paese. Nulla è valso contro gli aumenti vertiginosi dei prezzi, nonostante le dure rivolte da parte dei piccoli e grandi commercianti.

    TOGO – Il Togo, piccolo paese dell’Africa occidentale, vanta un territorio ricco di giacimenti di fosfati ed è per questo che risulta ad oggi il quarto esportatore al mondo. Ma come sempre accade, i proventi di tali ricchezze non garantiscono crescita o abbassamento della soglia di povertà della popolazione. Anche in questo caso la società è stanca della iniqua distribuzione delle ricchezze e sulla scia del Senegal, è scesa in piazza.  Ogni giovedì l'opposizione anima il centro del paese  e manifesta contro il regime di Faure Eyadéma, rieletto nel 2010 con palesi, ma taciuti brogli elettorali.

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    NIGERIA – Il 4 agosto scorso è stato reso pubblico un video in cui compaiono bendati e a terra, due tecnici, di cui uno italiano, rapiti a Maggio scorso. I militari che si mostrano accanto a loro affermano di appartenere all'organizzazione terroristica al-Qaeda.

    DELTA DEL NIGER – La situazione allarmante è stata resa da un rapporto Onu che evidenzia come il delta del Niger stia progressivamente morendo. Per anni e anni si è sfruttata questa terra per il prezioso oro nero, facendo leva sulle poverissime condizioni della popolazione. La gente è costretta a vivere utilizzando acqua inquinata e mangiando pesce ricco di petrolio. Da tale rapporto si evince anche un'accusa all'azienda petrolifera Shell, per aver inquinato la zona per più di mezzo secolo e  andando a ledere i fondamentali diritti umani. Quest'area è stata colpita da gravi danni all'agricoltura e di conseguenza è messa a repentaglio la sicurezza dell'intera popolazione.

    GABON – Sull'esempio, non solo dei paesi arabi, ma anche ad esempio del Senegal, il popolo del Gabon è sceso a manifestare contro un governo dittatoriale e corrotto.  La democrazia del Gabon è palesemente una maschera dietro la quale si cela un potere a carattere dinastico e despotico. La caratteristica di queste violente manifestazioni , dove si sente urlare  “Basta”, è la spontaneità e la rapida diffusione che si è seminata all'interno della società civile , coesa e decisa ad abbattere sopraffazioni.

    Adele Fuccio

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Redazione
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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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