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mercoledì 20 Ottobre 2021

Accordo UE-USA nella disputa Airbus-Boeing, dazi sospesi

In breve

  • La disputa Airbus-Boeing è in corso dal 2004, con UE e USA che si accusano reciprocamente di aver favorito con aiuti di Stato la propria compagnia.
  • Come ritorsione, in questi anni le due potenze avevano imposto dazi reciproci.
  • La recente intesa sospende temporaneamente i dazi e potrebbe aprire a un accordo più ampio, con un’occhio anche alla sfida cinese.

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In 3 Sorsi Dalla colossale disputa Airbus-Boeing è emersa una novità importante: l’accordo sulla sospensione dei dazi tra Unione Europea e Stati Uniti. Analizziamo più nel dettaglio la vicenda, che ha avuto origine nel 2004, e le sue conseguenze.

1. BREVE EXCURSUS DELLA CONTESA

La disputa tra le compagnie aeree Airbus e Boeing ha avuto inizio nel 2004 e vede contrapporsi Unione Europea e Stati Uniti: da allora i due attori si accusano di aver concesso aiuti di Stato alla propria compagnia di riferimento (Airbus per l’UE e Boeing per gli USA). Infatti, secondo il General Agreement on Tariffs and Trade, trattato che sta alla base del commercio internazionale, un Governo non può fornire aiuti di Stato a una propria azienda, salvo determinate eccezioni, in quanto distorsione della concorrenza internazionale. In caso di accertata violazione il GATT consente di imporre dazi sul Paese che fornisce aiuti di Stato. Da qui derivano le tariffe e contro-tariffe con cui USA e UE si sono colpiti in questi anni, generando una disputa non solo economica, ma anche politico-diplomatica. A ottobre 2019 l’Organizzazione Mondiale del Commercio aveva qualificato il finanziamento a Airbus come aiuti di Stato, il che ha dato man forte alla politica di stampo protezionistico dell’Amministrazione Trump, che ha imposto allora dazi sull’UE per 7,5 miliardi di dollari. Nel 2020 anche l’UE è stata autorizzata a imporre dazi alla controparte per 4,5 miliardi di dollari. Il 5 marzo, però, Joe Biden e Ursula Von der Leyen hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sulla sospensione dei dazi per un periodo iniziale di 4 mesi, sia su prodotti aerei che non: l’agroalimentare europeo, colpito dai dazi di Trump del 2019, può quindi tirare un sospiro di sollievo. Nelle parole di Valdis Dombrovskis, commissario per il Commercio “questa sospensione aiuterà a ricostruire la fiducia e perciò ci darà spazio per arrivare a una soluzione negoziata ampia e duratura”. Da ricordare che, poco prima dell’accordo con la Commissione UE, Washington aveva negoziato con il Regno Unito, uno dei quattro Paesi del consorzio Airbus, un accordo simile, avente anch’esso validità di quattro mesi.

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Fig. 1 – Le due compagnie aeree oggetto della disputa

2. SEGNALI DI DISTENSIONE NEI RAPPORTI COMMERCIALI TRANSATLANTICI

Nella prima chiamata intercorsa tra il neo Presidente USA e la Presidente Von der Leyen, quest’ultima ha affermato che la decisione sulla sospensione dei dazi rappresenta l’inizio di una nuova collaborazione personale e un segnale molto positivo per la cooperazione economica negli anni a venire. Biden è stato inoltre invitato a partecipare al Summit del 21 maggio sulla salute globale, a sottolineare che lo sforzo cooperativo in atto si estende anche ad altri ambiti. Questo passo in avanti per una distensione tra le due sponde dell’Atlantico è in linea con la politica che Biden intende inaugurare: ristabilire le relazioni con l’UE per costruire un fronte comune di fronte alla Cina, da tempo accusata per le sue pratiche distorsive rispetto al commercio internazionale e che, peraltro, da anni ambisce spezzare il duopolio USA-UE nel settore aereo. Questa tregua di quattro mesi mira altresì a favorire la negoziazione di un accordo più ampio, che includerebbe regole comuni su futuri sussidi e un meccanismo di monitoraggio ed enforcement di tali disposizioni.

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Fig. 2 – Biden durante una visita a un impianto Boeing in Australia, luglio 2016

3. BIDEN E IL RAFFORZAMENTO DEL MULTILATERALISMO

La sospensione dei dazi si inserisce in un contesto più ampio, quello della ricerca e dello sviluppo di partnership che, dopo l’era Trump, siano maggiormente basate sui principi del multilateralismo. In particolare il rilancio del rapporto con l’UE va in questa direzione e rappresenta un’occasione per affrontare al meglio questioni rilevanti e urgenti, di interesse globale, come il contrasto alla pandemia e la lotta al cambiamento climatico. Sotto l’Amministrazione Biden sembra che la politica estera statunitense verso l’Unione Europea voglia insistere sulla convergenza di interessi e su un allentamento delle tensioni. Tali tensioni possono dirsi dunque archiviate? Il superamento della disputa Airbus-Boeing, per quanto importante, non può far dimenticare altre divergenze significative USA e UE, come la regolamentazione e la tassazione delle grandi piattaforme digitali, o i dazi imposti da Trump su acciaio e alluminio, che ancora Biden non dà segno di voler rimuovere. Ad ogni modo, molto probabilmente, l’atteggiamento del nuovo Presidente verso l’Europa, come dimostrato da questi primi due mesi di insediamento, sarà più dialogante e tenderà a evitare scontri forti. Seguire l’evoluzione della contesa Airbus-Boeing aiuterà a capire l’andamento delle relazioni transatlantiche sotto l’Amministrazione Biden.

Marta Annalisa Savino

Photo by LeeRosario is licensed under CC BY-NC-SA

Marta Annalisa Savino

Laureata magistrale in “Relazioni internazionali” presso l’Università degli Studi di Milano, appassionata di viaggi, scrittura, geopolitica e lingue: inglese, francese e spagnolo. Ne “Il Caffé geopolitico” si occupa di Nord America e in particolare di Stati Uniti

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