utenti ip tracking
domenica 9 Agosto 2020
More

    Speciale COVID-19

    La delicatissima situazione politica interna in Serbia

    Analisi - ln Serbia l'epidemia di Covid-19 appare fuori...

    Il Myanmar alle urne tra guerra civile e Covid-19

    In 3 sorsi - Fissata la data per le...

    I Paesi Baschi in cerca di patria e in fuga dal passato

    Analisi – Il 12 luglio in Spagna, dopo il...

    367 giorni dopo

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 2 min.

    Cronaca di una profezia di Capodanno avverata, altro che i Maya. E al di là degli aneddoti, ecco qui il lancio ufficiale del primo speciale del Caffè nel 2012: zaino in spalla e tutti a bordo, si torna a girare il mondo insieme. Ecco come

     

    31 dicembre 2010. La classica comitiva dell’ultimo dell’anno, nella dimora del benefattore di turno del gruppo, accogliente e quasi orgoglioso di rendere disponibile la propria casa, sino a quando gli ultimi ospiti, sul far del mattino, salutano, ringraziano e se ne vanno, lasciando il malcapitato padrone di casa solo con decine di colonne di piatti da lavare, manco fosse un tempio greco.

    La solita comitiva, dicevamo. Tavola imbandita, amici di sempre e la classica coppia che non vedi mai se non in queste occasioni. Confusione, musica, grandi discorsi e solite chiacchiere da bar, che sfilano via tra svariati antipasti e diverse bottiglie di vino. Gli uomini, tra di loro, a parlare delle grandi tematiche dell’universo. Le donne, tra di loro, a commiserare gli uomini che sembra stiano decidendo i destini dell’umanità, e invece parlano solo di donne e calcio.

    Tra una portata e l’altra, tra un bicchiere e l’altro, emergono sogni e speranze per l’anno che viene: chi parla del principe azzurro e chi della donna che gli farà mettere la testa a posto, chi parla di matrimonio e chi semplicemente di trovare un lavoro, chi vuole uscire dal precariato e chi al primo posto mette scudetto e Champions. Poi, passato il conto alla rovescia, la mezzanotte, lo spumante, i botti, lo zampone e le lenticchie, più o meno nell’attimo in cui qualcuno propone qualche gioco di società, arriva sottile quel filo di malinconia, tipico del momento di festa che sta per volgere alla conclusione. È quello il momento dei geopolitici: le relazioni internazionali da ultimo dell’anno sono le più entusiasmanti, permettono di non essere troppo analitici e di rivoluzionare il mondo in due-tre scenari, altro che risiko. Ebbene, eccoli lì, quelli del Caffè, ad immaginarsi il mondo che verrà nel 2011. E tra questa e quella novità clamorosa, emerge uno scenario tra i più rivoluzionari: “Pensate a un mondo veramente diverso. Pensate a un mondo senza più cattivi, come potrebbe davvero cambiare. Prendiamone tre a caso: Gheddafi, Kim Jong Il, e lui, il numero uno, Bin Laden. Ecco, come col genio della lampada, nel nuovo anno esaudiamo tre desideri e facciamoli sparire. Cosa succederebbe? Sarebbe un mondo migliore?”.

     

    Fine del flashback. Trecentosessantasette giorni dopo. È andata proprio così, la chiacchiera delle tre del mattino si è avverata. Vi sareste mai immaginati, un anno fa, di ritrovarci un anno dopo senza questi tre personaggi? Assolutamente no, ovviamente. Difficile però ora dire: siamo in un mondo migliore. Com’è complicato raccontare quanto accade nel mondo. Non basta far fuori il cattivone, come in un western che si rispetti o il solito thriller americano di stagione. Quanti scenari, quante situazioni, quanti aspetti da considerare e particolari da cogliere. È difficile raccontare, è ancor più difficile prevedere. All’inizio del 2012, vogliamo però provare a vedere com’è questo mondo adesso, con le sue difficoltà, le sue crisi, le sue opportunità, le sue tragedie, le sue occasioni di crescita. Per questo, anche quest’anno, desideriamo invitarvi nuovamente a viaggiare con noi, nel nuovo speciale che parte oggi: “Il Giro del Mondo in 30 Caffè 2012”. Non abbiamo certo la pretesa di dirvi: “Ecco quello che succederà”. Vogliamo però analizzare diversi scenari, raccontando la situazione attuale e segnalando questioni e tendenze su cui porre particolare attenzione nei dodici mesi che arrivano. La partenza è fissata per oggi: prima tappa, Israele e le sue problematiche interne. Nel prossimo mese, poi, gireremo il mondo intero. Se volete, allora salite a bordo, c’è posto per tutto voi. E buon viaggio!

     

    Alberto Rossi

    Alberto Rossi
    Alberto Rossi

    Classe 1984, laureato nel 2009 in Scienze delle Relazioni Internazionali e dell’Integrazione Europea all’Università Cattolica di Milano (Facoltà di Scienze Politiche). La mia tesi sulla Seconda Intifada è stata svolta “sul campo” tra Israele e Territori Palestinesi vivendo a Gerusalemme, città in cui sono stato più volte, che porto nel cuore e in cui andrei domani a vivere (e sì, sembra assurdo, ma anche mia moglie Cristina verrebbe di corsa con me. Nostra figlia Anita invece, nata a maggio 2015, ancora non ci ha detto cosa ne pensa). Vivo a Milano, dopo 28 anni di Brianza, e sono Responsabile Marketing della Fondazione Italia Cina e analista del CeSIF (Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina). Tra le mie passioni, il calcio (portiere, allenatore, tifoso), la politica, i libri di Giovannino Guareschi, i giochi di magia, il teatro, la radio. Già, la radio: nel 2009 conducevo un programma di esteri su Bmradio.it, e con alcuni amici/colleghi appassionati di geopolitica e relazioni internazionali ci siamo detti: la radio non basta, dovremmo inventarci qualcosa di più per parlarne… Ecco, Il Caffè Geopolitico, di cui sono Presidente, è nato più o meno così.

    Articolo precedenteLa minaccia arriva dall’interno
    Articolo successivoUn nuovo inizio

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite