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    Recentemente, l'America Latina ha assistito ad un graduale aumento del ruolo dello Stato nell'economia, in contraddizione con i dettami del Washington Consensus che ne avevano dettato le regole di sviluppo economico negli anni '90. Una delle tendenze principali in questo senso è il graduale aumento della spesa pubblica nell'intera regione. Brasile e Venezuela, i principali modelli economici della regione, hanno fatto della spesa sociale e dell'attenzione verso le fasce più disagiate della popolazione i propri cavalli di battaglia: ciononostante, negli ultimi anni anche la spesa militare è sensibilmente aumentata, quantomeno in senso assoluto, ponendo dubbi circa la possibile concorrente diminuzione della spesa sociale

    L'AUMENTO DELLA SPESA PUBBLICA – Nel corso degli ultimi venti anni, la spesa pubblica in America Latina è cresciuta considerevolmente, sulla spinta di una crescita economica sostenuta, che ha permesso anche maggiori entrate fiscali: tra 2002 e 2007, subito prima della crisi finanziaria, queste sono cresciute mediamente di un valore pari al 4,5% del PIL nei paesi esportatori di petrolio (Ecuador, Venezuela e Messico) e al 3,5% nel resto del continente. La spesa pubblica media ha avuto un andamento temporalmente ondivago, con una contrazione tra 2001 e 2004, ma a partire dal 2004 ha evidenziato un trend di aumento costante, passando dal 25% al 30% del PIL. Uno dei principali motivi di questa evoluzione va ricercato nell'evoluzione politica del continente: mentre la tradizionale ricetta neoliberista del Washington Consensus prevedeva la contrazione del ruolo dello Stato, Venezuela e Brasile, i due principali modelli economici della regione, condividono un'attenzione particolare per il ruolo dello Stato, inteso come principale organizzatore dell'attività economica nazionale. A questo proposito, il settimanale inglese “The Economist”, bibbia della visione liberale tipica del capitalismo anglosassone, ha recentemente dedicato uno speciale a questo tema, analizzando fra gli altri il Brasile come principale esempio. Questa diversa impostazione è chiara anche analizzando la diversa reazione dei paesi latinoamericani e di quelli europei di fronte all'attuale crisi economica: mentre i paesi della zona euro hanno messo in atto cure da cavallo per la riduzione della spesa pubblica, varando misure di austerity con chiari effetti recessivi, i Paesi latinoamericani hanno reagito con politiche fiscali e sociali espansive, promuovendo il ruolo dello stato come difensore degli interessi economici dei cittadini ed incrementando la spesa pubblica per favorire l'impiego e l'assistenza sociale. D’altro canto, questa visione dello Stato non è nuova per l’America Latina: fino agli ’80 il modello economico prevalente nella regione era l’ISI (Industrializzazione come sostituzione delle importazioni)), basato proprio sulla concezione dello Stato come principale motore e organizzatore dello sviluppo economico.

    LA SPESA SOCIALE – A giocare la parte del leone nell'aumento della spesa pubblica è stata senza alcun dubbio una maggiore spesa sociale, diretta quindi a migliorare educazione, salute e assistenza sociale: tra 1990 e 2008 questa è passata dal 12,3 al 18,4% del PIL, dal 45% al 65% della spesa pubblica complessiva. Se analizzato in termini assoluti, questo aumento della spesa sociale è ancora più significativo: i Paesi dell'America Latina spendono mediamente 880 dollari a persona, contro i 445 del 1990. Un'analisi settoriale della spesa sociale conferma la rilevanza delle decisioni politiche progressiste degli Stati latinoamericani: tra 1990 e 2008 la spesa per la sicurezza e l'assistenza sociale è infatti aumentata di un valore pari al 3% del PIL. Anche la spesa per educazione e salute è cresciuta,anche se in misura minore: la spesa media per l’educazione è passata dal 3,1% del PIL del 1990 al 4,2% del 2008, valori simili a quelli della spesa per la salute. Se analizzato in termini reali, però, questo aumento è ancora più significativo: oggi gli Stati latinoamericani investono mediamente nell’educazione 171 dollari a persona, contro gli 86 del 1990. Programmi come “Bolsa Familia” in Brasile o “Barrio Adentro” in Venezuela, così come i vari programmi assistenziali e di aiuto ai poveri nei Paesi del continente, hanno sicuramente favorito questo aumento. D’altro canto la disuguaglianza estrema e le condizioni di vita di ampie fasce della popolazione rimangono le piaghe maggiori del continente, e richiedono interventi diretti da parte dello Stato: il livello di disuguaglianza è fra i più alti al mondo, tanto che 16 fra i 20 stati più diseguali sono latinoamericani. Il coefficiente di Gini medio della regione (il valore compreso tra 0 e 1 che indica il livello di uguaglianza) è superiore a 0,50, contro lo 0,40 dell’Asia. Non deve stupire quindi che a fronte di maggiori entrate ed economia in crescita gli Stati latinoamericani aumentino la propria spesa pubblica diretta alla protezione sociale.

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    LE SPESE MILITARI – Ciononostante, negli ultimi anni anche la spesa militare è gradualmente cresciuta: secondo i dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute, dal 2003 gli Stati latinoamericani hanno aumentato i fondi destinati alla difesa del 8,5% ogni anno, fino a raggiungere una spesa complessiva di 69,7 miliardi di dollari annui. Questo aumento ha però seguito in parte la crescita dell’economia della regione, incidendo poco a livello relativo: dal 2003 al 2010 la spesa militare è passata solo dal 1,23% del PIL al 1,51%. Varie critiche si sono levate per questo trend: dato il persistente stato di indigenza di buona parte della popolazione, spendere risorse pubbliche in armamenti potrebbe sembrare uno spreco. Confrontando i dati relativi alla spesa militare con quelli per la spesa sociale, appare però chiaro come non vi sia sostanziale trade-off, come confermato proprio dai dati del SIPRI: pur in un momento di spesa militare crescente, la spesa sociale è aumentata in misura sensibilmente maggiore, seguendo le politiche sociali dei governi latinoamericani. Chiaramente le spese militari implicano sempre una mancata spesa in altri settori: un dollaro speso in armi non potrò essere speso in medicine. Ciononostante, l’attenzione dei governi della regione sembra chiaramente focalizzata sulla necessità di migliorare le condizioni di vita della popolazione attraverso una spesa sociale crescente, anche in momenti di crisi economica.

    (1. continua)

    Francesco Gattiglio redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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