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venerdì 30 Ottobre 2020
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    ASEAN 2015: uno sguardo verso il futuro

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    Il 2015 sarà un anno di grandi sfide per i Paesi facenti parte dell’ASEAN. Cerchiamo  di capire quali saranno i maggiori punti che verranno affrontati in futuro dai Paesi del Sud-Est asiatico

    UNA VISIONE D’INSIEME – Nei prossimi mesi i 620 milioni di abitanti dell’Association of Southeast Asian Nation, meglio conosciuta come ASEAN, affronteranno grandi cambiamenti dovuti e favoriti dal basso livello del prezzo del petrolio e dalla creazione di una comunità economica regionale, denominata AEC. Secondo gli analisti il lancio di questa comunità, che avverrà per la fine del 2015, favorirà una rapida crescita economica dei Paesi dell’ASEAN nel medio periodo, dovuta in parte anche al modesto prezzo del petrolio, data anche la posizione d’importatori netti dei Paesi del Sud-Est Asiatico. Diverse ricerche dimostrano che i Paesi dell’ASEAN potrebbero vedere raddoppiato il PIL aggregato entro il 2025. La Japan International Cooperation Agency (JICA) sostiene che la popolazione crescerà dell’1% annuo tra il 2015 e il 2025 così da raggiungere i 695 milioni di abitanti per la fine del 2025. Nonostante queste prospettive entusiasmanti, molti sono i problemi che ancora frenano questa rapida crescita; specialmente in Paesi meno abbienti come Cambogia, Laos, Myanmar e Vietnam. Inoltre, l’alta instabilità politica e i rischi di capovolgimenti ai vertici di governo in Myanmar e Thailandia rendono il quadro di una crescita unitaria incerta e problematica.

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    L’ultimo summit dell’ASEAN

    OIL&GAS – Secondo le ultime statistiche pubblicate dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) le proiezioni per il biennio 2015 e il 2016 prevedono un aumento percentuale del PIL del 5.2% e 5.3% per alcuni dei Paesi dell’ASEAN (Indonesia, Filippine, Tailandia e Vietnam). Come già detto, il basso livello mondiale del prezzo del petrolio favorirà la crescita di alcuni Paesi importatori netti di tali risorse naturali; tra questi a favorirne maggiormente potrebbe essere la Tailandia, la quale dipende molto dal trasporto su strada. Mentre lo stesso fenomeno potrebbe, in qualche modo, colpire in maniera negativa stati esportatori di petrolio come la Malesia o esportatori di gas come il Myanmar. Malgrado ciò, alcuni esperti sostengono che tali avvenimenti non ne decelereranno la crescita.

    AEC: OPPORTUNITA’ E SFIDA – Il lancio dell’AEC sarà l’inizio di un lungo processo di liberalizzazione dei mercati, si vedano i numerosi trattati di libero scambio che saranno firmati nel corso del 2015. I maggiori Paesi dell’ASEAN hanno già completamente liberalizzato il mercato dei beni di consumo, ciò sarà molto complicato per i Paesi che hanno appena intrapreso il processo di realizzazione di un evoluto mercato dei capitali e di un moderno sistema finanziario. I progressi avviati in questa fase accelereranno la crescita, ma una completa apertura dei mercati difficilmente si attuerà per la fine del 2015. Irrealistica è la possibilità che Paesi meno sviluppati come Laos e Cambogia riescano a raggiungere gli obiettivi di integrazione prefissati per la fine di quest’anno. Come esposto in precedenza, due maggiori problematiche politiche affliggono l’ASEAN e creano uno scenario d’incertezza politica in Myanmar e Tailandia. In Myanmar le incombenti elezioni parlamentari sono segnate da un aumento delle violenze tra la maggioranza buddista e la minoranza musulmana. Maggiore instabilità potrebbe essere causata dalla precaria situazione politica in Thailandia qualora il Governo militare decida di post porre le elezioni a data da definirsi, causando cosi una possibile rivolta popolare che danneggerebbe l’economia del Paese.

    QUALE PROSSIMA MOSSA? – Come già chiarito dai Paesi promotori dell’AEC, il lancio di tale ente non porterà ad una unificazione delle varie valute. Dato l’esempio fornito dall’Unione Europea e il forte squilibrio economico tra i vari soggetti facenti parte dell’ASEAN, una simile opportunità risulta essere tanto suggestiva quanto inattuabile. Laddove chiari sono gli scopi tra i Paesi dell’AEC, oscuri e complicati sono i regimi commerciali che si creeranno tra l’ASEAN e i vari partner internazionali. Quale sarà la posizione dei Paesi dell’ASEAN nei confronti di tali alleati?

    Antonio Mazza

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    Un chicco in più

    Se volete saperne di più sull’ASEAN, questo è il suo sito web. [/box]

     

     

     

     

    Antonio Mazza
    Antonio Mazza

    Nato a Cosenza nel 1992. Ha frequentato l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove ha conseguito una laurea in Relazioni Internazionali e un Master in International Business. Appassionato di Geopolitica, NBA e calcio. Cuore milanista e simpatizzante per i Denver Nuggets. Negli anni ha vissuto tra Milano, Barcellona e Singapore. Al momento e’ di base a Jakarta dove lavora per una Business Association italiana. Adora viaggiare, mettersi alla prova ed è sempre alla ricerca di nuove sfide, perciò: “Where there is a will, there is a way “.

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