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giovedì 29 Ottobre 2020
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    Podemos e il tentativo di ripetere il ‘miracolo Syriza’

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    La vittoria di Syriza alle recenti elezioni parlamentari greche, a detta di alcuni, aprirebbe uno spiraglio per l’affermazione del partito Podemos alle prossime consultazioni che si terranno in Spagna.

    1. NASCITA E PRIMI PASSI – Podemos (Possiamo) si costituisce come partito l’11 marzo 2014 per poter partecipare alle elezioni europee del 25 maggio dello stesso anno, ma si presenta sin da subito come una formazione fuori dagli schemi. L’intenzione cardine dei suoi fondatori, tra cui spicca il trentaseienne docente universitario di Scienza Politica Pablo Iglesias, è quella di creare una formazione basata sulla democrazia partecipativa, in cui tutte le decisioni (dai punti che compongono il programma alla scelta dei candidati e alla strategia elettorale) sono prese in maniera concertata a partire dalle proposte dei singoli aderenti e dei circoli locali. Stando al programma presentato durante la campagna elettorale per le elezioni europee, l’attività di Podemos si orienta verso la costruzione della democrazia, che passa attraverso il miglioramento delle condizioni economiche, la conquista della libertà (con un maggior coinvolgimento dei cittadini nell’attività politica europea) e dell’uguaglianza, il recupero della fraternità (tra i cittadini europei, ma anche verso i migranti) e la conquista della sovranità. Alle scorse elezioni per il Parlamento europeo Podemos ha ricevuto più di un milione di voti, che hanno consentito a cinque membri – tra cui lo stesso Iglesias – di diventare europarlamentari.

    2. IL ‘GEMELLAGGIO IDEALE’ CON SYRIZA – Podemos è spesso presentato come l’omologo spagnolo di Syrizaanche a detta dei due leader. Innegabile è il punto di partenza comune – l’essere una nuova forza politica che con i suoi programmi anti-austerità mira al rilancio di un’economia in crisi e attrae così il consenso dei cittadini, stanchi di assistere alle solite alternanze al potere. Almeno due sono però le diversità tra le formazioni. In primo luogo il contesto economico in cui si affermano: se è vero che la Spagna sta uscendo da un periodo di crisi, questa non ha avuto la stessa entità di quella greca; in secondo luogo – elemento che potrebbe rivelarsi fondamentale per l’esito delle prossime elezioni – Syriza è una formazione ben consolidata, che vanta un’esperienza decennale nel panorama politico greco, mentre Podemos è una realtà “giovane”, che ha ancora bisogno di consolidarsi e di affermare una propria identità. Ma questo, almeno per il momento, non sembra preoccupare gli spagnoli.

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    Fig. 1 – Partecipanti alla manifestazione di Madrid il 31 gennaio scorso

    3. PROSPETTIVE POLITICHE PER IL 2015 – I membri di Podemos, che nel mese di gennaio 2015 hanno visto i consensi salire fino al 28%, si stanno già preparando per le diverse competizioni elettorali che interesseranno la Spagna nel 2015: si parte con le municipali e le regionali indette per il prossimo maggio (anche se non ovunque), per poi arrivare alle parlamentari previste per la fine dell’anno. In risposta alle critiche sollevate da più parti nei confronti del leader Iglesias – tacciato di essere un “venditore di fumo” che conduce una campagna elettorale non basata su un preciso manifesto programmatico – è stato recentemente presentato un programma di base da cui verrà sviluppato un più articolato progetto di riforme economiche. Ciò che al momento è certo è che Podemos, nonostante la “giovane età”, sta facendo “tremare” gli appartenenti ai due principali partiti politici spagnoli (il Partito popolare e il Partito socialista operaio): lo scorso 31 gennaio, a Madrid, i partecipanti alla “Marcia del cambiamento” indetta da Podemos sono state decine di migliaia (100mila secondo le Autorità, 300mila per gli organizzatori).

    Giulia Tilenni

    [box type=”shadow” ]Un chicco in più

    Durante la manifestazione del 31 gennaio, allo slogan “ufficiale” – «Il momento è ora» – ne è stato affiancato un altro – diventato una sorta di tratto distintivo dell’azione di Podemos: «tic tac, tic tac», che ricorda come il tempo dei principali partiti politici spagnoli stia per concludersi. [/box]

    Foto: Fanis_X

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    Giulia Tilenni
    Giulia Tilenni

    Laureata magistrale in Relazioni Internazionali a Bologna – dove ha anche completato il Master in Diplomazia e Politica Internazionale, che l’ha portata a Francoforte sul Meno per un tirocinio di ricerca di tre mesi. Dopo una tesi in Studi strategici che analizza l’intervento militare in Libia del 2011 e una ricerca sui velivoli a pilotaggio remoto, è entrata a far parte del Caffè Geopolitico nel team Miscela Strategica.

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