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    Dall’ALBA…al tramonto

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    Già durante la sua visita in Turchia del 15 marzo il Presidente dell’Ecuador Rafael Correa aveva ventilato la possibilità di non partecipare al sesto Vertice delle Americhe in programma a Cartagena (Colombia) il 14 e 15 Aprile. La decisione è stata confermata nei giorni scorsi, e motivata con l’esclusione di Cuba dal vertice, ma anche con l’esclusione del tema delle Falkland/Malvinas dai punti in discussione al vertice

    LA POSIZIONE DELL’ALBA – Già a febbraio Correa aveva proposto ai suoi alleati dell’ALBA (Alleanza Bolivariana per l’America Latina e il Caribe) di disertare il vertice se Cuba non fosse stata invitata: a dispetto dell’unanime condanna del blocco statunitense contro l’isola e del veto di Washington alla presenza di Cuba al vertice, gli altri membri dell’ALBA hanno però confermato la propria presenza, a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto. Secondo il governo colombiano lo stesso Chávez avrebbe chiesto al suo omologo ecuadoregno di riconsiderare la propria posizione e di partecipare al vertice, ricevendo però un garbato rifiuto. La mancata unità dell’ALBA rischia quindi di trasformare l’iniziativa di Correa in un boomerang per il proprio Paese, e di creare frizioni diplomatiche future con la Colombia. La posizione statunitense è stata duramente contestata da Correa, che di riflesso condanna anche l’organizzazione e la struttura del vertice: secondo il presidente ecuadoregno, “si è parlato di mancato consenso, ma tutti sappiamo che si tratta del veto di paesi egemonici, situazione intollerabile nella Nostra America del XXI secolo”. Il riferimento agli Stati Uniti è chiaro, così come il rimprovero indiretto all’organizzazione colombiana che avalla di fatto questo veto. CUBA, L’OSA E WASHINGTON – La mancata partecipazione di Cuba è una diretta conseguenza dell’esclusione dell’isola dall’Organizzazione degli Stati Americani, decretata nel 1962 e confermata fino al 2009. A dispetto della cancellazione del veto statunitense alla partecipazione di Cuba all’OSA, l’isola non ha ancora richiesto di essere riammessa, e probabilmente non lo farà almeno fino ad un eventuale cambio di governo: il presidente Raúl Castro aveva affermato in proposito che Cuba non apparterrà mai all’OSA, in quanto frutto della Guerra Fredda e strumento nelle mani di Washington. D’altra parte, l’OSA ed i Vertici delle Americhe sono eventi formalmente slegati: per questo motivo, alcuni paesi avevano ipotizzato la partecipazione cubana al vertice, incontrando però il veto statunitense. Secondo il governo degli Stati Uniti, Cuba non assicura il rispetto degli standard democratici richiesti per partecipare a questo tipo di vertici, ed ha confermato il proprio veto; da parte sua, il presidente colombiano Santos non ha potuto far altro che riconoscere la mancanza di accordo unanime sulla presenza dello stato caraibico. La posizione di Cuba nel sistema delle organizzazioni regionali americane rimane quindi altamente contraddittorio e soggetto ai veti ed ai desideri della potenza statunitense. Secondo il cancelliere Cubano Rodríguez, proprio la necessità di una autorizzazione da parte di Washington conferma che i Vertici delle Americhe “sono fatti a immagine e somiglianza del suo padrone”.

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    LA PROLIFERAZIONE DEI VERTICI E DELLE ORGANIZZAZIONI– Nella lettera indirizzata al presidente Santos, Correa condanna anche la proliferazione dei vertici in atto in America Latina, considerate spesso e volentieri come inconcludenti: questa posizione echeggia da vicino quella tenuta in molte occasioni dal presidente venezuelano Chávez, ma anche da altri presidenti della regione. D’altro canto la proliferazione di vertici e organizzazioni è indubitabile, così come è fuori discussione il fatto che spesso questi vertici non affrontino i problemi reali della regione. Sotto questo punto di vista, l’esclusione del tema delle Falkland/Malvinas dal tavolo appare di difficile comprensione, a meno che l’obiettivo del Vertice non sia il successo dello stesso, con la conseguente eliminazione di ogni possibile tema spinoso dal dibattito. Francesco Gattiglio redazione@ilcaffegeopolitico.net

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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