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sabato 23 Gennaio 2021

Speciale COVID-19

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Prove di dialogo

In breve

Dove si trova

Il delegato dell’Unione Africana, Thabo Mbeki, è arrivato a Khartoum per riprendere il processo di dialogo tra Sudan e Sudan del Sud cominciando dalla neutralizzazione delle regioni di Abyei e Heglig. Secondo al-Bashir, tuttavia, la priorità sarebbe la lotta ai ribelli di Kordofan e Nilo Blu, cosicché Juba ha accusato la controparte di temporeggiare. In Mali, Dioncounda Traoré, nominato presidente ad interim da ECOWAS e giunta militare locale, è stato percosso da un gruppo di manifestati contrari alle ingerenze della Comunità dell’Africa occidentale. Charles Taylor si rivolge alla Corte speciale per la Sierra Leone chiedendo la grazia. Duplice attentato di al-Shabaab a Mogadiscio. Il Ghana verso il blocco delle esportazioni petrolifere. Il Congresso USA interrompe i sostegni economici ai Paesi che hanno ospitato al-Bashir: a rischio $350 milioni per il Malawi

SUDAN: LA MEDIAZIONE DELLA UAThabo Mbeki, mediatore dell’Unione Africana, è arrivato la scorsa settimana a Khartoum per tentare di aprire una nuova fase del dialogo tra Sudan e Sudan del Sud, interrotto per la crisi dell’area petrolifera di Heglig a fine marzo. Mbeki incontrerà anche al-Bashir e affronterà i temi centrali che alimentano le tensioni nella regione, ossia, come già indicato dalle risoluzioni dell’ONU e dell’UA, l’avvio di un percorso che, entro tre mesi, dovrà condurre, fra i vari punti, al ritiro delle truppe dalle zone contestate, a un trattato sui confini e alla sistemazione della questione dei rifugiati. Khartoum ha già comunicato che le priorità per il Sudan siano i temi della sicurezza e dell’interruzione dei rapporti tra Juba e i ribelli di Kordofan e Nilo Blu, necessità che, secondo il ministro degli Esteri, sarebbero le problematiche centrali anche per l’Unione Africana. Il Sudan del Sud, tuttavia, ha contestato questa impostazione, ritenendola non aderente alla roadmap sostenuta dall’ONU e accusando la controparte di tentare di rinviare indefinitamente la soluzione del conflitto. Terminati i colloqui con Khartoum, Thabo Mbeki si recherà a Juba per condurre una negoziazione speculare col presidente Salva Kiir.

IL PRESIDENTE DEL MALI PERCOSSO DAI CONTESTATORIDioncounda Traoré, nominato il 20 maggio presidente ad interim del Mali sulla base dell’accordo tra ECOWAS e giunta militare, è stato ricoverato in ospedale in stato d’incoscienza dopo l’aggressione subita lunedì per opera di un gruppo di contestatori penetrato nel suo ufficio. Secondo quando riportato dalla BBC, i manifestanti stavano protestando contro le ingerenze dell’ECOWAS in Mali, chiedendo che il potere fosse affidato ad Amadou Sanogo, capo dei militari golpisti.

IL DISCORSO DI CHARLES TAYLOR ALLA CORTECharles Taylor, sotto processo da parte della Corte speciale per la Sierra Leone dell’Aja, si è rivolto direttamente ai giudici lo scorso 16 maggio per indurli a una sentenza clemente. I procuratori, infatti, hanno richiesto per l’ex Presidente della Liberia, accusato di aver favorito le atrocità commesse durante la guerra civile in Sierra Leone (1991-2002), una pena di ottanta anni di carcere. La Corte ha riconosciuto, sin qui, che Taylor non possa essere ritenuto imputabile per i crimini commessi dalle forze ribelli sierraleonesi, mentre sussisterebbero le prove del suo diretto coinvolgimento in alcune specifiche azioni militari. L’ex leader liberiano ha sostenuto nel proprio discorso di non essere ormai più simbolo di divisione e conflitto, bensì perno del processo di pace nella regione, contestando nel contempo che alcune testimonianze sarebbero state ottenute dietro compenso.

DUPLICE ATTENTATO A MOGADISCIO – Sabato 19, Mogadiscio è stata colpita da due esplosioni che hanno causato la morte di almeno otto persone. Gli attentati, condotti tramite il lancio di granate, sono stati rivendicati dal gruppo islamista al-Shabaab, ed erano diretti contro i soldati della missione AMISOM e del Governo di transizione.

GHANA: STOP ALLE ESPORTAZIONI PETROLIFERE – Il Ghana sta varando una completa riforma del proprio settore petrolifero. Da un lato, infatti, il governo ha comunicato che tutti i ricavi provenienti dallo sfruttamento dell’oro nero e del gas saranno verificati da un’apposita Commissione per essere resi pubblici. Dall’altro lato, la produzione della Ghana National Petroleum Corporation, sarà del tutto destinata al fabbisogno del Paese, forse anche tramite un divieto specifico d’esportazione. Secondo alcune fonti, inoltre, è probabile che il governo imponga alle compagnie estrattive straniere operanti in Ghana l’obbligo di riservare una quota della produzione per il mercato nazionale.

NUOVA MISURA USA CONTRO AL-BASHIR – Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato in sede commissionale un emendamento che sospende i contributi allo sviluppo per tutti i Paesi che ospiteranno, o hanno ospitato recentemente, il presidente sudanese al-Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale. Già a marzo, Washington ha annullato l’invio di 350 milioni di dollari destinati al Malawi, Stato nel quale al-Bashir si è recato in visita lo scorso anno. Il provvedimento del Congresso, tuttavia, potrebbe colpire anche alcuni partner strategici degli Stati Uniti, poiché, come ricordano alcuni deputati, il Presidente sudanese «è stato accolto in Arabia Saudita, Ciad, Cina, Egitto, Etiopia, Iraq, Libia e Qatar».

POTERI PIÙ AMPI A NGUEMA MBASOGO – Il primo ministro della Guinea Equatoriale, Ignacio Milam Tang, ha presentato le proprie dimissioni al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, affinché potesse entrare in vigore la riforma costituzionale approvata nel novembre 2011 con il 97,7% dei voti e, per questo, vigorosamente contestata dalle opposizioni. La nuova legge amplia i poteri del capo dello Stato, effetto che desta preoccupazione anche all’estero, poiché il presidente Mbasogo, al potere del 1979, è ritenuto uno dei leader africani più spietati e corrotti.

DECEDUTO AL-MEGRAHI, L’ATTENTATORE DI LOCKERBIE – Domenica scorsa è morto Abdel Basset al-Megrahi, il libico ritenuto autore dell’attentato di Lockerbie, nel 1988. L’uomo era tornato a Tripoli, ricevendo i massimi onori da Gheddafi, nel 2009, in seguito al provvedimento di scarcerazione per motivi di salute deciso dalle autorità scozzesi, nonostante la protesta ufficiale di Washington (più della metà delle 270 vittime della strage era statunitense).

Beniamino Franceschini

redazione@ilcaffegeopolitico.net

Beniamino Franceschini
Beniamino Franceschini

Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali all’Università di Pisa, sono specializzato in geopolitica e marketing elettorale. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del desk Africa. Ho un gatto bianco e rosso chiamato Garibaldi.

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